Che ne sarà del tonno rosso? Lo spiega il Wwf

[7 novembre 2014]

Il prossimo 10 novembre si aprirà a Genova la 19’ riunione straordinaria dell’ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas ). Il WWF invita i delegati presenti all’appuntamento a  prendere decisioni altamente cautelative. Nonostante le recenti buone notizie che dimostrano come lo stock del tonno rosso si stia riprendendo, il WWF mette ancora una volta in evidenza che sussistono delle carenze nel sistema di tracciabilità delle attività di pesca a questa specie, carenze sostanziali che potrebbero consentire la presenza di tonni sul mercato provenienti da pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (descritta con l’acronimo INN).

«Sforzi straordinari sono stati compiuti negli ultimi anni dall’ICCAT e da tutti i portatori di interesse compresi i pescatori, sforzi che  hanno  determinato l’iniziale ripresa dello stock di tonno rosso del Mediterraneo e dell’Atlantico Orientale – dichiara Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia –  Tuttavia, senza un sistema di tracciabilità perfettamente funzionante,  questi  anni di sforzi potrebbero essere messi a repentaglio. Dobbiamo usare la massima cautela.

Un recente studio, commissionato dal  WWF,  riporta che l’attuale certificato di tracciabilità denominato BCD (Bluefin Tuna Catch Document) – il documento che dovrebbe descrivere con precisione la tracciabilità del pescato –  mostra carenze tecniche che rischiano di permettere l’immissione sul mercato di pescato illegale. Lo studio dimostra anche che il certificato BCD dell’ICCAT allo stato attuale non soddisfa del tutto i requisiti minimi richiesti ai sensi del regolamento INN dell’Unione Europea. Il WWF ne richiede, pertanto, l’immediata revisione.

Tutte le azioni messe in atto dall’ICCAT nel recente passato e le prime indicazioni del fatto che lo stock di tonno rosso si stia riprendendo hanno spinto alcuni stakeholders a chiedere che le misure adottate siano messe in discussione riducendone la  severità. Errate interpretazioni del dato scientifico chiedono addirittura incrementi eccessivi di cattura. Se non si agirà con la necessaria cautela si rischia di mettere a repentaglio il trend di recupero dello stock a cui stiamo assistendo».

In vista della prossima riunione il WWF chiede quindi alle parte contraenti dell’ICCAT e a tutta l’industria tonniera di mantenere un approccio cautelativo nella gestione del tonno rosso: non buttiamo quanto abbiamo ottenuto con fatica.

Sintesi della posizione del WWF sul Tonno rosso del Mediterraneo e dell’Atlantico orientale 

  • Modificare il certificato di tracciabilità (BCD- Bluefin Tuna Catch Document) e promuovere tutte le azioni che possano garantire la reale tracciabilità del pescato relativamente ad ogni singolo pesce pescato
  • Mantenere la quota TAC (la quota totale di cattura ammissibile) attorno ai livelli correnti (13500 tonnellate); in caso di incremento (sempre a condizione che sia garantita la tracciabilità totale del pescato come richiesta al punto precedente) questo  deve essere inferiore al 10% e comunque va mantenuta la quota TAC al di sotto della stima più conservativa del Massimo Rendimento Sostenibile (MSY); ad esempio sotto le 20mila tonnellate. Un eventuale aumento dovrà assolutamente essere rivisto in funzione della stima complessiva dello stock  del 2016.

di WWF Italia