Messico, estinto il coniglio del vulcano? Il governo smentisce

A quanto pare il piccolo mammifero a rischio estinzione dal 1966 sarebbe scomparso solo dal Nevado de Toluca

[2 ottobre 2018]

Il coniglio del vulcano (Romerolagus diazi), che i messicani chiamano conejo teporingo o zacatuche, coniglio del vulcano è un mammifero della famiglia dei Leporidi, l’unica specie del genere Romerolagus Merriam e il secondo più piccolo logomorfo del mondo. Vive solo in Messico è risulta estinto nel Nevado de Toluca, almeno secondo i risultati di una ricerca realizzata nel 2017 dal Centro de Investigación en Ciencias Biológicas Aplicadas (Cicba) dell’Universidad Autónoma del Estado de México (Uaek).

Gli ambientalisti messicani parlano di un’imminente  – e forse già avvenuta -estinzione del teporingo, alle quali faranno seguito le estinzioni della vaquita e dell’axolotl.

Secondo Unam Global,  «Il conejo temporingo era già a rischio da moltissimi anni. Nel 1966 venne catalogato come specie in pericolo di estinzione e per tutti gli anni ’80 la sua presenza era diminuita significativamente. Anche ricerche dell’Unam e dell’Unam Xochimilco riportarono che non ce ne erano tracce nelle zone dove viveva comunemente».

L’ultima volta che il coniglio del vulcano è stato avvistato nel Nevado de Toluca è stato nel  2003. Per questo nel 2017 Octavio Monroy, coordinatore del Cibca,  e il suo team sono andati sul Nevado de Toluca alla ricerca del teporingo/zacatuche e dei 2.000 siti analizzati solo in 6 degli escrenenti di coniglio segnalavano la possibile presenza del teporingo. La ricerca, durata 6 mesi, ha utilizzato foto-trappole che non hanno scattato nessuna immagine del coniglio del vulcano che quindi è stato dichiarato estinto nel Nevado de Toluca.

Per i biologi, questa estinzione è un grido di allarme per la mancanza di conservazione dell’habitat del teporingo/zacatuche  ricordano che già nel 1994 i ricercatori avevano detto che «Se non si frena la crescita urbana e le attività di allevamento che colpiscono il bosco, il Nevado de Toluca affronterà importanti ripercussioni entro il 2050».

Ma in un comunicato la Comisión Nacional de Áreas Naturales Protegidas (Conanp) del Messico ridimensiona l’allarme dei ricercatori dell’Unam, anche se conferma che «Negli ultimi anni sono stati realizzati diversi lavori di monitoraggio per corroborare la presenza dello aacatuche (Romerolagus diazi) nell’Área de Protección de Flora y Fauna Nevado de Toluca, da parte delle università locali e del settore governativo, senza confermare fino a oggi la sua presenza». Ma la Conanp  ricorda che «D’altra parte, per dichiarare che una specie o una popolazione si è formalmente estinta, sono necessari più di 50 anni di assenza. A causa l’incerto status delle popolazioni di zacatuche nel Nevado de Toluca, noto anche come coniglio del vulcano, si sia estinto  su questo sito. Per   quanto riguarda le popolazioni di zacatuche nell’Área de Protección de Flora y Fauna Nevado de Toluca,, l’ultimo dato sulla sua presenza data al 1975 (Ticul-Alvarez, 1975); ma in uno studio pubblicato nel 1987 da Jurgen Hoth, et. al., ha osservato che nessuna traccia di questa specie è stata trovata nel Nevado de Toluca, tuttavia nel 1998 Ceballos et al hanno registrare nuovamente delle feci, senza confermare completamente. D’altra parte, ci sono informazioni aneddotiche sulla possibile introduzione nei primi anni ’80  di zacatuches catturati nel Parres (Morelos) e nell Nevado de Toluca, ma questa informazione non è stata confermata».

Proprio a causa di questa incertezza, la Conamp  ha promosso diverse iniziative per determinare la presenza di questa specie nel Nevado de Toluca e fa l’esempio del  lavoro congiunto svolto nel 2007 con la Comisión Estatal de Parques y de la Fauna del Estado de México (Cepanaf) e  ricercatori dell’Uaem. Una collaborazione che nel 2014 ha portato all’istitutuzione del  Centro de Reproducción y Conservación del Conejo de los Volcanes, con l’obiettivo di avere uno spazio per realizzare studi di gestione, conservazione e ricerca delle specie, all’interno dell’Area Naturale Protetta.

Nel 2015, i ricercatori del Uaem  hanno realizzato un campionamento alla ricerca di potenziali habitat dello zacatuche nel Nevado de Toluca, ma gli escrementi trovati potrebbero appartenere alla minilepre silvilago messicano (Sylvilagus cunicularius). Quindi, da quest’anno la Conamp, attraverso il Programa de Manejo de Áreas Naturales Protegidas, sta sviluppando uno studio con un team di ricercatori Universidad Autónoma del Estado de Morelos , guidato da José Antonio Guerrero Enríquez, «per confermare geneticamente la presenza e la distribuzione di questa specie nella parte settentrionale e orientale dell’ dell’Area Naturale Protetta. «Finora – si legge nel comunicato – si è riusciti a estrarre il DNA da possibili  escrementi di zacatuche in due siti con la speranza di avere presto i risultati del sequenziamento del DNA di questi escrementi per confermare la loro presenza sul territorio. Altri aspetti su cui si concentra questa ricerca sono: abbondanza, densità, dieta, comportamento e qualità dell’habitat. Dei risultati ottenuti fino ad oggi, sono stati individuati 10 siti con possibile presenza e 31 siti con habitat disponibile, ma con assenza di tracce della specie».

Le informazioni genetiche disponibili per le popolazioni di zacatuche ampiamente indicano che questo piccolo mammifero ha una variabilità genetica elevata, simile ad altre specie di conigli che non sono in pericolo di estinzione, e che, nonostante la frammentazione del suo habitat, esiste ancora un flusso genetico fra gli individui, e questo fa dire alla Conamp  che «La specie è geneticamente sana».

Nel 1996 l’areale del coniglio del vulcano si estendeva su 352 km2  nei vulcani Pelado e Tlaloc, nella X), Sierra de Chichinautizin e nella Sierra Nevada. Ma alla Conamp dicono che «Una recente ricerca ha scoperto nuove popolazioni nell’Área de Protección de Flora y Fauna Corredor Biológico Chichinautzin, Parque Nacional Tepozteco, nel Parque Nacional Iztaccíhuatl Popocatépetl e nel Parque Ecoturístico Piedra Canteada e nello Stato di Tlaxcalain».

Secondo la Comisión Nacional para el Conocimiento y Uso de la Biodiversidad che tiene i registri delle osservazioni documentate del coniglio del vulcano è  presente nella zona nei vulcani Iztaccihuatl e Popocatepetl nel el Parque Nacional Lagunas de Zempoala e anche a Santiago Tianguistenco.

Insomma, il coniglietto messicano è rarissimo, probabilmente estinto in diverse aree del suo areale originale, ma condivide ancora con noi questo pianeta, La domanda è: ancora per quanto?