1.000 falchi di palude, 600 falchi pecchiaioli e poi falchi pescatori, cicogne nere e sparvieri

Migrazione: più di 2.000 rapaci (e non solo) hanno sorvolato l’Isola d’Elba

[22 settembre 2014]

Nonostante la chiusura anticipata determinata da motivi tecnici, il Campo Rapaci Elba 2014 organizzato dal Centro Ornitologico Toscano con la collaborazione del Parco Nazionale si è concluso con un bilancio entusiasmante.

Sono stati sfiorati i 2.100 rapaci, appartenenti a tredici specie, con oltre mille falchi pescatori contati, più di seicento falchi pecchiaioli, trentaquattro falchi pescatori e quasi duecento sparvieri.

Inoltre, come più volte avvenuto nei nove anni di monitoraggio svolti, sono state osservate alcune rare cicogne nere, specie che, evidentemente, considera l’Arcipelago Toscano una “tappa” irrinunciabile della propria migrazione autunnale.

Una trentina di rilevatori del Centro Ornitologico Toscano si sono alternati, nei venti giorni di monitoraggio,  sul punto di osservazione del monte Serra, nel comune di Rio nell’Elba,  scendendo su postazioni mobili a quote inferiori in questi ultimi giorni di grande foschia.

Per loro, oltre alla soddisfazione per i numeri da record, anche le importanti osservazioni di specie rare e minacciate,  la bellezza dei gruppi multicolori di falchi pecchiaioli e falchi di palude in volteggio sopra le loro teste o l’eleganza del volo dei nibbi reali.

Sono state inoltre svolte importanti osservazioni, e anche ricerche “attive”, persino via mare, mirate ad accrescere la conoscenza sulle popolazioni di rapaci “locali”, quali poiane, bianconi e i rari falchi della regina.

Il Campo Rapaci ha, infine, organizzato, in collaborazione con la Casa del Parco di Rio nell’Elba, quattro conferenze pubbliche al quale hanno assistito, ogni volta, decine di persone.

La migrazione di questi uccelli, che sulle nostre isole inizia alla fine di agosto, durerà per tutto il mese di ottobre; per cui è facile intuire quale massa di rari e preziosi rapaci provenienti dall’Europa nord orientale transiti sopra le nostre isole, usando i rilievi e le correnti termiche come “ascensori” per arrivare alle quote di migrazione preferite. La loro prima meta, dopo l’Arcipelago, è, evidentemente, la Corsica, dalla quale poi raggiungeranno la Sardegna e, con un ultimo “salto” sopra il mare, i quartieri di svernamento africani.

Basta un po’ di attenzione, pazienza e un buon binocolo per godere di questo spettacolo, magari facendo una escursione o fermandosi sulle vette più alte e panoramiche delle nostre isole.

Giorgio Paesani

Centro Ornitologico Toscano – Campo Rapaci Elba 2014