Mega raduno scout di San Rossore, parola alla Regione

[17 giugno 2014]

Sul mega raduno di scout che si terrà a San Rossore in agosto, greenreport.it ha aperto da tempo un dbattito molto partecipato. Domani,  mercoledì 18 giugno alle ore 18 presso la Sala Gronchi della tenuta, come già scritto ieri si terrà la disfida tra il professor Franco Pedrotti, botanico, emerito dell’Università di Camerino, membro del Comitato Scientifico del WWF Italia ed ex Vicepresidente dell’Associazione, autore del primo piano naturalistico di un’area protetta italiana (Stelvio 1966), e il Dottor Andrea Gennai, direttore del Parco regionale di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli e presidente Aidap. Ma adesso è giusto pubblicare, anche in funzione dell’evento di domani, la presentazione e le risposte indirette che oggi dà la Regione Toscana avendo presentato il raduno alla stampa. 

Eccolo il comunicato

Trentamila scout da tutta Italia (e qualcuno anche dall’estero) si daranno appuntamento per quattro giorni ad agosto nella tenuta di San Rossore in provincia di Pisa. Più precisamente nell’area a fruizione turistica tra Cascine Nuove e Cascine Vecchie.

E’ la Route 2014 dell’Agesci, l’associazione delle guide e scout cattolici che conta 177 mila associati in tutta Italia: protagonisti saranno Rover e Scolte, ovvero ragazze e ragazzi da 16 a 21 anni. L’ultimo raduno nazionale organizzato in Italia per loro risale al 1986 e si svolse in Abruzzo, prima ancora ci fu quello in Piemonte nel 1975. Dal 1 al 6 agosto ci saranno campi mobili distribuiti su tutto il territorio nazionale. Dal 7 al 10 agosto il campo fisso con tutti i partecipanti: a San Rossore per l’appunto, nei 74 ettari di terreni aridi tra Cascine Nuove e Cascine Vecchie. Una striscia piccolissima rispetto ai cinquemila ettari dell’intera tenuta e i 24 mila di tutto il parco. Saranno attrezzate solo tende (senza alcuna alterazione del suolo), i bagni chimici saranno posti a bordo del viale asfaltato e saranno svuotati con autobotti. Nessuno scarico finirà nel bosco. Ridotti al minimo anche luci e impianti di amplificazione. Il tutto come deciso dalla conferenza di servizi.

La Toscana e i giovani – “La scelta di accogliere questi ragazzi e queste ragazze in uno dei luoghi più preziosi della nostra regione, il parco di San Rossore, è la conferma dell’attenzione con cui la Toscana guarda ai giovani” sottolinea l’assessore Vittorio Bugli durante la conferenza stampa in cui, oggi, a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze è stata presentata l’iniziativa. “Questo evento – aggiunge – sarà anche un momento straordinario di partecipazione e di aggregazione: ‘un’invasione pacifica’, con grande rispetto per il luogo e con tutti gli accorgimenti presi al riguardo. Come era ovvio”. Dai pasti portati da fuori al divieto di accendere qualsiasi fuoco o lavare qualsiasi stoviglia, dalle docce e i lavabi dove si utilizzeranno solo saponi totalmente biodegradabili alle acque che saranno convogliate nelle fognature di Cascine Vecchie e Cascine Nuove.

Ripristino delle Lame di Fuori, destinate alle specie a rischio – Anzi, grazie all’aiuto di Agesci e alla Route nazionale saranno messi in atto tutta una serie di interventi di ripristino ambientale che altrimenti non sarebbe stato possibile fare. L’associazione si farà infatti carico, tramite una ditta specializzata, di effettuare un prezioso lavoro di ‘manutenzione’ nella zona delle “Lame di Fuori”, uno dei siti di maggior pregio del Parco e dell’intera Toscana. Si tratta di una zona di allagamento che costituisce rifugio per uccelli migratori, ma che periodicamente ha bisogno di sfalci e che venga rimosso il terreno che assieme all’acqua si accumula perchè lo stesso ambiente possa mantenersi nel tempo. L’Agesci sosterrà il recupero di 60 ettari su seicento. Il lavoro fatto aiuterà a promuovere l’espansione di specie animali e vegetali oggi iscritte nelle liste rosse regionali, nazionali ed internazionali, ovvero a rischio estinzione. Naturalmente non mancherà un attento monitoraggio durante tutta la manifestazione.

Una città di tende che poi scomparirà – “In agosto, a San Rossore, sorgerà una città di tende, popolata da 30.000 ragazzi: piazze, strade e quartieri che per quattro giorni pulluleranno di speranze, sogni e immagini di futuro. Poi scomparirà – raccontano Marilina Laforgia e Matteo Spanò, presidenti del comitato nazionale – Torneranno ad essere abitate le città di sempre, guardate con occhi nuovi e con il coraggio dell’impegno”. Il coraggio è infatti il filo conduttore della Route 2014 e del lavoro di preparazione dei ragazzi avviato fin da novembre di due anni fa. “Spero che da questo straordinario momento di partecipazione, aggregazione e democrazia possa venire lo spunto concreto per uno o più provvedimenti di legge o iniziative per i toscani: in particolare per i giovani toscani” auspica l’assessore Bugli.

Laboratori e incontri per quattro giorni – Le ragazze e i ragazzi prima di arrivare a San Rossore percorreranno 550 itinerari diversi. Le chiamano “Strade del Coraggio” perchè attraversano luoghi di coraggio, come le terre confiscate alla mafia e alla criminalità organizzata o paesi, ad esempio, dove si sono svolti momenti importanti della Resistenza e del vivere civile. A San Rossore sarà creata Piazza del Coraggio, che ospiterà un Parlamento di cinquecento giovani che scriveranno la Carta del Coraggio da consegnare alle istituzioni, con le loro proposte per “un futuro migliore costruito sulla responsabilità”. Si alteneranno in quattro giorni 600 laboratori e 30 tavole rotonde con ospiti che staranno da mattina a sera con i ragazzi. Ci sarà anche un’arena per momenti plenari.

Un evento sostenibile, nel segno dell’educazione ambientale – Gli scout  non utilizzeranno  gli spazi inviolabili del parco regionale, ipotesi mai presa in considerazione. La manifestazione si svolgerà  nei campi tra Cascine Vecchie e Cascine Nuove, area da decenni aperta, soprattutto a primavera, a turisti e picnic del fine settimana e già frequentata da migliaia di visitatori. Un 1 maggio di qualche decennio fa le guardie del parco hanno contato le auto che da mattina a sera sono entrate e alla fine sono state oltre novemila, probabilmente con più di ventimila gitanti al seguito a passeggiare per quegli stessi prati. “Sin dall’annuncio dato dal presidente Rossi esattamente un anno fa, l’Ente Parco, in virtù del suo ruolo di garante della conservazione dell’area protetta, si è impegnato con estremo scrupolo per far sì che l’evento fosse pienamente sostenibile dal punto di vista ambientale – spiega Fabrizio Manfredi, presidente del Parco di San Rossore – Si è trattato di una sfida che abbiamo raccolto volentieri, riuscendo a farne un’occasione di crescita per il Parco stesso e riuscendo soprattutto a trasformare la Route nazionale in un’occasione per i giovani scout di fruire della Tenuta di San Rossore e, allo stesso tempo, di sensibilizzare da parte dell’ente i partecipanti sui temi dell’ambiente e dei parchi”. “I vertici tecnici del Ministero dell’Ambiente e del Corpo Forestale dello Stato hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa e parteciperanno alle attività di educazione ambientale che sono state inserite nel programma della manifestazione” racconta Andrea Gennai, direttore del Parco di San Rossore.