Monito-rare, la Regione Toscana affida alle università del territorio lo studio della biodiversità

«Per la prima volta in Toscana sperimenteremo sul campo i metodi di monitoraggio stilati dall’Ispra applicandoli a circa cinquanta specie di animali e piante»

[22 febbraio 2018]

Per tutelare il patrimonio di biodiversità della Toscana è partito Monito-rare, un progetto che la Regione ha affidato alle Università di Pisa, Firenze e Siena (con il coordinamento di Bruno Foggi, botanico dell’Ateneo fiorentino) e che viene presentato oggi al pubblico nel convegno “Governare la biodiversità” che si svolge a Firenze. Obiettivo del progetto è quello di monitorare gli habitat e le specie vegetali e animali come richiesto dalla Direttiva Habitat dell’Unione europea; gli esiti dell’indagine confluiranno quindi nel rapporto nazionale curato dal Ministero dell’Ambiente che l’Italia invierà alla Commissione europea.

«Per la prima volta in Toscana – spiega Gianni Bedini, responsabile del progetto per l’Università di Pisa – sperimenteremo sul campo i metodi di monitoraggio stilati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) applicandoli a circa cinquanta specie di animali e piante. I dati che raccoglieremo entro la fine dell’anno serviranno sia a validare o ricalibrare i metodi di monitoraggio, sia ad aggiornare le conoscenze sulla distribuzione delle popolazioni investigate e sui fattori che ne minacciano la sopravvivenza».

Qualche esempio? Piante minacciate dall’eccessivo prelievo come il bucaneve o il pungitopo o specie che sono a rischio come il piccolo quadrifoglio d’acqua, ormai quasi scomparso nelle zone umide per via dell’inquinamento e che sopravvive con piccole popolazioni solo nella zona di Pisa. E ancora rane, raganelle e salamandre, specie minacciate sempre a causa dei cambiamenti ambientali.

«Tutti quanti condividiamo una fortissima motivazione a lavorare sulla conservazione della biodiversità toscana mettendo a sistema le nostre competenze e conoscenze in materia di distribuzione e demografia delle popolazioni da monitorare – conclude Bedini – nei prossimi mesi abbiamo in agenda degli incontri plenari per affrontare le criticità tecnico-scientifiche del monitoraggio e delle riunioni tecniche più ristrette per verificare il rispetto del  cronoprogramma e l’adempimento degli obblighi amministrativi».