Biodiversità, la Toscana ha 72 nuove Zone speciali di conservazione (Zcs)

[17 giugno 2016]

Assetto Toscana

Con decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di ieri sono stati designati i siti quali Zsc della regione biogeografica mediterranea: la Toscana ha 72 nuove Zone Speciali di Conservazione (Zsc)

Il decreto – così come il resto dei provvedimenti di questo tipo – individua le misure di conservazione dei tipi di habitat naturali; le misure necessarie per evitare il degrado degli habitat e la perturbazione delle specie.

Tali misure di conservazione per le Zsc, o per le loro porzioni ricadenti all’interno di aree naturali protette di rilievo regionale, integrano le misure di salvaguardia e le previsioni normative definite dagli strumenti di regolamentazione e pianificazione esistenti. Tali misure potranno all’occorrenza essere ulteriormente integrate, entro sei mesi dalla data del presente decreto, prevedendo l’integrazione con altri piani di sviluppo e specifiche misure regolamentari, amministrative o contrattuali. Entro la stessa data la Regione Toscana, deve comunicare al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare il soggetto affidatario della gestione di ciascuna Zsc

Così come deve provvedere ad assicurare l’allineamento tra le misure di conservazione e la Banca dati Natura 2000, la rete europea di zone e di aree speciali di conservazione. Con tale strumento l’Ue si propone di salvaguardare le specie e gli habitat maggiormente minacciati all’interno del territorio europeo; un territorio suddiviso in nove regioni biogeografiche (boreale, atlantica, continentale, alpina, mediterranea, macaronesica, steppica, pannonica e la regione del Mar Nero). La suddivisione avviene in base alle caratteristiche ecologiche omogenee. Per esempio l’aspetto più caratteristico dell’ambiente mediterraneo è la sua grande variabilità e ricchezza paesaggistica. Un varietà che deriva dai molteplici fattori che hanno contributo alla sua formazione: la complessità geomorfologica e geologica, la peculiarità storica e climatica, i ripetuti fenomeni di separazione e congiungimento delle masse continentali durante le ere, e l’importanza di alcuni episodi avvenuti durante le ultime ere geologiche.

La regione mediterranea è uno luogo molto ricchi per quanto riguarda la biodiversità. Tutti gli studi biologici sull’area mediterranea, sottolineano il numero elevato di specie endemiche viventi al suo interno. Le ragioni di questa grande diversità e dell’alto tasso di endemismo sono individuate  nella sua posizione geografica (tra l’area boreale euro-asiatica e quella tropicale/subtropicale africana) che facilita la presenza di specie originarie di quasi tutti i conosciuti reami biogeografici. Ma anche nella storia geologica e climatica che ha determinato il susseguirsi e la sovrapposizione di differenti episodi di colonizzazione da parte delle specie e nella sua geomorfologia complessa (molte montagne e isole), dalla varietà del suo clima e dei suoli, che risultano in una vasta varietà di habitat e biotopi.