Il monitoraggio del nido di tartaruga marina Caretta caretta all’Isola d’Elba

Un workshop sull'evento eccezionale di Marina di Campo che ha visto la collaborazione di numerosi enti e volontari

[19 settembre 2017]

Dopo la straordinaria nidificazione avvenuta quest’estate all’Isola d’Elba, con la nascita di 103 tartarughine Caretta caretta, l’Assessore regionale all’ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni, per il 20 settembre alle ore 10,30  a Marina di Campo (sala consiliare) un workshop  che vuole essere l’occasione per riportare riflessioni, considerazioni, risultati scientifici e azioni con tutti i protagonisti dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità: tecnici, volontari e associazioni. Nella giornata anche la cerimonia di premiazione che prevede la consegna di 4 Pegaso: al Bagno “da Sergio” (già premiato da Legambiente con una targa), all’ Acquario dell’Elba, a Legambiente Arcipelago Toscno, e a Tartamare, per l’impegno profuso nelle attività di vigilanza e gestione del Nido di Marina di Campo. Per l’Agenzia regionale per la protezione mbientale della Toscan (Arpat) sarà presente Cecilia Mancusi che ha partecipato attivamente sia il monitoraggio che alla schiusa  che allo scavo del nido dopo la nascita delle tartarughine. Ecco un sua cronaca del  monitoraggio del nido di tartaruga marina a Marina di campo:

 

Nella notte del 20 giugno 2017, tra gli ombrelloni dei Bagni da Sergio e Paglicce Beach, a Marina di Campo (comune di Campo nell’Elba, Isola d’Elba, LI), è stata segnalata la presenza di un grosso esemplare di Caretta caretta, intenta a scavare una buca nell’arenile a circa 13 m dalla battigia.

Il titolare delle strutture ha prontamente avvisato lo staff dell’Acquario dell’Elba, che ha allertato la rete toscana di recupero cetacei e tartarughe che fa capo all’Osservatorio Toscano per la Biodiversità (Otb) della Regione Toscana di cui fanno parte anche Arpat, Università di Siena e Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio-Toscana (IZS-LT).

Subito si è provveduto ad un piccolo scavo per confermare la presenza delle uova, che ha dato esito positivo, e l’area è stata recintata e messa in sicurezza.

Dal momento che nel Mediterraneo l’incubazione delle uova di tartaruga marina della specie C. caretta è di circa 57 giorni in media, la Regione Toscana, con il suo Osservatorio per la Biodiversità, ha dato avvio al presidio del nido a partire dai primi giorni di agosto: una rete di volontari, facente capo a Legambiente Arcipelago  TartAmare, con il supporto importantissimo di tutto lo staff del bagno “da Sergio”, ha monitorato il nido h24.

A questo scopo il nido è stato anche circondato e protetto da una rete oscurante con la quale si è delimitato anche un corridoio fino al mare per consentire l’entrata in acqua ai nuovi nati in tutta tranquillità e sicurezza.

L’11 agosto, nel tardo pomeriggio, si è formato il tipico avvallamento della sabbia in corrispondenza della camera di incubazione delle uova e la notte successiva, il 12 agosto, 53° giorno di incubazione, i primi piccoli di tartaruga sono emersi dalla sabbia. L’emersione dei piccoli si è protratta per ben 5 sere successive, sempre intorno allo stesso orario serale (tra le 21,00 e le 22,30); il dettaglio di questi eventi viene descritto nella relazione di prossima pubblicazione.

Dopo cinque notti di emersioni continue non si sono più registrate emersioni per le due nottate successive. Si è quindi deciso di procedere con l’apertura del nido nella notte del 19 agosto.

L’operazione di scavo è stata condotta, per nome e conto dell’OTB, da ARPAT, Università di Siena e IZSLT sez. di Pisa, con la collaborazione dei volontari di Legambiente, degli operatori dell’Acquario dell’Elba e dello staff del bagno da Sergio.

Ad una profondità massima di circa 50 cm, sono state ritrovate tutte le uova e anche 4 tartarughe vive e vitali, probabilmente appena uscite dall’uovo, situate ad una profondità compresa tra 35 e 42 cm. Queste sono state misurate e pesate e poi sono state poste sul corridoio perché raggiungessero il mare in autonomia, come hanno fatto le altre nelle notti precedenti alla stessa ora. In totale si sono registrate 118 uova all’interno della camera del nido. Tra queste 103 erano gusci di uova schiusi, 14 erano uova non schiuse e uovo era rotto con all’interno un piccolo completamente formato ma morto.

Il successo riproduttivo di questa tartaruga, definito come il rapporto tra il numero di uova deposte ed il numero di uova schiuse, è stato piuttosto alto attestandosi intorno all’ 87%.

Tutto il materiale ritrovato nel nido è stato conservato e sarà analizzato dai veterinari dell’IZSLT per indagini virologiche e batteriologiche e dall’università di Siena per la ricerca di contaminanti. Il materiale delle tartarughe morte (tre in tutto) sarà utilizzato per le indagini genetiche, condividendolo anche con altri studiosi a livello nazionale, per tentare di determinare alcuni dati importanti quali, ad esempio, se la tartaruga che ha deposto all’Isola d’Elba sia una tartaruga già nota alla scienza e se e dove abbia già nidificato in precedenza o sia rimasta impigliata in qualche rete o soccorsa in mare per altri motivi.

La nidificazione di questa specie di tartaruga marina sulla costa sud dell’Isola d’Elba è un evento straordinario, essendo uno dei siti più settentrionali per l’Italia e per l’intero bacino mediterraneo ed essendo stato possibile per la prima volta nella nostra regione documentare questo evento fin dall’inizio.

Infatti, questa specie normalmente depone le uova nelle spiagge del bacino del Mediterraneo centro-orientale, principalmente lungo le coste della Grecia, della Turchia e di Cipro, ma anche in Libia, Tunisia, Egitto, Israele, Siria e Libano.

Lungo le coste toscane si sono avute segnalazioni di altri nidi: a Scarlino nel 2013, sul Tombolo della Giannella (Orbetello) nel 2015, mentre nel 2016 si è registrato un tentativo di nidificazione fallito sulla spiaggia di Capalbio.

La rete regionale toscana ha avviato il monitoraggio delle aree a possibile nidificazione, con il contributo delle associazioni ambientaliste, dell’Ente parco della Maremma, di ARPAT, della Direzione Marittima, dell’IZSLT e delle Università toscane, così come tutti gli interventi sugli spiaggiamenti, coordinati dal Settore Tutela della Natura e del Mare della Regione Toscana.

A seguito dello straordinario evento verificatosi all’Isola d’Elba, con la nascita di 103 tartarughine Caretta caretta, l’Assessore all’Ambiente Fratoni di Regione Toscana ha organizzato un breve workshop, nella mattina del 20 settembre 2017 a Marina di Campo, dove ripercorrere questa avventura insieme a tutti i rappresentanti e collaboratori dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità, a quanti soprattutto hanno dato supporto e collaborazione nei giorni della schiusa ed immediatamente antecedenti, e partecipare allo sviluppo delle attività della rete toscana con il contributo di operatori, tecnici e volontari.

di Cecilia Mancusi – Settore Mare Arpat