Nasce un cucciolo di lupo a Civitella Alfedena. Nuove speranze per l’Area faunistica

[26 giugno 2013]

Nel 1972, vicino a Civitella Alfedena, il Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, in collaborazione con i giovani del luogo,  costruì un grande recinto per ospitare cervi e caprioli donati all’area protetta da alcune Istituzioni straniere, tra cui il Principe Bernardo d’Olanda, «Destinati alla “Operazione ripopolamento”, la prima in Italia di un certo livello, con lo scopo di reintegrare ecologicamente l’ambiente naturale, ristabilendo un importante anello della catena alimentare», come spiega l’Ente Parco.

Dopo che gli ungulati furono rilasciati con successo in natura  il recinto ospitò  una coppia di lupi  che erano in una piccola gabbia nello zoo di Pescasseroli. Nacque così la prima Area Faunistica del Lupo in Italia, e poi venne realizzato il museo del lupo che resero famosa Civitella Alfedena.

In pochi anni nel recinto si formò un vero e proprio branco, forse due,  fino a raggiungere una presenza di  oltre 15 esemplari e l’’Area Faunistica e il museo attirarono molti visitatori,  facendo decollare il turismi o nell’area.

Per anni l’Area Faunistica, grazie all’interesse di ricercatori, giornalisti, fotografi, cineoperatori e operatori ambientali, costituì un elemento importante di sensibilizzazione per recuperare la pessima immagine, fatta di ignoranza e superstizione,  che era stata affibbiata al lupo e per migliorarne la tutela.

Ma a partire dagli anni novanta una brutta epidemia decimò completamente il branco di lupi ospitato a Civitella Alfedena e l’Area Faunistica rimase desolatamente vuoto, fino a quando, negli ultimi tempi, tre lupi appenninici, raccolti feriti e curati dal Parco, tornano a popolarla.

Ora l’Ente Parco annuncia un lieto evento, scoperto nei giorni scorsi dal veterinario e dai tecnici del Parco durante un sopralluogo di lavoro: «Mentre percorrono l’Area, all’improvviso, dietro un grosso cespuglio, si presenta un cucciolo che osserva incuriosito gli “invasori” del suo territorio. Un cucciolo di circa tre settimane, in ottime condizioni di salute, come appare dalla foto, che potrebbe anche non essere “figlio unico” ed avere qualche fratellino e/o sorellina. Come in genere avviene nel parto delle lupe, non si esclude, infatti, che possano essere nati altri cuccioli. Se così fosse, sarebbe veramente bello e, forse, l’inizio della ricostruzione del “branco di Civitella” e la riscoperta della sua storia».