Come nascono le fragole

Uno studio internazionale a forte partecipazione italiana fa luce sui meccanismi genetici che danno origine alle fragole

[26 aprile 2018]

«E’ l’espressione “più potente” di un set di geni a determinare lo sviluppo delle fragole», a rivelarlo è lo studio “The genome sequence and transcriptome of Potentilla micrantha and their comparison to Fragaria vesca (the woodland strawberry)”, pubblicato su GigaScience da un team di ricercatori italiani, statunitensi e britannici che ha indentificato per la prima volta i meccanismi genetici che sono che sono alla base dello sviluppo di questo “falso frutto” primaverile.

Il team di scienziati, coordinato dal centro di ricerca inglese Driscoll’s Genetics Limited, era composto da  genetisti e bioinformatici dell’università di Pisa del gruppo del professore Andrea Cavallini insieme ai ricercatori delle università di Modena, Milano, Padova e della Fondazione Mach di San Michele all’Adige.

Cavallini spiega: «Abbiamo confrontato il genoma della fragola e quello di una specie vicina, Potentilla micrantha, che non produce i tipici frutti carnosi della specie coltivata, questo ci ha consentito di identificare i meccanismi genetici che sono potenzialmente alla base dello sviluppo delle fragole, in realtà un falso frutto, prodotto dall’accrescimento del ricettacolo della infiorescenza».

Infatti, la Potentilla micrantha, conosciuta anche come “fragola secca” o “cinquefoglia” condivide con la fragola numerose caratteristiche morfologiche ed ecologiche e queste somiglianze hanno spinto i ricercatori a realizzare uno studio di genomica comparata, sequenziando, per la prima volta, il genoma e il trascrittoma diPotentilla.

Cavallini evidenzia che «Come emerge dalla ricerca, lo sviluppo delle fragole sembra essere legato alla diversa espressione di alcuni specifici geni, che codificano delle proteine del tipo “MADS-box”, molto più attivi nella fragola e che sono già noti per essere implicati nello sviluppo del frutto in altre specie».

Il team dell’Ateneo pisano composto da Elena Barghini, Flavia Mascagni, e Lucia Natali ha contribuito al sequenziamento e all’annotazione del genoma, con particolare riferimento a sequenze molto ripetute e la neoricercatrice Mascagni conclude: «I dati genomici e trascrittomici, oltre a costituire una risorsa preziosa per studi futuri sullo sviluppo del frutto nella fragola e in altre Rosaceae, rappresentano uno dei primi genomi di piante superiori ad essere stati sequenziati con la nuova tecnica di sequenziamento “Pacific Bioscience” e fanno luce anche sull’evoluzione delle dimensioni e dell’organizzazione del genoma nella famiglia delle Rosaceae».