Marea nera in Tunisia, i No-Triv: «Un incidente scomodo in vista del referendum»

Non esistono progetti petroliferi immuni dal rischio di incidenti rilevanti

[24 marzo 2016]

Kerkennah 18

Anche Enzo Di Salvatore, del Coordinamento nazionale No Triv, interviene sulla notizia sulla fuoriuscita di petrolio nelle isole Kerkennah, le cui immagini e i cui particolari sono state diffusi in Italia per primo da greenreport.it. «Anche se le dinamiche non sono ancora chiare – dice Di Salvatore –  questo incidente ci dimostra non solo che è importante andare a votare ma che occorre portare la questione nelle reti europee, aprendo un tavolo di confronto con i Paesi del Mediterraneo».

Il Coordinamento nazionale No Triv, dopo aver ricordato che «pochi media hanno dato il giusto riscontro» all’incidente, evidenzia che «La marea nera è stata provocata dalla rottura della tubazione di un pozzo di petrolio avvenuta il 13 marzo, come ha confermato la società proprietaria, la Thyna Petroleum Services, ma, almeno all’inizio, le informazioni sono rimaste esclusivamente confinate tra gli organi di informazione tunisina».

I No-Triv sottolineano che quello delle Kerkennah  è «Un incidente scomodo, che in vista del referendum del 17 aprile sta passando in sordina, e su cui è necessario che il Governo intervenga per fare chiarezza sulle cause, i danni e le responsabilità».

Il Coordinamento nazionale NoTriv ribadisce che « Episodi come questo sono l’ennesima conferma dell’impatto che le attività di ricerca e di estrazioni di idrocarburi hanno sui nostri mari. E’ fondamentale capire che non esistono progetti petroliferi immuni dal rischio di incidenti rilevanti, ma nonostante ciò, c’è ancora chi si ostina a boicottare il Referendum, che incita i cittadini a votare No per salvare fantomatici posti di lavoro. Il 17 aprile votate Sì al referendum per dire no alle trivelle. Tutti siamo chiamati a difendere il nostro mare».