Non ce l’ha fatta Ulisse, la tartaruga marina recuperata 5 giorni fa a Favignana

Era rimasta impigliata in un groviglio di nylon e plastica

[17 marzo 2016]

Tartaruga marina Egadi 1

Nonostante le cure amorevoli dello staff dell’Area marina protetta Isole Egadi  e del centro di primo soccorso di Favignana, non è sopravvissuta la tartaruga marina Caretta caretta rinvenuta la mattina del 10 marzo, in gravissime difficoltà, presso Grotta Perciata, sulla costa sud-est di Favignana.

All’Area marina protetta spiegano che «L’esemplare, recuperato dal personale dell’Ufficio locale marittimo di Favignana e del Centro di Primo Soccorso Tartarughe Marine dell’Amp, era stato immediatamente portato presso lo stesso Centro. Si era spiaggiata, imbrigliata atrocemente in un groviglio di nylon e plastica che, attorcigliatosi agli arti anteriori, aveva provocato profonde lesioni. Sin dai primi esami lo staff veterinario del Centro ha accertato che l’esemplare presentava evidenti segni di denutrizione e disidratazione».

L’esemplare di tartaruga, 60 cm di lunghezza e circa 15 anni di età, era stato chiamato Ulisse, e «sin dal primo momento del ricovero presentava un quadro clinico complesso e non era in grado di alimentarsi da solo – dicono all’Amp Isole Egadi – Le lesioni agli arti anteriori, provocate dal nylon, sono risultate molto profonde, con presenza di tessuti già in necrosi e seri danni alla mobilità degli arti. Lo staff di biologi e veterinari ha cercato di ristabilire le basilari funzioni vitali con un’adeguata terapia di supporto e, attraverso medicazioni mirate, di ridurre le lesioni agli arti anteriori al fine di scongiurare una eventuale amputazione. Dopo alcuni timidi segnali di miglioramento, Ulisse è purtroppo deceduto il 15 marzo».

Paolo Arena, responsabile veterinario del Centro di primo soccorso di Favignana sottolinea che «La causa della morte – è da attribuire ad un arresto cardio-circolatorio, verosimilmente a seguito di un fenomeno tromboembolico associato agli imponenti disturbi di circolo ed alla necrosi tissutale».

Secondo l’United Nations environment programme ogni anno finiscono in mare circa 6,4 milioni di tonnellate di spazzatura e tra il 60 e l’80% è costituito da plastiche di varia origine. La cattiva gestione della raccolta, dello smaltimento, del riciclo e del riuso della plastica causa ogni anno la morte di centinaia di uccelli marini, cetacei, pinnipedi e tartarughe marine. «La plastica – ricordano all’Area marina protetta Isole Egadi – può essere scambiata per cibo dagli animali e la sua ingestione causa soffocamento, blocchi intestinali o lesioni spesso mortali all’apparato digerente. Gli organismi marini possono anche, come nel caso di Ulisse, rimanere intrappolati in fibre plastiche, filamenti di lenze o reti abbandonate, che causano lesioni gravissime, strangolamento e anche la morte per l’impossibilità di muoversi e alimentarsi».

Il direttore dell’Amp delle Egadi, Stefano Donati, conclude: «Ulisse è stato ucciso dalla plastica, il killer degli oceani, un problema grave e globale, che può essere affrontato solo con politiche decise  anch’esse a scala globale. Ma a far finire la plastica in mare è l’uomo. Anche i singoli gesti possono cambiare le cose».