Turisti in fuga dalla famosa spiaggia di Ao Phrao

Marea nera in un Parco nazionale della Thailandia: in mare 50mila litri di greggio [PHOTOGALLERY]

[30 luglio 2013]

La notissima spiaggia di Ao Phrao, a 230 km da Bangkok, è stata chiusa ed i turisti sono fuggiti dall’isola nel Khao Laem Ya-Mu Koh Samet National Park  dopo che una marea nera di petrolio ha toccato terra nella notte del 29 luglio. Il parco di Samet è una delle mete più popolari per i turisti locali e stranieri. Si trova a circa 6 Km da Tambon Phae sulla terraferma, nella provincia di Rayong.

Il petrolio greggio è fuoriuscito la mattina del 28 luglio da una condotta offshore di una raffineria gestita dalla Ptt Global Chemical Plc (Pttgc) a   Map Ta Phut , nella zona industriale della provincia di Rayong . Un vero e proprio disastro che ha richiesto la mobilitazione della marina militare thailandese  e  delle imbarcazioni private che non sono riuscite a contenere la marea nera nonostante l’incidente alla pipeline fosse stato segnalato quasi subito.

Il petrolio che è arrivato sulla spiaggia è solo un decimo dei 50.000 litri di greggio che si sono riversate in mare dalla tubazione della Pttgc. L’incidente è avvenuto intorno alle 6,50 ore locali del 28 luglio mentre una nave scaricava greggio nel tubo per inviarlo alla raffineria.

Da ieri sono al lavoro le squadre di bonifica per cercare di ripulire dal greggio la spiaggia di sabbia che si estende lungo la costa occidentale dell’isola, si tratta di almeno 300 uomini della Pttgc  e della Marina che stanno rimuovendo il greggio della marea petrolifera che ha interessato l’intera baia e la spiaggia.

Sumet Saithongsaid, il responsabile del Parco nazionale di Samet, ha confermato che «La spiaggia è stata temporaneamente chiusa e che i  turisti sono stati evacuati. Altre parti dell’isola non sono state influenzate dalla marea nera». Intanto il turismo nella provincia di  Rayong è in ginocchio e fioccano le disdette delle prenotazioni, gli albergatori sperano che la Pttgc riesca a bonificare velocemente la spiaggia.

Nessuno sa ancora quali siano i danni subiti dall’ambiente e sia la Pttgc che il  Dipartimento delle risorse marine e costiere della Thailandia sono preoccupanti perché venti, onde e maree  potrebbero spingere la chiazza di petrolio fino  la costa continentale di tambon Phae nel distretto di Muang di Rayong.

Intanto sono state installate barriere galleggianti per contenere la marea nera  nella zona della baia di  Ao Phrao e le autorità dicono che le probabilità che il greggio raggiunga altre  spiagge turistiche più popolari a Phae  sono scarse, anche non escludono che possa accadere.

Il ministro dell’ambiente e delle risorse naturali, Wichet Kasemthongsri,  ha visitato l’isola per rendersi conto della situazione ed ha detto che «Chi inquina deve assumersi la piena responsabilità per i danni, ma la priorità ora è quella di affrontare i danni causati dal  petrolio».