No all’importazione di legno illegale: «Il governo applichi il regolamento Ue»

Il governo dopo 9 mesi di inadempienza deve promulgare un decreto con le sanzioni

[13 dicembre 2013]

Wwf, Greenpeace, Terra! e Legambiente denunciano oggi «La mancanza di azioni da parte del governo per fermare il commercio di legno illegale in Italia» e sottolineano che « Dopo 9 mesi dall’entrata in vigore del Regolamento Europeo del Legno, non esiste ancora la normativa italiana di attuazione che tutti gli Stati membri sono obbligati a emanare».

Le 4 associazioni ambientaliste  si riferiscono all’European Union Timber Regulation (Eutr), entrato in vigore nel marzo 2013, che vieta il commercio in Europa di legname e prodotti derivati provenienti da pratiche di taglio illegali, sia da Paesi Ue che extraeuropei ed evidenziano che «L’Italia, come Stato membro, si è impegnata a intervenire con controlli e sanzioni, contribuendo a frenare il processo di deforestazione che sta minacciando le ultime foreste del Pianeta e la loro biodiversità, ma non sta portando avanti questo impegno nella pratica».

In un comunicato congiunto degli ambientalisti si legge: «L’Italia è obbligata a tradurre in decreto un regolamento europeo Ma la mancanza di sanzioni puntuali vanifica tutto, perché nulla poena sine lege. Questo significa concedere il via libera all’importazione e il traffico di legname illegale. Un buco nero per l’intera Unione Europea, ancora più grave se consideriamo che il nostro Paese è uno dei più importanti mercati europei di legnami dal bacino del Congo e dal sudest asiatico, o di legna da ardere dai balcani».

Le associazioni ricordano che «Il mercato del legname è una delle più gravi minacce alla conservazione delle foreste del nostro Pianeta. La Commissione Europea si è assunta l’impegno di ridurre la deforestazione tropicale del 50% entro il 2020 rispetto ai livelli di cinque anni fa. Anche l’Italia deve contribuire a raggiungere questo impegno controllando il mercato italiano, un mercato che a livello mondiale smuove oltre 190 miliardi di dollari l’anno. Il nostro Paese è tra i primi 5 mercati di legname, polpa di cellulosa e carta dell’Unione Europea, uno dei mercati più importanti per legname che proviene dal Gabon, Camerun, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, ma anche dalla Malesia, Indonesia, Russia, Ucraina, Bosnia Herzegovina, tutti Paesi dove sussiste una seria preoccupazione per il taglio illegale delle foreste e la commercializzazione di legname di non ben definita origine. Solo in Africa, la deforestazione illegale sta compromettendo la sopravvivenza di specie come gorilla, bonobo e scimpanzé, e facilitando la penetrazione nelle aree forestali per il bracconaggio agli elefanti».

Per questo le associazioni ambientaliste chiedono insieme al ministero delle politiche agricole alimentari e forestali di «Agire in quanto Autorità Competente dell’Eutr per fermare immediatamente l’immissione in Europa di legname proveniente dal taglio illegale. La Presidenza del Consiglio e i ministri competenti devono promulgare urgentemente un decreto con quelle sanzioni che possano dare finalmente una concreta applicazione alla regolamentazione europea, altrimenti si rischia che il nostro mercato sia letteralmente sommerso da legname di ogni provenienza, sia oggetto di interventi speculativi e diventi sempre più un terreno di gioco per la criminalità organizzata interessata al traffico di qualsiasi merce».