Mappe e fototrappole, così i Waorani difendono dal petrolio l’incredibile fauna dell’Ecuador (5 VIDEO)

Gli indios che vivono vicino al bloque petrolero 22 mappano la loro ricchezza culturale e biologica per conservare la foresta

[14 giugno 2018]

Le fototrappole che gli indios Waorani hanno piazzato nel loro territorio, che si estende per 180,000 ettari nella provincia di Pastaza, nel cuore dell’Amazzonia dell’Ecuador, mostrano una vita selvatica davvero speciale con al vertice predatori rari come giaguari, tigrillos (gatti tigre) e perros de monte (speoto o itticione).

I Waorani continuano come sempre a cacciare e a raccogliere frutti dagli alberi nella foresta vergine, ma intanto mappano il loro territorio e classificano piante e animali che avvistano mentre discendono un fiume in canoa, attraversano una palude o scalano un albero alto più di 20 metri.

E’ da tre anni che questo piccolo popolo ha dato il via a una mappatura territoriale  che ha l’obiettivo di dimostrare al governo di sinistra ecuadoriano che vale la pena conservare il territorio in cui vivono. «Tutto ciò che vogliamo è che loro vedano come siamo e che ci facciano vivere come siamo», ha detto a Mongbay LATAM Awane Ahua, una delle pikenani (nonna sapiente) dei Waorani.

La mappatura territoriale indigena è stata promossa dalla Fundación Alianza Ceibo, formata dai popoli Siekopai, Siona, Cofán e Waorani. I Waorani, che vivono in 12 comunità, sono circondati dalla concessione Bloque petrolero 22 che minaccia con il greggio, le strade e l’inquinamento il loro stile di vita e la loro biodiversità .

Awane ha detto ai giornalisti di Mongbay LATAM «Siamo abbastanza ricchi, abbiamo abbastanza con tutto ciò che vedi intorno a te. Non siamo poveri, siamo ricchi di risorse e non è necessario che nessuno venga a  costruire perché è già costruito e questo è sufficiente per noi».

In tre anni, i leader indigeni di Alianza Ceibo, con il supporto tecnico di Amazon Frontlines, hanno messo su una mappa tutte le loro scoperte. Per esempio, hanno usato le figure dei diversi animali per indicare in quale aree del loro territorio vivono o vanno a nutrirsi giaguari, puma, tigrillos, ocelot, tapiri… Inoltre hanno identificato le strade e i sentieri che attraversano il loro territorio ed è proprio lungo questi percorsi che hanno posizionate telecamere trappola – ad almeno 200 metri l’una dall’altra – per identificare la fauna e per raccogliere prove di quanto sia rara e importante la vita che custodiscono da millenni.

Nemonte Nequimo, una donna Waorani che sogna di vedere le mappe completate appese al muro nelle scuole di tutte le comunità, ha detto: «Penso che per noi questi sia un importante strumento per spiegare quello che abbiamo all’interno della comunità, all’interno del territorio. Perché ogni volta che vedo una scuola, c’è attaccata solo una mappa dell’Ecuador, solo vuota e non parla di animali, uccelli, piante».

Il Waorani hanno già mappato una dozzina di comunità, 180 000 ettari e hanno identificato 1.832 tra fiumi, torrenti, strade e sentieri di caccia dei quali spesso ufficialmente non si conosce l’esistenza ma che servono a collegare le loro comunità attraverso la giungla. Hanno anche mappato e censito 235 aree che includono  ecosistemi sensibili, aree ricche di piante medicinali, alberi da legno, frutta, aree di pesca e caccia, come le l ‘saladeras’, come i Waorani chiamano i posti dove gli animali si aggregano per bere l’acqua salata che sgorga dalla terra.

Gli indios, contrassegnati hanno georeferenziato 9.300 siti sotto la guida dei pikenansi di entrambi i sessi perche sono convinti che il genere definisce diverse abilità: «Gli uomini sanno di alberi, viti e veleni; le donne di medicine e raccolta di frutta – spiega Camilo Guamone, un indio del gruppo etnico Wao e uno dei coordinatori del progetto – Le guide sagge accompagnano sempre i tecnici locali. Dicono: “Questo è importante” e noi prendiamo nota».

I Waorani hanno fatto dei corsi per capire come si realizza una mappatura, si utilizzano strumenti come GPS, software o programmi per i computer e telecamere sensibili al movimento per filmare gli animali o le attività illegali. E’ così che hanno girato i video che mostrano la fauna selvatica delle loro foreste e che dimostrano che anche popoli ritenuti “primitivi” posso utilizzare la tecnologia per difendersi dalla cultura estrattivista e consumista dominante. .

Videogallery

  • 1.Perro de monte (Speothos venaticus)

  • 2.Jaguar (Panthera onca)

  • 3.Tigrillo (Leopardus tigrinus)

  • 4.Trompetero alagrís (Psophia crepitans)

  • 5.Tres especies de animales devoran la corteza de un árbol