Medwolf: 15 branchi di lupi in provincia di Grosseto. La specie ha occupato tutto il territorio idoneo?

Sono stati rilevati alcuni animali che presentano caratteristiche riconducibili all’ibridazione

[25 ottobre 2017]

A poche ore dall’annuncio che la Giunta della Regione Toscana ha inviato al ministro dell’ambiente Galletti una lettera nella quale chiede che il “Piano Lupo” consenta di abbattere il 5% dei lupi presenti in Toscana,  sono stati presentati i dati preliminari sulla presenza e sulla distribuzione del lupo nella provincia di Grosseto, quella dove il conflitto lupo-uomo sembra più acuto e dove non sono mancati macabri eoisodi di esposizione di lupi uccisi e mutilati.

L’indagine,  che è stata condotta nell’ambito del progetto Life  Medwolf, è iniziata a marzo e si è conclusa a settembre 2017 e i ricercatori spiegano che «Le tecniche d’indagine utilizzate per le rilevazioni sono state: raccolta di escrementi per le analisi genetiche; utilizzo di trappole fotografiche; tecnica dell’ululato indotto. Le attività di campo hanno interessato una porzione significativa del territorio, selezionata sulla base di un modello di idoneità per la specie, realizzato nel 2014 nell’ambito dello stesso progetto. In particolare sono stati individuati 3 settori distinti: settentrionale, centro-meridionale e orientale della provincia di Grosseto».

I risultati hanno evidenziato «la presenza continua e stabile del lupo su tutto il territorio monitorato e la distribuzione dei branchi locali» lasciano presupporre che «la specie abbia occupato tutto il territorio idoneo disponibile».

I ricercatori di Medwolf spiegano che «Sono stati individuati 15 nuclei riproduttivi e 4 aree dove è stata registrata la presenza stabile di 2 o più individui, ma non sono stati registrati episodi di riproduzione. L’analisi dei dati è ancora in corso e ci sono altre zone in cui il lupo risulta presente, ma sono necessarie ulteriori verifiche per una corretta classificazione della situazione e per definire meglio la sua presenza sul territorio provinciale».

Gli esperti concludono: «Una volta esaminati i campioni biologici raccolti si potrà definire meglio l’identità genetica degli animali per stimare l’eventuale presenza di individui ibridi. Allo stato attuale, sulla base degli avvistamenti e dei risultati del fototrappolaggio, possiamo affermare che sono stati rilevati alcuni animali che presentano caratteristiche riconducibili all’ibridazione».