Migranti e Aree protette, perché il Parco Nazionale delle Cinque Terre non sarà al MedPan di Marsiglia

Venneri: «3 anni fa il Nobel per la pace all’Ue. Oggi meriterebbe l'Oscar per l'indifferenza»

[19 giugno 2015]

carte Medpan francais

MedPan, la rete di enti gestori delle Aree marine protette nel Mediterraneo, in collaborazione con una quindicina di istituzioni francesi, il Wwf e il sostegno finanziario di Fonds Français pour l’Environnement Mondial (FFEM), Région PACA, Fondation MAVA, e MedWet, organizza .il 23 et 24 giugno a Marsiglia la conferenza “Bénéfices socio-économiques des espaces littoraux et marins protégés méditerranéens” alla quale è annunciata la partecipazione di 200 tra amministratori pubblici, imprenditori, enti gestori di Amp, rappresentanti della società civile e ricercatori di diversi Paesi del Mediterraneo.
Ma a questo summit di MedPan non ci sarà uno dei soci fondatori dell’iniziativa, il Parco Nazionale delle Cinque Terre e il suo presidente, Vittorio Alessandro, ha spiegato il perché in una nota inviata agli organizzatori: «Cari colleghi di MedPan, dopo ampia riflessione abbiamo deciso di non partecipare alla Conferenza sul Mediterraneo e sulle Aree Marine Protette indetta a Marsiglia per i prossimi 23 e 24 giugno.
La nostra strada per il Convegno attraverserebbe Ventimiglia, dove cittadini africani che vorrebbero raggiungere la Francia o altri Paesi del nord (uomini, donne e bambini che giungono proprio da quel Mediterraneo di cui discuterà la Conferenza), fermati al confine in territorio italiano, sono ora costretti a grandissimi disagi. Noi crediamo dunque che non si possa parlare di protezione del mare se non sappiamo proteggere coloro che il mare affrontano per disperazione e senza un’intesa fra i popoli che su quel mare si affacciano, anche dall’altra sponda. Non ci sentiamo insomma di superare il confine di Ventimiglia lasciando indietro i volti che abbiamo raccolto disperati dalle onde: sappiamo che comprenderete le nostre ragioni».
E’ indubbio che quello che succede al confine ripristinato tra Francia e Italia fa a pugni con la situazione descritta dagli organizzatori del summit MedPan: «I ritorni socio-economici delle Aree marine protette e delle Zone umide protette sono numerosi e tangibili: creazione di attività e di posti di lavoro nei settori della pesca artigianale, del turismo, dello svago, della cultura, o benefici indiretti ma non meno importanti (approvvigionamento idrico, attenuazione dei rischi naturali, stoccaggio di carbonio…). Questo spazio contribuiscono ampiamente all’attrattività dei territori, alla qualità della vita, al benessere e alla salute, all’educazione civica ed alla libertà di essere». Tutto vero, ma visto dagli scogli e dalla stazione di Ventimiglia, dai bus dove vengono stipati a forza i migranti, dalla stazione di Marsiglia dove la caccia al profugo è ormai la norma… il Mediterraneo delle opportunità, della sostenibilità, del civismo e della libertà personale è un miraggio che svanisce e affoga nei gommoni incollati insieme dai commercianti di carne umana o si schianta sul confine di due Paesi liberi che solo 20 anni fa inneggiavano all’abbattimento della cortina di ferro eretta dai regimi comunisti europei, alla libertà degli uomini di muoversi, attraversare le frontiere, cercare nuove occasioni per vivere meglio. Gli stessi Paesi che oggi tacciono di fronte al nuovo muro che il governo di destra di un ex Paese del Socialismo reale, l’Ungheria – i cui cittadini per primi forzarono la Cortina di ferro – sta costruendo al suo confine meridionale.
L’iniziativa del presidente del Parco delle Cinque Terre, uomo di mare delle Capitanerie di Porto, che conosce sulla sua pelle il dramma dei migranti e dei profughi, mette in luce queste contraddizioni, dicendo, come ha fatto d’altronde ieri anche Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato si’”, che la protezione dell’ambiente non può essere disgiunta dalla protezione della dignità umana e dalla lotta alla povertà.
La pensa così anche Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente, che dice: «Bene ha fatto il presidente Alessandro a rinunciare alla trasferta francese alla conferenza di MedPan che lo avrebbe costretto a passare dalla vergogna di Ventimiglia. Il mediterraneo, prima che hot spot della biodiversità, è il mare degli uomini, delle genti, degli scambi e della civiltà. Sembra un secolo fa, ma sono passati solo tre anni da quando l’Europa ha ricevuto il Nobel per la pace. Oggi meriterebbe l’Oscar per l’indifferenza. Tutti, e chi si occupa di ambiente prima degli altri, dovrebbero manifestare in questi giorni il proprio sdegno e la volontà concreta di fare del Mediterraneo un mare di pace».
Ad Alessandro è arrivato anche l’appoggio del Sindaco della Spezia Massimo Federici: «Ho davvero apprezzato la tua decisione di non partecipare al convegno Medpan-Marsiglia con le motivazioni che hai ben espresso. I fatti di Ventimiglia turbano le coscienze di tanti specie pensando a una Francia che è stata sempre considerata dal mondo intero patria del diritto e dell’asilo politico. Pertanto ben vengano gesti di testimonianza come quello del Parco delle Cinque Terre anche perché provengono da questo angolo di Mediterraneo, da questo nostro mare che è il mare del Premio Exodus».