Le megattere del Mar Arabico isolate da 70.000 anni. Sono le balene più a rischio del mondo?

Una piccola popolazione non migratrice che è geneticamente distinta

[5 dicembre 2014]

Le megattere sono note per i loro canti, per le acrobazie fuori dall’acqua e anche per essere il mammifero marino che detiene il record per la più lunga migrazione del mondo: alcuni esemplari hanno percorrono oltre 9.000 chilometri per spostarsi dalle aree di alimentazione polari alle zone di riproduzione tropicali. Ma lo studio “The World’s Most Isolated and Distinct Whale Population? Humpback Whales of the Arabian Sea”, pubblicato su PlosOne da un team internazionale di ricercatori rivela una scoperta affascinante fatta nell’Oceano Indiano settentrionale che mette in dubbio le convinzioni sulle megattere migratrici: la popolazione di questi giganteschi cetacei misticeti che vive nel Mar Arabico non solo è la più geneticamente distinta al mondo, ma potrebbe essere la popolazione di balene più isolata del pianeta. «I risultati . dicono gli scienziati – suggeriscono che sono rimaste separate dalle altre popolazioni di megattere per forse 70 mila anni, il che è  estremamente insolito in una specie famosa per le migrazioni sulla lunga distanza».

Gli autori dello studio sono Cristina Pomilla (Sackler Institute for Comparative Genomics dell’American Museum of Natural History); Ana R. Amaral (Universidade de Lisboa); Tim Collins (Wildlife Conservation Society- Wcs); Gianna Minton (Wwf Gabon); Ken Findlay (University of Pretoria); Matthew Leslie (Amnh e Wcs); Louisa Ponnampalam (University of Malaysia); Robert Baldwin (Environment Society of Oman); Howard Rosenbaum (Ocean Giants Program Wcs).

Collins sottolinea che «Le epiche migrazioni stagionali delle megattere altrove sono ben note, così questa piccola popolazione non migratoria rappresenta un meraviglioso ed intrigante enigma. Pongono anche molte domande: da dove e perché proviene, come si mantengono e come i loro comportamenti differiscono dalle  altre megattere?»

Precedenti studi sulle megattere avevano rivelato diversità tra le megattere dell’emisfero settentrionale e quelle di molte aree dell’emisfero Sud, in particolare per motivi di riproduzione. Guardando a livello di bacino oceanico, gli scienziati stanno ottenendo una comprensione migliore del flusso genetico delle megattere, comprese quelle dell’Oceano Indiano meridionale. Ma la dinamica e movimenti di questi cetacei  nel Mar Arabico sono poco conosciuti.

Rosenbaum spiega: «Abbiamo investito un sacco di energia lavorando a chiarire la struttura della popolazione di alcuni grandi specie di balene in tutto il mondo. I livelli di differenze genetiche per le megattere del Mar Arabico sono particolarmente suggestivi: sono la popolazione di megattere più distinta del mondo e potrebbe anche far luce sui fattori ambientali che determinano le popolazioni di cetacei».

Per capire quale siano  le origini della popolazione megattera del Mar Arabico, il team di ricerca internazionale ha esaminato il DNA nucleare e mitocondriale estratto da campioni di tessuto che sono stati raccolti da biopsie provenienti da 47  balene. I dati sono stati poi confrontati con quelli di megattere sia dell’emisfero sud che del nord del Pacifico. Tutto il campionamento delle megattere del Mar Arabico è stato condotto al largo dell’Oman, un noto hotspot di questi cetacei e Collins sottolinea: «Non avremmo potuto condurre  questo studio senza il magnifico sostegno del Sultanato dell’Oman, e in particolare senza la nostra partnership con l’ Environment Society of Oman».

Gli autori dello studio pubblicato su PlosOne ipotizzano la separazione avvenuta 70.000 anni fa potrebbe essere collegata a vari episodi glaciali nel tardo Pleistocene ed associati allo spostamento del monsone indiano. La separazione delle megattere del Mar Arabico si è poi probabilmente rafforzata  a causa dei cicli di allevamento che sono asincroni: le megattere del Mar Arabico si riproducono nello stesso eriodi di quelle dell’emisfero settentrionale, mentre le popolazioni più vicine di megattere dell’Oceano Indiano occidentale (al di sotto dell’equatore) lo fanno in una stagione diversa.  L’areale noto della popolazione di megattere del Mar Arabico comprende Yemen, Oman, Emirati Arabi Uniti, Iran, Pakistan ed India, e forse le Maldive e Sri Lanka.

Altre evidenze supportano i dati genetici, compresa l’assenza di esemplari foto-identificati del Mar Arabico tra le megattere fotografate nell’Oceano Indiano Occidentale (e viceversa). Le megattere arabe hanno anche molti meno cicatrici delle balene dell’emisfero Sud ed una totale assenza di segni di morsi di squalo che invece sono comuni nelle megattere che vivono a sud dell’equatore. Comunque ci vorranno altri studi per capire quali meccanismi abbiano causato l’isolamento delle megattere del Mar Arabico.

Lo studio genetico ha rivelato anche altri problemi: il livello di diversità genetica è relativamente basso rispetto ad altre popolazioni megattere; i segni di colli di bottiglia genetici, sia lontani che recenti, eventi causati da una diminuzione della popolazione. Il più recente collo di bottiglia potrebbe essere  dovuto alla caccia illegale: tra il 1965 e il 1966 le baleniere sovietiche uccisero 242 megattere nel Mare Arabico, tra le quali 39 femmine gravide, una perdita potenzialmente devastante per una popolazione così piccola.  Oggi, i pericoli principali per questa popolazione sono l’impigliamento nelle reti da pesca e le collisioni con e navi, comprese le numerose petroliere che frequentano il Mar Arabico.

Secondo la principessa Sayyida Tania Al Said dell’Environment Society of Oman «Questo ultimo studio rafforza l’evidenza che abbiamo da sbrigare una priorità di conservazione urgente, non solo nell’Oman, ma con partner degli Stati di tutto l’areale. Stiamo lavorando con gli stakeholders in Oman per sostenere per l’importanza della conservazione di questa specie e tenerla in considerazione nei piani di sviluppo. Stiamo anche cercando di lavorare con i partner internazionali per migliorare la più ampia salvaguardia dei mammiferi marini nel Mar Arabico, compresa la partecipazione ad un’iniziativa regionale di di conservazione della megattera».

Rosenbaum conclude: «Le megattere del Mar Arabico sono la popolazione più isolata al mondo di questa specie e sicuramente la più in pericolo.  Il noto e crescente rischio per questa popolazione unica comprende le collisioni con le  navi e l’impigliamento nelle reti da pesca,  minacce che potrebbe essere devastanti per questa popolazione diminuita; è necessario un maggiore impegno regionale per fornire una migliore protezione a queste balene. La migliore stima corrente della dimensione della popolazione delle megattere Mar Arabico è di meno di 100 individui, anche se questo si basa esclusivamente sul lavoro svolto in Oman». Lo stato della popolazione di megattere del Mar Arabico viene rivisto annualmente dal Comitato Scientifico dell’International Whaling Commission e gli autori dello studio raccomandano che la popolazione sia passata dalla categoria di “pericolo” a quella  “in pericolo critico” nella Lista Rossa Iucn delle specie minacciate.