Nominato il commissario del Parco nazionale della Costa teatina. E il Delta del Po?

Legambiente: «La svolta! Quanto prima la definizione del perimetro dell'area protetta»

[7 agosto 2014]

Con la firma del decreto di nomina da parte del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, il governo ha accolto la proposta del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e ha nominato l’ex presidente della Provincia di Pescara Pino De Dominicis come Commissario del Parco nazionale della Costa teatina.

Il sottosegretario all’economia, Giovanni Legnini, che ha seguito  l’iter dell’iniziativa, è soddisfatto: «Si tratta di un risultato molto importate, dopo 13 anni di inerzia, per il futuro del più lungo e pregevole tratto di costa protetto che va da Ortona a San Salvo Adesso il commissario ha tutti i poteri per definire le procedure e i contenuti necessari per la definitiva costituzione di questa area protetta nazionale, completando l’importante lavoro già fatto dai sindaci, dalla Regione e dal ministero dell’Ambiente. Si rafforza, così, anche il modello-Abruzzo dello sviluppo sostenibile. L’istituzione del nuovo parco rappresenterà un passaggio fondamentale per la realizzazione della più lunga pista ciclo-pedonale sulla costa italiana. Si tratta di un progetto che darà impulso allo sviluppo del turismo e rappresenterà un argine contro il rischio petrolizzazione».

Anche per Legambiente Abruzzo «Dopo 13 anni di attesa forse é la volta buona per la costa dei trabocchi». Il governo ha così superato  la situazione di empasse di tutti questi anni, «Ridando credibilità e dignità all’Abruzzo regione verde d’Europa – dicono gli ambientalisti – Con la nomina del Commissario del Parco e la successiva definizione del perimetro dell’area protetta, gli abruzzesi si aspettano quel futuro di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva tanto rimarcato in questi giorni in contrapposizione alla deriva petrolifera».

Secondo il Presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco, «La costa teatina ha tutti i numeri per poter diventare il laboratorio di un nuovo sistema di gestione del territorio, attraverso la valorizzazione e la tutela delle proprie risorse, raccogliendo tutte le più importanti sfide attuali, come le questioni climatiche, l’energia, il consumo di suolo e la gestione dei beni comuni che la globalizzazione e la crisi economica hanno imposto pesantemente a tutti e che attendono faticosamente risposte adeguate. Parliamo di tematiche strategiche che, se ben gestite, e indirizzate nell’ottica della green economy possono determinare gli elementi di forza per la competitività del territorio e garantire reali e buone ricadute occupazionali. Per quanto ci riguarda, – conclude Di Marco – rinnoviamo qui quanto affermato a Vasto nell’incontro organizzato sul Parco da Goletta Verde, e ribadiamo che Legambiente é disponibile a contribuire concretamente alla nascita di quel Parco che sia ambientalmente e socialmente accettabile dalle comunità locali, e che risponda al meglio alla necessaria azione di conservazione della natura e di sviluppo sostenibile di un territorio che, data la sua eccellenza produttiva e paesaggistica, deve consolidare la sua scelta nella green economy e sostenibilità ambientale valorizzate dal parco, altrimenti rischia di essere travolto dalla bad economy».

Il responsabile nazionale aree protette Legambiente, Antonio Nicoletti, conclude: «Adesso, Tocca al Commissario De Dominicis, al quale facciamo i nostri auguri di buon lavoro, operare in maniera coerente con il suo mandato volto a definire il perimetro dell’area protetta, e istituire subito, nelle forme e nei modi che reputa più opportune, quel Tavolo di consultazione che da più parti viene evocato, per giungere alla definizione del perimetro del Parco, secondo criteri tecnici e scientifici codificati da tempo. Inoltre, ci auguriamo venga proposta una zonizzazione con misure provvisorie di salvaguardia messe nero su bianco per passare dalla teoria alla concretezza del Parco. Perimetro, zonizzazione e misure di salvaguardia che mettano ognuno degli attori in campo (politici, amministratori, forze sociali e produttive, cittadini e ambientalisti) davanti alle proprie responsabilità e poter dire con chiarezza cosa pensano del Parco nazionale della costa teatina che deve uscire dal limbo e diventare una cosa concreta».

Ieri, con un dibattito a Marina di Ravenna, Goletta Verde si è occupata di un altro Parco nazionale che non ha mai visto la luce: quello del Delta del Po, ancora diviso in due enti regionali, quello veneto e quello emiliano-romagnolo. Secondo Legambiente «La gestione separata tra i due versanti del Po è una condizione che andrebbe finalmente superata, come si auspica dal 1991, dando vita ad un soggetto unico, capace di rispondere a quelle esigenze di governance unitaria per le moderne necessità di conservazione della biodiversità. Non un ente interregionale, bensì un nuovo Parco nazionale che possa essere ancor più incisivo nelle azioni di protezione degli ecosistemi naturali della più importante zona umida d’Italia, il cui perimetro deve comprendere oltre ai due parchi regionali, anche le zone contigue ed i siti della rete natura 2000 compresi nell’area del delta e non ancora efficacemente protetti».

Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna, ha ricordato che «Ripensare al futuro del delta del Po in maniera organica e propositiva significa in primis puntare su un turismo sostenibile volto alla salvaguardia e alla promozione territoriale. Non è difficile se si persegue fortemente l’unità politica e di governance: solo superando i particolarismi amministrativi si avrà un ente parco forte, in grado di preservare i siti naturali da un lato, e resistere dall’altro alle spinte cementificatrici mai davvero arginate e sempre in atto anche in questi luoghi di bellezza».