Manciano, il Movimento 5 Stelle «Ove indispensabile, eliminazione degli ibridi di Lupo»

Accuse a Unione europea, Regione, associazioni ambientaliste e sindacati degli agricoltori

[16 giugno 2016]

Lupo Toscana

Il Meetup Manciano 5 Stelle (GR) ha pubblicato una nota,  che ipotizza la cattura e l’abbattimento degli ibridi di lupo, ma anche “il controllo del numero dei lupi in purezza mediante la cattura e il ricovero in centri autorizzati”, che sta già facendo molto discutere e che sembra dissonante anche da alcune posizioni nazionali del Movimento 5 Stelle. Una comunicato che attacca a testa bassa ambientalisti, associazioni degli agricoltori, Regione e progetti europei, una presa di posizione che probabilmente farà ancora più discutere nei prossimi giorni.

Condividiamo comunque la speranza del Metup Manciano 5 Stelle che questa polemica serva  a fare chiarezza su questo argomento e perchè “si adottino provvedimenti efficaci a salvaguardia dell’ambiente e delle attività della nostra terra”.

Ecco cosa scrivono i pentastellati di Manciano:

 

Il problema dei predatori nel territorio maremmano: la reale situazione, le sue origini e gli strumenti per affrontarla

Riteniamo di potere dare il nostro contributo per chiarire quale è la reale situazione, come questa si è determinata e suggerire, se possibile, modalità e strumenti per affrontarla.

E’ importante evidenziare come quello agropastorale sia un settore fondamentale per l’economia della Provincia di Grosseto senza esclusione di nessun comune. Sono infatti presenti sul territorio della provincia di Grosseto 19 aziende casearie; il solo Caseificio Sociale di Manciano, sicuramente l’azienda più importante del nostro Comune, ha 247 aziende cooperatrici e circa 70 addetti . A questo aggiungiamo che i prodotti della filiera casearia rappresentano sicuramente un’eccellenza dell’agroalimentare italiano e una specificità del nostro territorio, anche dal punto di vista sociale e culturale.

In questo contesto ambientale ed economico si verificano, ormai quotidianamente e da oltre dieci anni, attacchi alle greggi da parte di predatori, anche se i mezzi di comunicazione cominciano timidamente a parlarne solo da pochi mesi. Nella realtà la situazione per le comunità maremmane è ormai insostenibile; è infatti’ facilmente intuibile quale possa essere l’impatto dei numerosi e ripetuti attacchi sul piano della sostenibilità dell’attività di allevamento: molte aziende hanno già cessato l’attività e molte sono in procinto di chiudere. Un solo dato per rappresentare la gravità della situazione: nell’anno 2015 il caseificio sociale di Manciano ha subito, un decremento del latte conferito dai soci superiore al 30%, stimato in circa un milione di litri perduti, ha perso 12 unità lavorative ( cioè 12 capi famiglie) e negli ultimi tre anni hanno chiuso circa 50 aziende .

Al danno economico si deve aggiungere l’allarme sociale che la presenza di predatori sta creando; sono infatti divenuti frequenti gli incontri, anche nelle ore diurne, e, probabilmente è solo un caso che non si siano verificate aggressioni alle persone, che amano il territorio e gli piace girarlo a piedi.
Abbiamo cercato di capire il motivo per il quale il negli ultimi dieci anni il numero dei predatori sia divenuto così alto, sia attraverso ricerche documentali, che parlando con chi dei predatori si è sempre occupato. Da una parte è evidente che la grande disponibilità di cibo (gli ovini in particolare) sia stata una causa scatenante, dall’altra riteniamo che qualcuno abbia, più o meno volontariamente, introdotto nel territorio sia soggetti di lupo appenninico che soggetti frutto di ibridazione. ( Interessante è questo video che già nel 2014 sull’ibridazionehttps://youtu.be/YQbJeulcEjY ) Di quanto realmente avvenuto, come spesso accade in Italia, sostanzialmente non c’è traccia e sicuramente non è un caso.

Continuando nelle ricerche abbiamo riscontrato che la Regione Toscana con la L. R. 31 agosto 1994, n. 72 “ Danni causati al patrimonio zootecnico da animali predatori o da eventi meteorici. Delega di funzioni e finanziamenti regionali” ha ritenuto che il pascolo libero fosse un’attività da ridurre o addirittura eliminare per consentire il “pacifico” proliferare dei predatori, e ha introdotto gli indennizzi agli allevatori che si fossero già prodigati a difendere il proprio gregge.( Recinzioni, cani da guardiania ecc).

A conferma di questo modo, per noi profondamente sbagliato, di affrontare il problema la Regione ha stanziato 10 milioni di Euro complessivi per vari progetti cofinanziati dalla Comunità Europea, quali, tra gli altri, Medwolf e Ibridwolf (www.medwolf.eu/ www.ibriwolf.it/ ) e Il piano regionale per la gestione dei predatori in Toscana (http://www.greenreport.it/…/il-piano-regionale-per-la-gest…/) . Di questi progetti sono beneficiari (è scritto alla fine del bando), oltre alla provincia di Grosseto, il WWF e varie associazioni, tra le quali anche associazioni di categoria. Lo scopo di questi progetti era quello di verificare la “compatibilità” tra presenza dei predatori e attività antropiche. Nella pratica sono stati spesi, anzi sperperati, milioni di Euro pubblici per verificare che lupi e ibridi sbranano le pecore (ma, come purtroppo ormai quotidianamente constatiamo, capre, cani, cavali e bovini, tutti animali dei quali nessuno si interessa, che vengono sbranati a centinaia); probabilmente bastava chiedere a qualsiasi allevatore. Ancor più sorprendenti sono i risultati delle favolose ricerche e delle analisi scaturite dai progetti: dopo avere catturato BEN 5 predatori (quattro liberati subito dopo) gli scienziati ci hanno confermato che la convivenza è molto semplice, basta un guardiano per ogni gregge per tutta la durata del pascolo libero (quindi d’estate durante le ore notturne), una muta di cani (4/5 per ogni gregge) e una bella recinzione antinocivo, meglio se elettrificata. Ogni commento ci sembra assolutamente superfluo; vogliamo solo evidenziare l’enormità del danno ambientale e paesaggistico che conseguirebbe alla realizzazione di decine di chilometri di recinzioni alte oltre 2 metri e il pericolo che costituirebbero per le persone alcune migliaia (di questo si parla) di aggressivi cani da guardia disseminati nelle nostre campagne. Paradossalmente le stesse ricerche evidenziano come in realtà il proliferare degli ibridi impedisca la conservazione del lupo appenninico, perché i primi occupano la nicchia biologica dei secondi. Noi siamo dell’avviso che le ricerche siano servite solo a chi le ha fatte, perché hanno giustificato i milioni di Euro stanziati dalla Regione Toscana, mentre nessuno si è davvero occupato dei problema in modo realistico e ragionevole.

E’ evidente come la gestione del problema sia stata affidata a soggetti ai quali poco o nulla interessano l’ambiente e il benessere dei cittadini, una lobby di pseudoambientalisti molto preoccupati, al contrario, di raccogliere facili consensi e denaro pubblico. Basta una rapido controllo su internet per verificare che tutto ciò ruota intorno alle stesse, poche, persone.

Sarebbe oggi molto importante capire chi ha prodotto e immesso gli ibridi nel territorio (oltre ad ibridazione naturale ovviamente), anche perché l’ibridazione è specificamente vietata dalla legge (violazione delle normative CITES (Convenzione di Washington che tutela le specie di flora e fauna in via d’estinzione). Ci troviamo davanti all’ennesimo sconsiderato intervento dell’uomo sull’ambiente, intervento che ha sconvolto l’ecosistema del nostro territorio e ha creato un enorme problema economico e sociale. Il lupo è una presenza costante nel nostro territorio, con la quale i pastori hanno sempre convissuto, finché qualche novello apprendista stregone ha deciso di “sperimentare” sulla pelle dei cittadini. Tutto ciò con la colpevole e interessata collaborazione di associazioni ambientaliste e sindacati degli agricoltori, soggetti, tutti, beneficiari di fondi europei.

Per noi i veri custodi dell’ambiente sono gli agricoltori, senza l’opera dei quali il nostro territorio è inevitabilmente destinato al degrado. I problemi ambientali correlati all’abbandono dei fondi sono evidentissimi (dissesto geologico, incendi) e ben noti, e si aggiungono al danno economico e sociale che l’intera comunità ha già sofferto.

Dobbiamo fare una scelta di campo: se è vero che vogliamo tutelare le produzioni locali, la filiera corta, i metodi naturali di agricoltura e allevamento non possiamo ignorare ciò che sta accadendo, non possiamo abbandonare gli allevatori. L’alternativa al pascolo libero è l’allevamento intensivo in spazi chiusi, con animali alimentati da mangimi; in sostanza il modello delle multinazionali dell’agroalimentare contro il quale il Movimento si batte quotidianamente.

Nessuno qui, tantomeno nei meetup, auspica una mattanza dei lupi, ciò non di meno riteniamo che l’opinione pubblica risenta di una rappresentazione volutamente falsata della realtà. E’ facile oggi dipingere il pastore come un macellaio e il predatore come una vittima. e ciò avviene ad opera di chi ha creato il problema e dalla gestione dello stesso ha tratto ingenti vantaggi economici e spera di continuare a farlo.
Pensiamo che 2000 predazioni censite per l’anno 2015 e già 540 per l’anno 2016 in Toscana (prevalentemente nel nostro territorio) costituiscano un evento calamitoso (le 2000 predazioni vanno riferite a 100.000 capi toscani e non all’intero patrimonio Nazionale), e come tale debba essere affrontato.
Riteniamo che Ministero dell’Agricoltura e Regione Toscana si debbano fare carico in prima persona della situazione, anche per evitare che la gestione dei predatori sia affidata agli stessi soggetti che hanno contribuito a creare i problema, intascandosi per di più decine di milioni di Euro. Sono necessari provvedimenti che consentano il REALE E TEMPESTIVO risarcimento del danno patrimoniale e gestionale delle aziende vittime degli attacchi (cosa che con l’attuale meccanismo risarcitorio non avviene) e un EFFETTIVO controllo del numero e della presenza dei predatori sul territorio (alla data di oggi siamo agli ululatori: personaggi che girano di notte per i nostri boschi, ululando per poter contare i lupi; sarebbe da ridere se la situazione non fosse drammatica).

La Commissione Europea (Ufficio Biodiversità, Natura 2000) ha confermato che gli ibridi non sono formalmente protetti e, rappresentando una minaccia per la conservazione del lupo, dovrebbero essere prontamente rimossi per garantire la conservazione del lupo.). Sarebbe, quindi perfettamente legittima un’opera di cattura e, ove indispensabile, di eliminazione degli ibridi (che NON SONO fauna selvatica) attuabile immediatamente. Il controllo del numero dei lupi in purezza (che probabilmente a questo punto sono una piccola minoranza) potrebbe avvenire mediante la cattura e il ricovero in centri autorizzati.

Continueremo a batterci perché su questo argomento si faccia chiarezza e si adottino provvedimenti efficaci a salvaguardia dell’ambiente e delle attività della nostra terra.
Meetup Manciano 5 Stelle