Nidi di tartarughe marine a Rosignano: il percorso per arrivare alla schiusa a settembre

Il primo nido a 14 metri dalla battigia e il secondo a 9 metri

[23 agosto 2018]

Mentre all’Isola d’Elba sono nate 67 tartarughine e a Montalto di Castro stanotte c’è stata un’altra schiusa con, per ora, 32 esemplari, aumenta l’attesa per la schiusa dei due nidi di Caretta caretta nella spiaggia di Santa Lucia a Castiglioncello, nel comune di Rosignano Marittimo.

Ieri a  Museo di storia naturale di Rosignano Marittimo si è tenuto un seminario organizzato dal Comune con la Regione Toscana, Osservatorio Toscano per le Biodiversità e Arpat che ha fatto il punto sulle caratteristiche della tartaruga marina, in particolare sulle nidificazioni toscane, e ha riportato i dati delle schiuse, con il contributo della Regione, dell’Università di Siena, di Arpat,  di Istituto zooprofilattico sperimentale Lazio e Toscana (sezione di Pisa) e dell’associazione Tartamare.

Aprendo il seminario, il sindaco Alessandro Franchi ha detto: «Siamo davvero felici che la spiaggia di Santa Lucia sia protagonista di un evento eccezionale come due nidificazioni di Caretta caretta, la prima è venuta alla luce proprio in corrispondenza dell’inaugurazione del nuovo Museo di storia naturale di Rosignano, che oggi ospita questo seminario formativo e informativo. Come amministrazione ci mettiamo a disposizione degli enti preposti, di associazioni e cittadini, che già hanno manifestato la volontà di fare turni per sorvegliare i nidi, per supportare e seguire al meglio la nascita delle tartarughe».
In concomitanza con le quattro nidificazioni in Toscana nel 2018 – Rimigliano, le due a Castiglioncello e quella di Straccoligno a Capoliveri –  la Regione, attraverso l’Osservatorio Toscano sulla Biodiversità  ha avviato la campagna informativa “Chi trova un nido trova un tesoro” e spiega che «Chi trova tracce di tartarughe marina infatti può chiamare il numero della Guardia Costiera 1530, attivo h 24, e contribuire a tutelare i nidi e le schiuse, nell’ottica di salvaguardare l’ecosistema regionale».

Cecilia Mancusi di Arpat ha illustrato le prossime tappe per schiusa dei due nidi di Rosignano e ha evidenziato che «Grazie ai quattro nidi si sta scrivendo la casistica della Toscana, dove mancano aneddoti e bibliografia sulle nidificazioni di caretta caretta. La prima fase sarà quella di schiusa, attesa per il primo nido (distante 14 metri dalla battigia) l’8 settembre e per il secondo (9 metri circa dalla battigia) il 20 settembre. In questo periodo sarà garantito un presidio h 24 dei nidi, con turni di 2/3 persone ogni 6 ore. Sarà creato un recinto con transenne e un corridoio sull’arenile fino al mare, sarà misurata la temperatura della sabbia per capire l’avvicinarsi della schiusa. Gli occhi saranno puntati in corrispondenza di ogni camera di deposizione, dove si formerà un piccolo avvallamento in superficie, rivelando che sotto le uova si stanno rompendo. I piccoli, sentendo la temperatura più alta nelle ore notturne (30,1 gradi alle 4, e 29,4 gradi alle 16), inizieranno a scavare per uscire circa entro 24 ore.  Inizierà quindi la fase di monitoraggio delle emersioni – che può durare alcuni giorni – con misurazione delle tartarughine che corrono verso il mare (mediante cordicella metrica posata sul corridoio) e registrazione dei dati di emersione (numero di esemplari, ora di uscita, arrivo al mare). Dopo circa  3 o 4 giorni inizierà l’ultima fase: il nido sarà monitorato per 72 ore e poi ispezionato per controllare se ci sono ancora uova integre, danneggiate o piccoli deceduti; saranno raccolti i dati sulla camera e sui resti delle uova. Tutta la documentazione sarà analizzata per effettuare le indagini genetiche».