Alle Hawaii un muro trasparente contro le specie aliene [FOTOGALLERY]

[12 dicembre 2014]

Il Kilauea Point National Wildlife Refuge è stato istituito nel 1985 per conservare e valorizzare le colonie di uccelli marini nidificanti nell’isola di Kaua’i, la più antica geologicamente della Hawaii,  e nel 1988 è stato ampliata per includere le aree di Mōkōlea Point e (Nihokū,. Da pochi giorni è terminata a Crater Hill la costruzione di una recinzione per proteggere una nuova colonia di a’o  (Puffinus newelli – le berte di Newell), una barriera lunga 725 metri e alta circa 2 metri, a prova di specie predatrici e/o invasive introdotte dall’uomo. La barriera si basa interamente su supporti in acciaio inox per resistere all’ambiente marino. I pannelli della recinzione sono realizzati in modo che nemmeno i mammiferi più piccoli, come un topo di 2 giorni di età non possono entrare. La parte superiore della recinzione ha una copertura arcuata che si estende verso l’esterno per evitare che gli animali possono scavalcarla. E’ stata costruita da una società di Honolulu che ha già realizzato un recinto simile a Ka’ena Point.

I partner del progetto sono l’U.S. Fish and Wildlife Service’s Kaua’i National Wildlife Refuge Complex, American Bird Conservancy, Pacific Rim Conservation e l’ Endangered Seabird Recovery Project (un progetto del  Department of Land and Natural Resources Division of Forestry and Wildlife/Pacific Cooperative Studies Unit delle Hawai’i. Gran parte dei fondi sono stati forniti dalla National Fish and Wildlife Foundation.

In poco più di tre ettari il kilauea Point National Wildlife Refuge ospita comunità di piante e animali rari a rischio estinzione e che non si trovano in nessun altro luogo sulla terra e che ora dovrebbero essere al riparo dietro una recinzione trasparente, che per la sua costruzione ha richiesto circa tre mesi di lavoro, che dovrebbe tenere fuori i mammiferi predatori introdotti, tra cui cani, gatti, ratti e top che minacciano specie autoctone, come il rischio di estinzione la nene (Branta sandvicensis – l’oca delle Hawaii) il moli (Phoebastria immutabilis – l’albatross di Laysan) e piante rare che potranno rifiorire in un ambiente protetto. Inoltre, l’assenza di predatori introdotti renderà questa piccola area ripristinato un sito adatto a traslocarci le a’o minacciate e per la reintroduzione di piante autoctone rare.

Al kilauea Point National Wildlife Refuge spiegano che «Questo tipo di recinzione è stata utilizzato con successo in Nuova Zelanda e sull’isola di O’ahu a Ka’ena Point, dove l’esclusione dei predatori ha portato ad un numero record di nascite pulcini di uccelli marini nell’anno immediatamente dopo il completamento del progetto, così come alla colonizzazione naturale dei Black Noddy (Anous minutus – sterna stolida, ndr), una specie di uccelli marini non registrata in precedenza come nidificate ad O’ahu, ora alla sua terza nidificazione. Si spera che i risultati simili possano essere raggiunti a Kaua’i».

Shannon Smith, Shannon Smith ,leader del progetto per l’ U.S. Fish and Wildlife Service, sottolinea che «Aver progettato, fatto le fondamenta e finito la costruzione in due anni è un successo fenomenale ed un risultato incredibile che hanno reso possibile i nostri partner ABC e Pacific Rim Conservation».

Il previsto spostamento all’interno della barriera delle a’o è un aspetto particolarmente importante del progetto. «Abbiamo visto un drammatico declino della popolazione di berte di Newell negli ultimi anni a causa di una serie di questioni, con un calo stimato del 75% negli ultimi 15 anni – ha evidenziato Kaua’i Endangered Seabird Recovery Project – La creazione di una nuova colonia utilizzando recinzioni a prova di predatore è uno strumento di gestione importante per contribuire a invertire questo declino».

Anche secondo George Wallace, vice presidente di American Bird Conservancy, è convinto che «La recinzione predator-proof è una strategia  di conservazione che vedremo sempre più utilizzata nelle Hawaii, dato che stiamo lottando per affrontare la diffusione dei predatori alloctoni sulle grandi isole. Una delle specie che possono trarne particolarmente beneficio è la berta di Newell, minacciata dai predatori non nativi nelle sue aree di nidificazione montane. La creazione di una colonia protetta dai predatori sarà un importante passo avanti nel recupero della specie».

Ora che il recinto è stato completato, è iniziato il lavoro per eradicare i predatori alloctoni dall’area e per ripristinare le piante autoctone. Lo staff dell’area protetta è convinto che le nene ed i moli  che prima nidificavano nell’area ora recintata ne trarranno immediatamente beneficio e che il loro numero sia destinato a salire. Il team ha in programma di utilizzare richiami registrati e, a partire dal 2015,  di  traslocare all’interno del recinto non solo le berte di Newell, ma anche altri uccelli marini minacciati ed in via di estinzione.

Lindsay Young, coordinatrice del progetto per Pacific Rim Conservation, conclude: «Siamo molto entusiasti di partire con la fase del progetto successiva, eliminando i predatori esistenti all’interno della riserva e dando inizio al recupero attivo delle specie autoctone. Ci auguriamo che questo sia il primo di molti progetti».