Niente aree marine protette in Antartide, Russia e Ucraina (e Cina) non vogliono [VIDEO]

Il terzo fallimento del meeting Ccamlr mette in dubbio la sua efficacia nel proteggere il mare dell’Antartide

[4 novembre 2013]

Ancora troppo poco per proteggere l’Antartide. La coalizione Antarctic Ocean Alliance (Aoa) è arrabbiatissima e ne ha tutte le ragioni: per la terza volta la (Aoa), Commission for the Conservation of Antarctic Marine Living Resources (Ccamlr) ha respinto le proposte di Ue, Usa, Australia e Nuova Zelanda di istituire una grande rete di aree marine protette nell’Oceano che circonda l’Antartide. Secondo Aos la Ccamlr «Ha perso una occasione storica per il uovo veto  da parte della Russia e l’Ucraina per proteggere l’essenziale habitat marino dell’Antartico nel suo meeting annuale ad Hobart, mettendo in discussione la sua capacità di rispettare i propri impegni di conservazione».

Le 24 nazioni  (compresa l’Italia) e l’Ue che compongono la Ccamlr avevano sul tavolo due proposte: una per il  Mare di Ross e l’altra per la regione dell’Antartide Orientale ma, come nel meeting straordinario tenutosi a luglio in Germania, la Russia e l’Ucraina hanno fatto di tutto per bloccare entrambe, mentre la Cina ha ritirato il suo sostegno a quella dell’Antartide Orientale.

Jim Barnes, direttore esecutivo dell’Antarctic and Southern Ocean Coalition (Asoc) sottolinea che «Purtroppo, anche se la maggior parte dei membri della Ccamlr erano pronti ad andare avanti per istituire una significativa protezione marina, la Russia e l’Ucraina, ancora una volta bloccato ogni sforzo per negoziare un risultato. Ci complimentiamo con il duro lavoro svolto negli ultimi tre anni da Stati Uniti, Nuova Zelanda, Australia, Unione europea e Francia per promuovere solide proposte di Aree marine protette antartiche in Antartide».

Le due Aree marine protette erano una proposta di Usa  e Nuova Zelanda per il  Mare di Ross (una Amp  no-take zone di 1.320.000 km2) e una proposta di Australia, Francia e Ue per una rete di Amp nell’Antartide Orioentale che dovrebbe coprire 1,6 milioni di km2.

Secondo Steve Campbell, direttore champagne dell’Aoa, «La questione è se la Ccamlr può adempiere al suo mandato di conservazione  pone un dubbio molto serio, dopo un altro fallimento deludente al meeting di quest’anno. La Ccamlr non fa ciò che deve ancora per un altro anno  e ogni meeting senza designare una protezione marina diminuisce la speranza che la Ccamlr siain grado di soddisfare i suoi impegni più importanti».

Per Farah Obaidullah, di Greenpeace Internationa, «Quello a cui che abbiamo assistito nel corso degli ultimi anni è la costante erosione dello spirito e del mandato della Caamlr di  conservare il nostro ultimo ecosistema oceanico intatto rimasto sulla Terra. Il fallimento di quest’anno denigra la reputazione della Ccamlr ed è sintomatico di una pericolosa tendenza globale,  dove gli interessi delle corporation e politici si sovrappongono qualsiasi autentico sforzo  per proteggere gli oceani per il bene delle generazioni future».

Nell’Oceano Antartico  vivono più di 10.000 specie, tra le quali la maggior parte dei pinguini del mondo, balene, uccelli marini, il calamaro colossale e gli austromerluzzi, che sono l’obiettivo principale dei pescherecci che operano in questa regione ai confini del mondo. L’Oceano meridionale è un’area essenziale per la ricerca scientifica, sia per lo studio del funzionamento di ecosistemi marini intatti, sia per determinare gli effetti del cambiamento climatico globale. Secondo L’Aoa bisogna proteggere almeno il 40% del Southern Ocean per garantirne la salvaguardia.

Yuri Onodera, di Friends of the Earth Japan, ha ricordato che «Molti dei paesi asiatici che hanno interessi  nella pesca nell’Oceano Antartico hanno sostenuto la creazione aree marine protette nelle acque dell’Antartide quindi è una grande delusione che dala Ccamlr non venga nuovamente un accordo. Tutte le nazioni devono capire l’importanza essenziale  della  protezione su larga scala dell’oceano, se vogliamo garantire oceani sani per il nostro futuro collettivo».

Andrea Kavanagh, direttore del progetto Southern Ocean sanctuaries del  Pew Charitable Trusts, è molto deluso: «Questo è un giorno buio non solo per l’Antartide, ma per gli oceani del mondo. Questo è stato il terzo tentativo della comunità internazionale di proteggere alcune delle zone oceaniche più incontaminate della Terra, ma per interesse si è sbarrata la strada ancora una volta. La base scientifica per creare queste riserve è schiacciante. All’ostinato interesse personale di pochi non dovrebbe essere consentito di negare la volontà della maggioranza dei Paesi di tutto il mondo».

Negli ultimi tre anni più di 1,3 milioni di persone in tutto il mondo si sono uniti all’appello globale per un’estesa protezione del mare dell’ Antartide e migliaia di persone hanno firmato petizioni on line,  e si sono rivolti ai loro leader sui social media e per e-mail per chiedere che l’Anartide sia protetta a mare e a terra.

L’Antarctic Ocean Alliance  comunque non demorde e annuncia battaglia: «Continueremo a premere sui Paesi che non vogliono sostenere le aree marine protette nell’Oceano meridionale e saremo presenti al prossimo meeting della Ccamlr ad Hobart nel 2014,  per garantire che la Ccamlr mantenga i suoi impegni di conservazione».

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