Il mondo alla rovescia: le Fær Øer condannano Sea Shepherd per aver inflitto «sofferenze non necessarie ai delfini»

Ma la sentenza potrebbe essere un boomerang: illegale condurre forzosamente delfini

[2 dicembre 2016]

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Il  25 novembre, il tribunale di Tórshavn, la capitale delle Isole Fær Øer, Nazione costitutiva del Regno di Danimarca,    ha dichiarato la cittadina britannica Jessie Treverton, capitano di Sea Shepherd, colpevole di aver violato le leggi  faroesi sul benessere animale causando «sofferenze non necessarie» a un branco di cetacei.

Gli ambientalisti di Sea Shepherd, noti per la loro difesa senza esclusione di colpi dei cetacei in tutto il mondo, che arriva allo scontro fisico con i balenieri giapponesi, trasecolano e ricordano che «Ogni anno più di 800 globicefali e altri piccoli cetacei vengono sistematicamente massacrati nelle Isole Fær Øer, in una pratica conosciuta come grindadráp, a cui Sea Shepherd si oppone attivamente sin dagli anni ‘80».

E’ proprio durante una di queste azioni, il 17 settembre 2014, che la Treverton e altri due membri dell’equipaggio di Sea Shepherd, le francesi Celine Le Diouron e Marion Selighin, hanno tentato di proteggere dal  grindadráp un branco di oltre 200 lagenorinchi acuti (Lagenorhynchus acutus), una specie protetta e considerata a lieve rischio di estinzione dall’Iucn, «cercando di allontanarli da una delle 23 spiagge delle Isole Faroe deputate alle uccisioni – spuiegano gli ambientalisti – usando l’imbarcazione veloce MV Spitfire. Dopo essere stati inseguiti e abbordati dalle forze armate danesi, l’imbarcazione è stata posta sotto sequestro e le tre donne sono state arrestate dalla polizia feringia».

Il 24 novembre, dopo diversi rinvii della data del processo da parte della corte danese nelle Isole Fær Øer, alla fine il caso della Treverton è stato alla fine dibattuto e la capitana  è stata dichiarata colpevole di aver inflitto sofferenze non necessarie a un branco di delfini e condannata al pagamento di una multa di 5.500 corone danesi, circa 740 euro.

La Treverton ha commentato. «Sono molto contenta di accettare il verdetto della corte il quale stabilisce che l’aver condotto un branco di delfini alla salvezza è stato considerato una violazione delle leggi sul benessere animale, perché, se questa legge vale per me, varrà sicuramente anche per i feringi. Si è creato un precedente legale: condurre forzosamente delfini è contro la legge feringia. Questa è una vittoria per gli oceani».

Anhe secondo Geert Vons, leader della campagna per le azioni di Sea Shepherd contro la grindadráp, «Questa è una sentenza storica, Il verdetto di colpevolezza per Jessie crea un precedente: manovrare una piccola imbarcazione con l’intento di radunare dei delfini è considerato una violazione della legge feringia sul benessere animale. Questo è esattamente quello che fanno le barche feringe quando radunano branchi di globicefali spingendoli verso le spiagge deputate alle uccisioni per massacrarli».

In attesa della sentenza, la Treverton ha fornito alla polizia un gran quantitativo di materiale video, chiedendo che «venga aperta un’indagine sulle molteplici violazioni delle leggi faroesi  in materia di benessere animale da parte dei partecipanti feringi alle grindadráp del 2016».

Durante l’udienza, durata sei ore, è stato ascoltato come testimone anche Rob Read, direttore per le Operazioni di Sea Shepherd United Kingdom che ha contestato la confisca e il sequestro della MV Spitfire. Il pubblico ministero delle Fær Øer ha cercato di impedire che l’imbarcazione fosse restituita agli ambientalisti, oppure che fosse restituito solo lo scafo della Spitfire senza i due motori da 200 cavalli. Ma l giudice danese ha deliberato che la MV Spitfire venisse restituita integra.

Read commenta: «Dopo più di 2 anni in cui l’uso della MV Spitfire è stato impedito, Sea Shepherd United Kingdom ha avuto successo nell’opporsi alla decisione del pubblico ministero feringio di confiscare l’imbarcazione. Soltanto dopo il completamento, alle Isole Fær Øer, di accurati controlli riguardanti le condizioni dell’imbarcazione e dei motori, la Spitfire ritornerà nel Regno Unito».