Perché ha una coda gigantesca? I ricercatori avanzano una nuova ipotesi

Il mistero dello scoiattolo “vampiro” del Borneo si fa meno fitto [FOTOGALLERY]

Le leggende dei Dayaki dicono che attacchi e sventri i cervi per mangiarne le interiora

[7 luglio 2014]

Nel Borneo c’è unostrano ed elusivo mammifero avvolto di fosche leggende: lo scoiattolo terricolo dal ciuffo (Rheithrosciurus macrotis), una specie endemica che presenta aspetti fisici e comportamentali davvero singolari. Con lo studio  Tall Tales of a Tropical Squirrel”, pubblicato su Taprobanica, i ricercatori Emily Mae Meijaard, della British International School di Jakarta, Indonesia e Rona Anne Dennis e Erik Meijaard dell’Australian National University, cercano di svelarne i misteri.

Il team di ricercatori spiega che «la ricerca filogenetica indica che i suoi più vicini parenti viventi sono un gruppo di specie di scoiattoli sudamericani (Mercer e Roth, 2003). Non è chiaro come la linea evolutiva che porta al Rheithrosciurus sia finita nel Borneo senza lasciarsi dietro i parenti conosciuti su entrambe le masse continentali asiatiche o nordamericana. La stirpe degli antenati di Rheithrosciurus che occupavano l’Eurasia o si è estinta senza resti fossili conosciuti o il genere ha presumibilmente colonizzato il Borneo con un evento di colonizzazione su lunga distanza indipendente». Studi più recenti (Pečnerová & Martínková 2012) indicano però che il lignaggio del Rheithrosciurus si sarebbe discostato da un gruppo di specie paleartiche del Sciurus fin da 36 milioni di anni fa  e che avrebbe colonizzato Borneo via terra dal Sud Est asiatico.  Lo scoiattolo terricolo da ciuffo è morfologicamente molto diverso dagli scoiattoli del sud-est asiatico e molto più simile agli Sciurus, gli scoiattoli che vivono nell’Eurasia e nelle Americhe ed anche i suoi incisivi scanalati ricordano quelli di uno Sciurus.  Ma  i naturalisti che lo scoprirono nel 1867 rimasero soprattutto colpiti dalla sua grande coda cespugliosa, che nasconde l’animale mentre salta e che lo fa sembrare molto più grande, almeno quanto il Presbite dalla cresta (Trachypithecus cristatus), una scimmia che ha una lunghezza testa-corpo di fino 75 centimetri rispetto al 35 cm del Rheithrosciurus.

Molti scienziati si chiedevano a cosa servisse una coda così enorme, e il team indonesiano/australiano ha cercato di capirlo analizzando 7 immagini di Rheithrosciurus scattate con foto-trappole, che mostrano per lo più la coda in posizione verticale o curva ed ha valutato la dimensione della coda del Rheithrosciurus rispetto al suo corpo, scoprendo che è circa il del 130% in più.  I tre rficercatori hanno poi confrontato questa stima con le altre specie di mammiferi con grandi code folte e spiagano che «Questa analisi suggerisce che Rheithrosciurus ha una delle code più voluminosi tra tutti i mammiferi relativamente alle dimensioni del corpo». La domanda successiva alla quale rispondere era: la gigantesca coda dello scoiattolo del Borneo  a ha funzioni analoghe a quelle di altri mammiferi con code di  grandi dimensioni?

Il team sottolinea che «il mantenimento di una grande coda folta presumibilmente richiede qualche sacrificio energetico  e ci devono essere buone ragioni evolutive per giustificare la spesa». In uno studio del 1979 sulle code dei mammiferi Hickman  ipotizzava varie funzioni: meccaniche, compresa inerzia, equilibrio, frenamento, di spostamento, per costruire e per difesa; funzioni comportamentali, compresa autocomunicazione, avvertimento, corteggiamento, familiari e per la coesione del gruppo; funzioni fisiologiche, tra cui la termoregolazione, la conservazione degli alimenti e l’equilibrio idrico. Il nuovo studio fa notare che «sebbene la maggior parte degli altri scoiattoli della tribù Sciurini sono arborei(. Thorington et al, 2012), il Rheithrosciurus si trova principalmente al  suolo o sui tronchi bassi (Banks, 1931; Payne et al, 1985.). La funzione di bilanciamento della coda per muoversi lungo i rami degli alberi non è quindi molto probabile. Mjöberg (1930) ha ipotizzato che avvolgere la folta coda attorno al suo corpo potrebbe tenere Rheithrosciurus al caldo negli ambienti montani in cui vive».  Il problema è che, anche se per lo più si trovano in zone collinari, l’areale dei Rheithrosciurus si estende anche in pianure calde come quelle dei fiumi Kendawangan o addirittura in aree costiere come la  Pamukan Bay , dove le temperature notturne non richedono nessuna protezione contro il freddo, «Anche se – specificano i ricercatori – non possiamo escludere la possibilità che Rheithrosciurus si sia evoluto in zone più fredde e che la coda una volta avesse  una funzione di regolazione della temperatura». Non ci sono studi comportamentali sul Rheithrosciurus e quindi la coda potrebbe avere ruoli nella comunicazione, nell’avvertimento o nel corteggiamento.

Ma la possibilità che lo studio sembra prediligere è che la grossa coda abbia una funzione difensiva: «Il Rheithrosciurus è il più grande degli scoiattoli terrestri del Borneo, ma è l’unico scoiattolo terrestre sull’isola che si nutre  principalmente di frutta (anche se sul suo conto cricolano truculente storie carnivore, ndr). Altri scoiattoli terrestri, come lo scoiattolo terricolo a tre strisce (Lariscus insignis) e lo scoiattolo dal muso di toporagno (Rhinosciurus laticaudatus), si nutrono principalmente di invertebrati, e questi sono in media molto più piccoli del Rheithrosciurus. Il secondo più grande scoiattolo terrestre del Borneo è lo scoiattolo terricolo di montagna di Everett (Dremomys everetti) ma è solo il 41% delle dimensioni del corpo del  Rheithrosciurus (Payne et al., 1985). Gli Sciurini a cui appartiene Rheithrosciurus sono per lo più frugivori arborei (Thorington et al., 2012). Rheithrosciurus sembra dunque aver mantenuto la specializzazione alimentare degli Sciurini, ma adattata alle abitudini più terrestri». Sarebbero  proprio la sua stazza relativamente grande e le abitudini terrestri  ad aver richiesto una difesa efficace contro i predatori terrestri, come il leopardo nebuloso della Sonda (Neofelis diardi).

Quindi la grandissima e soffice coda del Rheithrosciurus sarebbe un meccanismo anti-predatore. «In volo – si legge nello studio –  la coda grigia, costituita principalmente di pelo lungo, oscura il vero corpo dell’animale. Questo potrebbe confondere un predatore in caccia o se il predatore balzasse sullo scoiattolo sarebbe più probabilmente impattare sulla coda, il che fornirebbe ad un predatore una presa limitata». Ma gli stessi ricercatori ammettono che «Questa ipotesi deve essere supportata da osservazioni comportamentali più dettagliate, prima di poter essere accettata, ma sembra la spiegazione più logica della stravagante coda del Rheithrosciurus». Questa  ipotesi  potrebbe anche spiegare perché il Rheithrosciurus sopravvive solo nel Borneo. Nell’area indo-malese il Borneo è l’isola con meno specie di predatori e tra questi probabolmente solo il leopardo nebuloso, Il gatto dorato del Borneo (Catopuma badia) e il gatto marmorizzato (Pardofelis marmorata) sono in grado di uccidere un Rheithrosciurus. In altre parti del Sud-Est asiatico, il leopardo, (Panthera pardu) il dhole (Cuon alpinus), eed altri carnivori hanno una pressione predatoria molto più grossa sulle specie terrestri e quindi uno scoiattolo terrestre già vulnerabile alla predazione potrebbe essere riuscito a sopravvivere solo nel Borneo.

La teoria fa però a pugni con le credenze locali, che tra l’altro dimostrano che lo scoiattolo terricolo dal ciuffo   è così conosciuto da alimentare un ricco folklore animale per quanto riguarda Rheithrosciurus. Le popolazioni del Borneo, che lo cacciano abitualmente per la sua carne e che fanno un uso ornamentale della sua coda, ad esempio per i machete. La gente che vive nella foresta del Borneo considera questo scoiattolo non solo molto forte, ma anche un feroce predatore.  I ricercatori che hanno realizzato lo studio riferiscono che un cacciatore del Kalimantan (come chiamano gli indonesiani la loro parte del Borneo) del nord ha raccontato a Rona Anne Dennis che «il Rheithrosciurus attacca e uccide i cervi per mangiare il contenuto dello stomaco, il fegato e il cuore del ruminante. Alla richiesta di come uno scoiattolo potesse uccidere un animale di grandi dimensioni come ad esempio un muntjak (Muntiacus muntjak), la risposta è stata che lo scoiattolo attende su un ramo basso che un cervo passi di sotto, salta sulla sua schiena e gli morde la vena giugulare, dalla quale il cervo sanguina a morte. Una volta morto lo scoiattolo procede a sventrare il cervo e mangiare il contenuto dello stomaco, il cuore e il fegato».

La credenza nasce dal fatto che i cacciatori Dayaki a volte trovano questi cervi sventrati nella foresta, senza però nessuna parte del corpo esterna mangiata; questo per loro è il segno evidente della presenza di uno scoiattolo killer. Nei villaggi ai confini della foresta si racconta che lo scoiattolo uccida i polli domestici e ne mangi solo il cuore e il fegato. I tre ricercatori concludono: «Anche se l’esistenza di scoiattoli carnivori potrebbe essere un po’ difficile da credere, quanto sopra potrebbe andare bene con la descrizione datane da Banks (1949), il quale osserva che il Rheithrosciurus è conosciuto come “diffidente, difficile da osservare e morde ferocemente”. Inoltre, altri scoiattoli, come gli affini scoiattoli giganti ratufa sono noti perché cacciano attivamente uccelli e altri vertebrati (R. Ratajszczak, pers. Comm.), quindi bisogna fare in modo di tenere la mente aperta su questo e su altre sorprese che il Rheithrosciurus può rivelare con ulteriori studi». Infatti nel 2010 un team guidato proprio da Erik Meijaard  scoprì che era vera un’altra storia che si credeva frutto della superstizione: quella raccontata dai cacciatori del Borneo sui cervi del genere Tragulus, che si nascondono sott’acqua per lunghi periodi per sfuggire ai predatori. «Queste scoperte – dice Meijaard  –  ribadiscono quanto poco sappiamo della fauna selvatica del Borneo e il Rheithrosciurus è solo una tra le tante affascinanti specie su questa straordinaria isola che richiedono la nostra attenzione come scienziati e ambientalisti».

Anche per quanto riguarda la finzione della gigantesca coda del Rheithrosciurus siamo ancora alle ipotesi, ma i ricercatori sperano che «queste idee stimolino gli altri a prestare maggiore attenzione alla morfologia ed al comportamento di questa insolita specie di scoiattolo. Uno studio più dettagliato delle fototrappole potrebbe fornire nuove intuizioni sul posizionamento della coda in condizioni diverse (in volo, a riposo ecc.) Non sarà facile studiare questa specie rara ed elusiva sul terreno nelle fitte foreste pluviali dove l’osservazione diretta sarebbe molto ostacolata. Alcuni approfondimenti possono essere richiesti, parlando con i cacciatori locali che possono avere più frequentemente osservato la specie, sia a riposo sia in volo, quando viene inseguita da un cacciatore o dai suoi cani».