Nel deserto di Atacama scoperti dei batteri che potrebbero aiutarci a sconfiggere Aids e resistenza agli antibiotici

La "materia oscura" degli actinobatteri è abbondante nel deserto più estremo del nostro pianeta

[28 novembre 2017]

L’analisi dei suoli del territorio montano del Cerro  Chajnantor, nel deserto di Atacama in Cile, ha rivelato un tesoro di batteri che potenzialmente potrebbero aiutarci a combattere alcune terribili malattie.  I risultati sono stati resi noti nello studio “High altitude, hyper-arid soils of the Central-Andes harbour mega-diverse communities of actinobacteria, pubblicato su Extremophiles  da un team di ricercatori che stanno lavorando a un progetto internazionale e guidato da Juan Asenjo (Universidad de Chile), Alan Bull (Kent University), Michael  Goodfellow  (Newcastle University) e Marcel  Jaspars  (Aberdeen University).

Goodfellow, della School of biology della Newcastle University, spiega cosa ha scoperto il team di ricerca nei campioni prelevati da altezze da 3.000 a 5.000 metri sopra il livello del mare: «Il deserto di Atacama è il bioma non polare più estremo e sulla Terra, per siccità, e considerato il limite estremo della vita e si pensa che sia simile al suolo su Marte. Questo studio si è concentrato sugli actinobatteri in quanto si tratta di specie chiave di volta nei nostri ecosistemi e sono riconosciuti come una fonte ineguagliabile di composti bioattivi. Sorprendentemente, abbiamo scoperto che questo territorio è un deposito straordinario per la  “materia oscura” degli actinobatteri, che comprende in sostanza la stragrande maggioranza di microbi che i microbiologi non sono attualmente in grado di coltivare. È particolarmente interessante che ci sia così tanta “materia oscura” nel suolo del deserto di Atacama, che fino a poco tempo fa si pensava fosse privo di vita. Dopo l’analisi abbiamo scoperto che al 40% degli actinobatteri trovati nei campioni non potevno essere dati nomi noti, dato che non erano mai stati scoperti prima. Questa banca dei semi microbica rappresenta per i programmi di biotecnologia  un’enorme risorsa non sfruttata, specialmente in un’epoca in cui la resistenza agli antibiotici esistenti sta rapidamente diventando una delle principali minacce per la salute globale. La scoperta di nuovi batteri potrebbe potenzialmente essere utilizzata per creare nuovi trattamenti mentre continua il lavoro per affrontare la bomba antibiotica ad orologeria.  È anche degno di nota il fatto che un ceppo di batteri trovato abbia dimostrato di essere un inibitore di un enzima che consente al virus HIV di riprodursi. Questo potrebbe fornire indizi essenziali per lo sviluppo di farmaci anti-HIV»

Il   Territorio del Cerro  Chajnantor delle Ande Centrali è formato da una cupola di lava e fa parte di un grande complesso vulcanico formatosi  sopra uno scudo piroclastico,  un tipo di vulcano le cui vasti versanti sono sono formate dall’accumulo di materiale frammentario  prodotto da potenti fenomeni esplosivi.  Questo paesaggio presenta una combinazione di condizioni ambientali estreme, compresi i più alti livelli al mondo di radiazioni ultraviolette (UV) sulla superficie terrestre.  E i ricercatori dicono che «L’irradiazione UV-B e una serie di caratteristiche uniche del suolo sono risultate molto importanti nel determinare le composizioni delle comunità di batteri nell’area studiata».

Dalla metà degli anni ’70, quando i microbiologi hanno capito che gli ambienti estremi sono in grado di supportare la vita, la ricerca si è sviluppata rapidamente e gli scienziati sono attratti soprattutto dal fatto che i limiti ambientali alla vita sulla terra sono definiti dalla presenza di microrganismi.  Ma gli studi e i dati sulla microbiologia dei suoli montani di alta quota in tutto il mondo sono scarsi e per quelli delle Ande sono disponibili poche informazioni.

Roy Sanderson, docente di modellistica biologica alla stessa università di Newcastle, conclude: «I dati in questo documento sono tra i primi relativi alla microbiologia di deserti molto secchi e altissimi. Forniscono importanti informazioni di base sulla struttura delle comunità di actinobacterial nei terreni. Speriamo che saranno utilizzati come trampolino di lancio per ulteriori ricerche a beneficio di questi territori e delle persone in tutto il mondo».