Non chiudete le porte del paradiso di Vallombrosa

Gli studenti scrivono al Magnifico Rettore dell'Università di Firenze. Petizione online

[28 novembre 2018]

Andrea Gennai,  presidente dell’Associazione italiana direttori e funzionari aree protette, (Aidap) e noto volto televisivo di Geo, ha lanciato l’appello/raccolta di firme online “Vi scongiuro: non chiudete il Paradiso!”  per il rinnovo della convenzione del Centro Didattico “Il Paradisino” di Vallombrosa.

Sulla sua pagina Facebook Gennai spiega che «I titolo di questo mio appello è un mezzo trucco per attirare l’attenzione su un problema molto grave non solo per il settore della formazione universitaria delle Scienze Forestali ma anche per il futuro che questo nostro Paese vuole darsi. Dopo un primo allarme dello scorso aprile, quando fui rassicurato e quindi tacqui, ecco che di nuovo gli studenti di Scienze Forestali di Firenze lanciano l’allarme sulla chiusura del Paradisino a Vallombrosa, storico luogo di formazione in bosco per numerosissime generazioni di studenti, tra i quali mi onoro di essere stato. “Si impara più nei boschi che sui libri”, diceva qualcuno, ma allora tutti i protagonisti di questa storia devono fare tutto il possibile per scongiurare che si impedisca ai nostri giovani studenti di imparare nella foresta didattica più importante d’Italia».

Il presidente dell’Aidap si riferisce alla lettera inviata al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Firenze dall’Associazione Universitaria degli Studenti Forestali (Ausf) di Firenze e dai Rappresentanti degli Studenti dei Corsi di Laurea Forestali , in rappresentanza di «tutti gli studenti e non, che hanno a cuore il Centro Didattico “Il Paradisino” dei Corsi di Laurea in Scienze Forestali e Ambientali dell’Università degli Studi di Firenze situato a Vallombrosa».

Gli studenti ricordano che «La storia delle Scienze Forestali affonda le proprie radici nel terreno della foresta di Vallombrosa, cornice storica e di grande fascino, tanto decantata da John Milton (come citato in Paradise Lost). E’ proprio a Vallombrosa che nacque 150 anni fa esatti il primo Regio Istituto Superiore Forestale d’Italia, contribuendo direttamente a formare i migliori forestali del Paese per un lungo periodo di tempo. Ed è ciò che da sempre l’Università di Firenze si è impegnata a fare, rimanendo così una delle sedi d’eccellenza nel settore forestale-ambientale».

Nella lettera viene sottolineato che «La struttura del Paradisino è di proprietà dei Carabinieri Forestali e, tramite convenzione, da decenni è stata utilizzata come sede didattica dall’Università degli Studi di Firenze. L’accordo è scaduto la scorsa primavera e la trattativa per il rinnovo è tuttora in fase di stallo. Ad oggi, nel momento in cui Le scriviamo, nonostante le nostre continue preoccupazioni per la vicenda e le richieste effettuate affinché venga risolta, non è stata ancora presa una decisione definitiva sul futuro di tale struttura, con il risultato di intaccare il regolare svolgimento delle esercitazioni. Il Paradisino riveste un ruolo importantissimo per studenti (dell’Ateneo fiorentino e non solo), ed anche per Istituzioni e professionisti. È luogo di studio e ricerca, di formazione pratica e confronto, offrendo opportunità di crescita, sia culturale che personale, profondamente innovative rispetto alle altre sedi didattiche. Infatti, negli ultimi anni, il Paradisino ha consentito di accrescere la visibilità dei nostri corsi di studio anche a livello internazionale: numerose sono state le collaborazioni didattiche con Università europee, asiatiche ed americane. Inoltre il Paradisino con il secolare sfondo della foresta di Vallombrosa è stato una delle sedi del meeting annuale degli studenti forestali del Sud Europa nel 2016 (SERM 2016) ed è ben conosciuto e apprezzato dai numerosi membri di IFSA – International Forestry Students’ Association – e quindi dagli studenti di tutto il mondo».

Gli studenti aggiungono: «Come le radici degli alberi instaurano tra loro connessioni nel suolo, impercettibili dalla superficie, il Paradisino è divenuto nel tempo quel terreno fertile per la nascita di legami e forze invisibili a un osservatore esterno e distratto, ma fondamenta imprescindibili da preservare e su cui continuare acostruire lo sviluppo della cultura forestale e ambientale del nostro Paese, che oggi come non mai ha bisogno di esperti ben formati e in grado di provvedere alla tutela e alla corretta gestione dell’immenso patrimonio verde. I recenti disastri ambientali verificatisi in tutt’Italia sono solo la puntuale conferma di quanto siano grandi e complesse le sfide presenti e future. Siamo certi che Lei sia ben consapevole di quanto Le stiamo comunicando. Noi Studenti siamo orgogliosi dei nostri Corsi di Laurea Forestali, sia delle lezioni tenute in Sede Universitaria sia delle numerose attività formative ed esercitazioni pratiche svolte sul campo. Non lasci che le porte del Paradisino vengano chiuse, permettendo così che si perdano le competenze e l’identità che ci contraddistinguono. I forestali di ieri, oggi e domani sanno bene che le conoscenze derivate dall’attività pratica non sono un frivolo e inconsistente additivo rispetto a quelle teoriche apprese in aula, bensì parte integrante e assolutamente indispensabile per formare i futuri professionisti. È importante sottolineare come la presenza delle esercitazioni svolte al Paradisino, con frequenza costante e certa, all’interno del piano didattico-formativo dell’Università di Firenze aumenta indubbiamente sia la qualità del nostro Corso di Studi sia la credibilità dell’Università di Firenze. Questo è constatabile osservando l’indice di iscritti alla Scuola di Scienze Forestali e Ambientali di Firenze. Sono tanti infatti gli studenti provenienti da altre Regioni dove è comunque presente il medesimo Corso di Laurea. Siamo certi che sarà fatto tutto il possibile per poter continuare a beneficiare di tale struttura e di tutti quei valori che “Il Paradisino” apporta non solo ai Corsi di Laurea Forestali, ma all’intero Ateneo fiorentino. Siamo pertanto convinti riguardo la Sua sensibilità nei confronti di un tema tanto delicato e a cuore a tutto il mondo forestale. Inoltre, è bene tener presente che, giunti a questo punto, è quanto mai prioritario trovare una soluzione sostenibile ed in tempi accettabili al fine di garantire il corretto svolgimento delle attività didattiche e di ricerca a cui facciamo riferimento in questa lettera, evitando che un secolo e mezzo di Storia e Cultura Forestale spariscano per sempre. Da parte nostra c’è la piena collaborazione e fermezza nel voler risolvere la questione il prima possibile».

Gennai conclude così il suo appello: «Sono fiducioso che l’Università di Firenze col suo Magnifico Rettore così come i vertici dei Carabinieri Forestali, proprietari/gestori della struttura e primi beneficiari di quella importantissima formazione, troveranno al più presto la soluzione necessaria a mettere a norma l’edificio e riaprire le esercitazioni estive al Paradisino, risolvendo una situazione in cui non ci si sarebbe nemmeno dovuti trovare. Non è una opportunità ma una assoluta necessità; va fatto e va fatto subito! Lo dobbiamo ai nostri giovani, alle nostre foreste, alla nostra storia ed al nostro Paese. Con la formazione di qualità non si scherza e mi tremano le mani anche solo a scrivere questo appello, pensando al dramma di una mancata soluzione».