Militari contro mammiferi marini: l’Us Navy respinge la richiesta di tutela dai sonar

[21 agosto 2013]

La marina militare americana ha detto che intende ignorare le raccomandazioni della California Coastal Commission (Ccc) di attenuare gli effetti nocivi sui mammiferi marini dei sonar utilizzati dalla Us Navy durante le esercitazioni.

In una lettera datata 31 luglio 2013, la Marina Usa risponde all’obiezione della Ccc scrivendo semplicemente che l’esercitazione ed i test previsti al largo della Southern California saranno tenuti ugualmente anche se violano la legge sulla costa della California.

I piani dell’Us Navy prevedono, a partire da gennaio 2014, un forte aumento delle esercitazioni sonar e di detonazioni subacquee al largo della California meridionale, la marina dice che la cosa è oggetto di trattativa, ma nella lettera inviata alla Ccc si rifiuta di rispettare una delle misure di mitigazione raccomandate dello Stato, come ad esempio evitare le esercitazioni  nell’importante habitat di foraggiamento della balenottera azzurra in via di estinzione.

Eppure la richiesta della California viene dopo che nuovi studi, realizzati anche dalla Nato, dimostrano che le attività nel mare della California stanno danneggiando mammiferi marini, come le balenottere azzurre e gli zifi, molto di più di quanto si credeva in precedenza.

A partire dal prossimo gennaio, la Us Navy prevede di aumentare drasticamente il sonar training e le esplosioni subacquee al largo della California meridionale nel corso dei prossimi 5 anni. La stessa Marina Militare stima che questo comporterà l’uccisione di almeno 130 mammiferi marini e ne renderà sordi  definitivamente circa 1.600 (condannandoli praticamente a morte), alterando in maniera significativa l’alimentazione, il parto ed  altri comportamenti vitali dei cetacei. Rispetto alle sue precedenti esercitazioni nella regione, queste cifre rappresentano un aumento del 1.300%.

Ogni anno, la Navy dovrebbe realizzare più di 10.000 ore di test con high-intensity military sonar, gli stessi che hanno ucciso e lesionato cetacei in tutto il mondo. Inoltre, la Marina Usa vorrebbe far esplodere più di 50.000 ordigni subacquei al largo della costa della California meridionale. Centinaia di queste bombe sono in grado di affondare una nave da guerra.

Per alcune specie, come le magnifiche balene grigie che migrano su e giù per la costa californiana, l’impatto si annuncia tremendo e sull’intera popolazione, ma i mammiferi marini più vulnerabili sono gli zifi, considerati estremamente sensibili ai sonar, con lesioni e morti documentati dagli stessi studi Nato. Un recente studio  del governo Usa ha rivelato che le popolazioni di zifi negli ultimi 20 anni sono fortemente diminuite in California e suggerisce che l’areale riproduttivo della balenottera azzurra si sta sempre più riducendo, rendendo difficile l’allevamento dei cuccioli.

Secondo Michael Jasny, direttore del progetto mammiferi marini del Natural Resources Defense Council, «Il piano della Marina di aumentare notevolmente il suo sonar training  e le detonazioni subacquee al largo della costa della Southern California non deve andare a scapito della vita marina dello Stato. La sua proposta ignora palesemente la nuova scienza che dimostra che gli attuali livelli di esercitazioni potrebbero già essere devastanti per le popolazioni di zifi della California ed impedire alle balenottere azzurre in via di estinzione di  recuperare dalla quasi estinzione. La Coastal Commission ha proposto misure ragionevoli che tengano conto della necessità di flessibilità della Marina Militare, offrendo una maggiore protezione alle specie vulnerabili. Il rifiuto della Navy di adottare queste misure mette in pericolo la vita marina della California».