La Namibia taglia i corni a tutti i suoi rinoceronti neri, per fermare la strage compiuta dai bracconieri

[16 ottobre 2014]

La Namibia ha dato il via alla decornazione dei rinoceronti neri (Diceros bicornis) in tutti i parchi nazionali e nelle riserve private per salvare gli animali dal bracconaggio dopo  che, secondo il ministero dell’ambiente di Windhoek, solo quest’anno sono stati uccisi 14 di questi magnifici e rarissimi pachidermi.

La Namibia ospita una delle più grandi popolazioni al mondo di rinoceronti neri, minacciati dai bracconieri che vendono i loro corni sul mercato nero, per rifornire soprattutto la  medicina tradizionale cinese che li utilizza per curare febbre, reumatismi, gotta e soprattutto come “afrodisiaci”. In Vietnam la polvere di corno di rinoceronte viene propagandata come cura per i postumi della sbornia, ma anche per le malattie terminali. Secondo Save The Rhino e il Wwf, nel Paese africano sopravvivono circa 1.750 rinoceronti neri, su una popolazione mondiale di 4.800,  e  469 rinoceronti bianchi (Ceratotherium simum).

Il viceministro dell’ambiente della Namibia, Pohamba Shifeta ha detto che «Il bracconaggio di rinoceronti è aumentato drammaticamente, che è il motivo per cui dobbiamo prendere alcune misure immediate e drastiche»,  l’operazione di “dehorning”  è in corso nelle regioni settentrionali Kunene e Omusati al confine con l’Angola e ad Erongo, nella Namibia occidentale, dove rinoceronti affrontano i rischi più grandi a causa del bracconaggio. Gli animali vengono sedati da un dardo anestetico, a volte da un elicottero, e dopo vengono tagliati loro i corni con una motosega o un seghetto a mano.

Quella di Shifeta è una corsa contro il tempo e contro i bracconieri: «Cerchiamo di raccogliere il maggior numero possibile di corni di rinoceronte. Il governo prevede di immagazzinare i corni ed avrà bisogno dell’autorizzazione ai sensi della Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora, o Cites, prima di venderli».

Shifeta sottolinea che «I bracconieri dei quali ci stiamo occupando sembrano essere ben addestrati e sanno come muoversi». Pe questo la Namibia sta creando anche una task-force  anti-bracconaggio forte di 300 unità, composta da membri delle forze dell’ordine che pattuglierà i parchi nazionali meno  sorvegliati e sta progettando di utilizzare droni per la sorveglianza dall’alto. Infatti anche i circa 25.000  elefanti del Paese sono presi di mira dai bracconieri e, secondo il ministro dell’ambiente e del turismo Uahekua Herunga, quest’anno ne sono stati uccisi almeno 43 per le loro zanne.

Nel confinante Sudafrica le cose vanno molto peggio: fino ad ora nel 2014 sono stati ammazzati almeno 769 rinoceronti, a fronte dei 1.004 del 2013. La maggior parte dei rinoceronti che vivono in Sud Africa sono rinoceronti bianchi, la  più grande delle due specie africane che può arrivare a pesare più di 2 tonnellate.

Oltre alla “decornazione” in Sudafrica si sta discutendo anche dell’ipotesi di iniettare del veleno o della tintura nei corni dei rinoceronti per scoraggiare i bracconieri e far crollare il mercato clandestino.

Nonostante il bracconaggio di rinoceronti in Namibia sia molto minore che in Sudafrica, Chris Weaver, direttore generale del programma Namibia del Wwf resta preoccupato: «E’ inquietante che siano stati più rinoceronti uccisi nell’ultimo anno rispetto a tutti quegli ultimi 10  anni. Si tratta di una situazione preoccupante che potrebbe rapidamente degenerare se le contromisure non verranno effettivamente messe in atto. Nel corso degli ultimi cinque anni il bracconaggio di rinoceronti è aumentato significativamente in tutto il continente, ed è una minaccia per la produttività  a lungo termine di molte popolazioni africane. La sola decornificazione volontaria molto probabilmente sarà sufficiente per prevenire il bracconaggio,  deve essere accompagnata da una forte sorveglianza a terra, da una migliore applicazione della legge e da azioni penali risolutive i e  con sanzioni più elevate».