Minacce e danni sui Sibillini: Marcite di Norcia e Pian Grande di Castelluccio

[28 luglio 2017]

Il professor Franco Pedrotti, docente emerito dell’Università di Camerino, botanico italiano tra i più stimati al mondo, decano dell’ambientalismo italiano ha rivolto due distinti appelli alle autorità pubbliche umbre denunciando un progetto già in parte realizzato presso le Marcite di Norcia e uno appena annunciato nella straordinaria zona del Pian Grande di Castelluccio. Si tratta di danni ambientalli e paesaggistici di estrema gravità all’interno – purtroppo – di un’area protetta con alta gerarchia di tutela come il Parco Nazionale dei Sibillini.

Pubblichiamo i due appelli a testimonianza della gravità della vicenda.

Per la salvezza delle Marcite di Norcia

Egregi Signori,

le marcite di Norcia occupano un’area di 150 ettari a ridosso delle antiche mura della città e sono formate da praterie irrigate tutto l’anno con l’acqua delle sorgenti che nascono nella zona; vengono sfalciate 7 volte all’anno e sono le uniche esistenti in tutta la catena dell’Appennino. Le marcite di Norcia sono molto note per il loro ambiente che è unico, in quanto costituiscono un’area verde in tutte le stagioni dell’anno, situata nel cuore dell’Appennino. L’ecologia delle marcite e’ esaminata in una apposita ricerca effettuata dal sottoscritto: Pedrotti Franco, La vegetazione delle marcite di Norcia, Università di Camerino, 2008. Per tale ragione, sono tutelate da diverse leggi, che però non sono servite ad evitare il grave danno provocato dalla recente costruzione, dopo il terremoto, di un palazzo per congressi, al quale saranno affiancati altre 3 palazzi, proprio al limite con le marcite. Una vasta area prativa è stata ricoperta da ghiaia e il ricco suolo agrario è stato così sterilizzato. Senza contare l’aspetto paesaggistico, in quanto il palazzo dei congressi è incastonato proprio nel breve spazio fra le marcite e le antiche mura urbane. Un posto peggiore non poteva essere scelto, quando si pensi che a pochi metri di distanza si estende il vasto piano di S. Scolastica, luogo adatto ad accogliere le nuove strutture. Ma, evidentemente, nessuno ci ha pensato, ed allora ecco alla vista di tutti il bel risulto raggiunto; quello che si vede nella fotografia non è che il primo di altri tre palazzi di cui è iniziata la costruzione. Tutti comprendono l’assoluta necessità della ricostruzione, ma il palazzo dei congressi non aveva nessuna priorità. In ogni caso, la sua localizzazione a Norcia e’ completamente errata e gravemente dannosa non soltanto per l’ambiente delle marcite, ma per l’insieme del paesaggio storico e naturale di una parte molto preziosa della città di Norcia.

Per la salvezza di Castelluccio di Norcia e del Pian Grande

Egregi Signori,

Castelluccio e’ un villaggio situato a 1427 metri di quota, posto in cima ad un poggio che si eleva su un vasto bacino carsico formato dal Pian Perduto, Pian Grande e Pian Piccolo; è uno dei centri abitati piu’ elevati di tutto l’Appennino. Il 30 ottobre 2016 Castelluccio è stato quasi completamente raso al suolo dal terremoto. La comunità che viveva a Castelluccio prima del terremoto (150 persone) ha sicuramente il diritto di continuare a viverci e di essere aiutata dopo la drammatica circostanza del terremoto.

Tuttavia, mentre non e’ neppure iniziata la ricostruzione delle case di abitazione, è stato progettato a Castelluccio un Centro Commerciale senza una preventiva discussione sul futuro di tutto l’Altopiano di Castelluccio e del Parco Nazionale di cui, piaccia o non piaccia, fa parte.

La costruzione del Centro Commerciale (secondo il progetto che verrà presentato oggi), per quanto possa essere accettabile per la sua localizzazione e  per il tipo di edilizia che è stato proposto, finirà per modificare, nel corso degli anni, le condizioni socio-economiche dell’altopiano di Castelluccio, con conseguenze oggi neppure immaginabili. Questo è il problema che abbiamo sul tavolo oggi.

Un Centro Commerciale è un polarizzatore di flussi e di funzioni che va collocato in un “tessuto” per contribuire alla riqualificazione e riorganizzazione del medesimo (almeno in teoria). Piazzare una opera di questo tipo in un contesto come Castelluccio, marginale rispetto alle maggiori conurbazioni, non ha senso alcuno. Che poi si creda che posizionandolo qui possa produrre esiti di demarginalizzazione (che non sempre sono positivi) sembra un’ipotesi di una ingenuitá e carenza logica a dir poco stupefacenti

La decisione di costruire il Centre Commerciale è stata presa in tutta fretta. Avrebbe dovuto essere il frutto di una decisione maturata dopo un’approfondita discussione, non dall’oggi al domani, una decisione discussa e pensata, tanto piu’ che a Castelluccio mancano ancora le abitazioni. Tuttavia, per quanto ben pensata e ben inserita nell’ambiente, la costruzione del Centro Commerciale a Castelluccio chiude per sempre un’epoca e ne apre un’alta, con diverse prospettive. Si tratterrebbe di un cambiamento epocale con grandi influenze sull’ambiente. Tutto questo si puo’ affermare non in base a opinioni e sensazioni personali, ma in base a ricerche di ecologia vegetale eseguite al Pian Grande alle fine degli anni ‘70 (vedi la monografia: Pedrotti F., Cortini Pedrotti C., Orsomando E., Sanesi G., “La vegetazione e i suoli del Pian Grande di Castelluccio di Norcia (Appennino centrale)”. Atti Istituto Botanico Univeristà di Pavia, 1973, IX(serie 6): 155-249) e proseguite fino ad oggi. Dal 1973 ad oggi, soprattutto negli ultimi 10 anni, sono già avvenuti molti cambiamenti in senso negativo sull’Altopiano di Castelluccio, che nei prossimi anni diventeranno sempre piu’ massicci.

Si tratta di cambiamenti che potrebbero essere accettabili per una zona di montagna qualsiasi, ma il Pian Grande è l’essenza di tutto l’Appennino centrale, con caratteristiche fisiche, biologiche e paesaggistiche per tanti lati superiori a quelle di Campo Imperatore al Gran Sasso, sicuramente uniche per tutto l’Appennino, cioè a livello mondiale. Inoltre Castelluccio si trova in un Parco Nazionale.

Oggi il progetto viene presentato proprio a Castelluccio; giungere alla conclusione che si tratta di un progetto accettabile, non ha senso, è un ragionamento assolutamente limitato, contingente, che forse potrà dare una risposta momentanea, ma non in prospettiva.

L’unica cosa realistica da fare è prendere atto del progetto, prendere atto di un progetto pensato in fretta e furia e in modo unilaterale, e rinviare ogni decisione definitiva al riguardo. Ci sarà cosi’ il tempo di potere pensare a fondo sul problema e sulle possibile soluzioni, con il contributo di tutti.

Nell’esprimere tutta la solidarietà agli abitanti di Castelluccio per la tragedia che si è abbattuta sulla loro terra, formulo gli auguri che il paese possa essere prontamente ricostruito e che si possano trovare soluzioni opportune alla salvaguardia di un ambiente unico, nell’interesse di tutti e soprattutto del territorio e di quanti ci abitano.

di Franco Pedrotti, Università di Camerino