Non c’è pace per i lupi. Wwf: «La Regione Toscana chiede di abbatterne 500»

L’assessore Remaschi: sono 500/600 bisognerebbe riportali alla densità ante 2000, pari a circa 100 unità

[12 maggio 2017]

Secondo il Wwf «non c’è pace per i lupi italiani. Come se non bastasse il tentativo di inserire gli abbattimenti all’interno del piano di gestione del lupo, momentaneamente bloccati ma sui quali ancora non c’è stata una decisione definitiva da parte della Conferenza Stato Regioni. Ma mentre la stragrande maggioranza delle Regioni si è espressa contro questo punto la Regione Toscana per bocca del suo assessore Remaschi ha invocato nuovamente la deroga per poter abbattere un numero imprecisato di lupi».

Il Wwf si riferisce a quanto detto da Remaschi il 2 marzo all’audizione della Seconda Commissione consiliare “Sviluppo economico e rurale, cultura, istruzione, formazione” della Regione Toscana, dove l’assessore ha spiegato che «dal 1998 i 100 esemplari di lupo sono divenuti 550-600, i gruppi sono 109, di cui 22 ibridi, oltre ad un numero molto rilevante di erratici. La posizione della Regione Toscana è a favore dell’approvazione del piano, compreso il prelievo, ma altre Regioni hanno posizioni diverse, ritenendo la percentuale del 5 per cento insufficiente a risolvere il problema. Precisa che la purezza del lupo va salvaguardata e le azioni di prevenzione, come la cattura dei cani vaganti (38) e degli ibridi (10), mirano a questo. Per la prevenzione, nel biennio 2014- 2015 sono stati investiti 800.000 euro ma non si può recintare tutta la Toscana. Informa inoltre che il piano di conservazione del lupo è stato predisposto da 70 esperti con studi di 2-3 anni e che la Regione, con una deliberazione, ha inoltrato la richiesta per la notifica degli aiuti di stato per superare la soglia del de minimis. L’intento è quello di fare interventi mirati e selettivi che riportino la densità ante 2000, pari a circa 100 unità».

Per il Wwf si tratta di «una carneficina che andrebbe ad aggiungersi agli oltre 300 lupi che ogni anno vengono uccisi in Italia da bracconieri, bocconi avvelenati o investiti da auto».

Il Panda ricorda  a Remaschi che «i danni possono essere minimizzati con misure di prevenzione ed indennizzo, che nel caso del lupo non sono soggette al regime di de minimis per gli aiuti di stato, come da tempo indicato dall’Europa e che altre Regioni come l’Emilia-Romagna e i Parchi abruzzesi sono riusciti da tempo a mettere in campo programmi efficaci per dotare gli allevatori di misure di prevenzione per minimizzare i danni».

Visto l’annuncio della Toscana, unica Regione ad essersi espressa a favore degli abbattimenti legali,  per il Wwf «diventa ancora più urgente una rapida approvazione del Piano in Conferenza Stato-Regioni con l’esclusione del capitolo sugli abbattimenti dal Piano di gestione del Lupo».

In difesa dei lupi il Wwf ha lanciato la campagna di raccolta fondi Sos Lup/Sos Natura d’Italia, attraverso l’SMS solidale 45524, con varie azioni: «sostegno ai Carabinieri Forestali e alle Guardie volontarie Wwf per contrastare il bracconaggio attraverso l’acquisto di droni e visori infrarossi, il potenziamento dell’attivazione degli sniffer-dog/cani antiveleno, aiuto agli allevatori per coprire i costi di mantenimento dei cani da guardiania, come il Maremmano Abruzzese, che costituiscono uno dei mezzi di difesa più efficaci delle greggi, degli allevatori e del lupo stesso. Perché la convivenza è sempre possibile».