Miracolo in Sicilia: si abbattono gli abusi nell’Oasi del Simeto

[23 ottobre 2013]

Sono cominciati gli abbattimenti delle costruzioni abusive del villaggio Raimbow di San Francesco la Rena a Catania e Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia, è soddisfatto: «Bene, forse finalmente si fa sul serio. L’importante è che adesso non ci siano passi indietro».

Infatti la situazione descritta dagli ambientalisti è scandalosamente paradossale, come troppo spesso accade nel nostro Paese: la foce del Simeto e le aree umide circostanti, zona a vincolo di inedificabilità assoluta e a rischio idrogeologico, sono assediate da oltre 3 mila case abusive. «Una gigantesca lottizzazione illegale, che per decenni le amministrazioni pubbliche hanno ampiamente tollerato tanto da favorire il sorgere di nuovi abusi», spiegano a Legambiente Sicilia.

La riserva naturale orientata “Oasi del Simeto” è stata nel 1984 per la tutela di ambienti che in Sicilia si sono fortemente rarefatti rispetto alle estensioni che avevano in passato. La riserva naturale, infatti, include oggi una piccola porzione del vasto complesso di ambienti fluviali palustri di acqua dolce e salmastra e di dune costiere che si estendevano in gran parte della Piana di Catania sino al Biviere di Lentini, rivestendo un eccezionale interesse naturalistico. Le zone umide erano separate dal mare da un cordone costiero di dune che si estendeva dal faro Biscari fino ad Agnone e che, secondo le descrizioni di numerosi autori, era mediamente largo 2 Km e alto 8 metri. L’esecuzione di opere di bonifica idraulica e, successivamente, l’antropizzazione di alcune aree, hanno determinato una consistente perdita di questo patrimonio naturale. In particolare gli ambienti naturali della riserva sono stati oggetto, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, di un vasto fenomeno di edificazione abusiva che si è protratto massicciamente anche dopo l’istituzione dell’area protetta.

Secondo Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente, «Aver ripreso in mano una situazione grave come quella dell’abusivismo edilizio nell’Oasi del Simeto, è un segnale importante e il lavoro della Procura della Repubblica di Catania in questo senso deve essere supportato da tutti, istituzioni, associazioni e cittadini. La nostra campagna Abbatti l’Abuso è nata anche allo scopo di sostenere quanti si fanno carico di procedere alle demolizioni e denunciare le istituzioni che si girano dall’altra parte facendo finta di non vedere. Siamo convinti che queste azioni rappresentino quel cambiamento culturale che sta maturando nel nostro Paese e che vede nel ripristino della legalità e della bellezza violate una delle condizioni necessarie per uscire dalla crisi e promuovere uno sviluppo economico, sociale e ambientale più duraturo e giusto».

Secondo quanto scrivono diversi giornali siciliani, la vicenda degli ecomostri a Catania potrebbe non fermarsi alla demolizione delle case abusive all’Oasi del Simeto. BlogSicilia sottolinea che «Le ordinanze di demolizione hanno portato alla luce situazioni non trasparenti che hanno insospettito gli investigatori: diversi proprietari di abitazioni abusive al momento della notifica dello sfratto per demolizione hanno presentato la domanda per la sanatoria. Un iter – spiegano gli investigatori della forestale – che il Comune di Catania avrebbe dovuto respingere perché le case realizzate nella zona B dell’Oasi del Simeto non possono essere sanate. Ecco perché queste richieste potrebbero sfociare in un’inchiesta giudiziaria».

Secondo il procuratore aggiunto Giuseppe Toscano, che coordina il pool antiabusivismo edilizio, «Serve verificare se ci sono state omissioni nel tempo: buona parte di queste case che tra ieri e domani saranno demolite sono state costruite durante gli anni ‘90. E poi se ci sono stati ritardi nelle adozioni dei provvedimenti da parte del Comune».