Mare pulito? La sua superficie può ospitare polvere di vernice e fibra di vetro

Sostanze ignorate nelle precedenti ricerche sulle microplastiche

[11 agosto 2014]

Un team di ricercatori sudcoreani del Korea Institute of Ocean Science and Technology e dell’University of Science and Technology di  Daejeon  hanno pubblicato su Environmental Science & Technology  lo studio “Large Accumulation of Micro-sized Synthetic Polymer Particles in the Sea Surface Microlayer”, sottolineando che «determinare l’esatta abbondanza di microplastiche sulla superficie del mare può essere suscettibile al metodo di campionamento utilizzato».

Il team sudcoreano spiega che «nei microstrati superficiali del  mare (SML – sea surface microlayer) possono accumularsi particelle di plastica leggere, ma questo non è ancora stato campionato». Per questo hanno monitorato l’abbondanza di microplastiche nei SML al largo della costa meridionale della Corea del sud ed il  metodo di campionamento SML è stato poi confrontato con il raccolto di sostanze effettuato con retino da 50 μm mesh e una rete da traino Manta da 330 μm mesh.  «La Fourier transform infrared spectroscopy (FTIR) – si  legge su Environmental Science & Technology  – ha identificato che gli alchidici ed i poly (acrilato/stirene) rappresentavano rispettivamente l’81 e l11%, del quantitativo totale di polimeri dei campioni SML. Questi polimeri sono originati dalle  vernici e matrice  fiber-reinforced plastic (FRP) utilizzata sulle navi.  I polimeri sintetici da rivestimenti delle barche dovrebbero essere considerati una fonte di microplastiche. La selezione di un metodo di campionamento adeguato è fondamentale per valutare l’inquinamento microplastico».

Insomma, anche quando il mare sembra pulito, la sua superficie può ospitare piccoli frammenti di vernice e fibra di vetro. che potrebbero costituire una minaccia per lo zooplancton, una parte essenziale della catena alimentare marina.

Su Science Kara Law, un’oceanografa che studia l’inquinamento da microplastica per la Sea Education Association del Woods Hole Institute, dice che «La scoperta continua ad aprirci gli occhi su quante piccole particelle sintetiche ci sono nell’ambiente.

La pellicola superficiali degli Sml  si distingue dall’acqua sottostante perché la tensione superficiale e le secrezioni appiccicose dei microbi mantenere minuscole particelle all’interno di questo strato. Prima gli scienziati che studiano l’inquinamento da plastica dell’oceano, causato dal cattivo ciclo di raccolta, riciclo e riutilizzo di queste preziose materie, non avevano guardato specificamente a questo strato, ma preso campioni negli strati inferiori ed utilizzando reti meno fitte che non catturano le particelle più piccole.

Il team  guidati da Won Joon Shim, un chimico ambientale del Korea Institute of Ocean Science and Technology ha raccolto campioni nei microstrati  fino a 16 Km al largo della costa ed esaminando i minuscoli campioni hanno trovato materie plastiche ben note: polietilene, polipropilene e polistirolo espanso. Ma, con loro grande sorpresa, questi composti sono solo il 4% delle particelle.

L’81% sono alchidici, leganti delle vernici e l’11% resine di poliestere utilizzate nelle vernici e nella vetroresina. In media, un litro di acqua dal microstrati conteneva 195 particelle, una concentrazione che è da 10 a 100 volte superiore rispetto alle  particelle di microplastica raccolte nell’acqua con altri metodi. Il team di Shim ha trovato concentrazioni simili di particelle di vernice lungo un altro tratto di costa sudcoreana. «Probabilmente in alto mare in mare aperto e nelle regioni costiere con meno trasporto marittimo e pesca ci saranno un minor numero di particelle di vernice», dice Shim.

In Corea del sud le particelle di vernice e fibra di vetro provengono da più di 17.000 piccole barche da pesca, sotto il microscopio, i frammenti erano blu e verde scuro scuro, colori tipici dei pescherecci sudcoreani e la a spettroscopia a infrarossi ha abbinato le particelle con i campioni di vernice raccolti nei cantieri navali locali. Le vernici e la fibra di vetro utilizzate sugli scafi finiscono in acqua dopo essere state abrase da reti, corde o ancore, o quando le barche vengono raschiate e ridipinte.

Fortunatamente, il team non ha  trovato particelle di vernice antivegetativa, che viene utilizzato sulle carene e spesso contiene sostanze chimiche tossiche. Queste sostanze erano state ritrovate da precedenti nei sedimenti di fronte alle zone costiere dove si effettuano le manutenzioni delle barche. Non è chiaro quanto siano pericolose per la vita marina  le  particelle alchidiche galleggianti  ma la Law, dice su Science che «Alcuni tipi di vernici alchidiche contengono metalli pesanti; inoltre, sia le particelle di fibra di vetro che di resina possono assorbire altre sostanze chimiche tossiche. Sono più piccole e più abbondanti delle materie plastiche , così piccole creature, come lo zooplancton, potrebbero mangiarle nei microstrati di superficie».

Il team sudcoreano ha  intenzione di studiare i metalli e prodotti chimici organici presenti nelle particelle di vernice e determinare se possono danneggiare la vita marina.