Riceviamo e pubblichiamo

Il mondo della cultura e dell’ambientalismo a sostegno del Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio

Si allarga a tutta Italia l’appello alla Regione Toscana per garantire la prosecuzione delle attività

[22 dicembre 2017]

Dopo gli 800 insegnanti, che hanno chiesto alle istituzioni che sia assicurata la prosecuzione delle attività culturali e didattiche del Centro RDP, ed il comitato di cittadini di Larciano e Lamporecchio che ha raccolto 2700 firme per chiedere ai propri sindaci di rientrare nell’associazione, è ora la volta di un ampio ventaglio di personalità della cultura, della scienza e dell’ambientalismo.

Ad esprimersi in maniera netta affinché il Centro RDP possa continuare, dopo oltre 25 anni di meritoria attività, a gestire un bene pubblico di grande valore, quale la Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, sono figure storiche dell’ambientalismo italiano, come Grazia Francescato, giornalista da oltre 40 anni in prima linea sui temi dei diritti civile e dell’ambiente, Fulco Pratesi, fondatore e attuale Presidente onorario del WWF Italia, Giorgio Nebbia, saggista e fra i più autorevoli divulgatori del pensiero ecologista; i giornalisti di Repubblica e del Fatto Quotidiano impegnati su tematiche sociali e ambientali Paolo Rumiz e Giovanna Recoveri; e poi Antonio Lopez, firma storica del mensile Airone; ed ancora gli zoologi di fama internazionale Franco Perco e Giorgio Boscagli, rispettivamente già direttori dei parchi nazionali dei Monti Sibillini e delle Foreste Casentinesi.

Accanto a loro Giovanni Capecchi, docente universitario e direttore di Naturart, e un gruppo molto ampio di studiosi in vari ambiti che si sono interessati direttamente all’area del Padule di Fucecchio: da Adriano Prosperi a Giovanni Falaschi, da Leonardo Rombai a Claudio Rosati, da Alberto Malvolti a Riccardo Cardellicchio, da Luca Baiada a Leonardo Giovanni Terreni. Tutti nomi che non hanno bisogno di presentazioni.

«Sono anni che da parte di numerose personalità della cultura e di tanti cittadini giungono attestati di stima nei riguardi del lavoro svolto dal Centro di Ricerca e Documentazione, che, operando in un contesto difficile, è riuscito ad edificare una gestione tecnicamente corretta e partecipata della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio – ha dichiarato Simona Petrassi, presidente degli Amici del Padule di Fucecchio – L’associazione è riuscita per tre anni, a costo di enormi sacrifici, a garantire in buona parte tale servizio pubblico senza aver ricevuto alcun finanziamento dalla Regione Toscana, subentrata alla Provincia di Pistoia.

Al Presidente Rossi chiederemo di trovare una soluzione strutturale, perché è ora di porre fine al tentativo sciagurato di isolare il Centro, di smontarlo pezzo per pezzo e di privarlo di risorse economiche, senza mai entrare nel merito del suo operato o, peggio, tentando di derubricare tutta la vicenda alla mera difesa di due posti di lavoro».

In allegato l’appello e la lista delle adesioni

di Amici del Padule di Fucecchio