Nei globicefali e negli altri cetacei concentrazioni di inquinanti pericolose

Non mangiate carne di balena, fa male alla salute. La denuncia del medico delle isole Fær Øer

La carne di cetaceo può provocare Parkinson, ipertensione, arteriosclerosi e carenze cognitive

[18 ottobre 2016]

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Nonostante un divieto di cacciare le balene dell’International whaling commission risalga a 30 anni fa, Giappone, Norvegia, Islanda  continuano ad aggirare il bando sulla caccia commerciale alle balene e atri territori autonomi danesi, la Groenlandia e le isole Fær Øer, e il governo russo in Siberia consentono la caccia per il consumo locale che alle Fær Øer si trasforma nella strage iniziatica di globicefali che  insanguina il mare della capitale Tórshavn e orripila il mondo.

Seondo Humane society international (Hsi), dal 1986 a oggi la caccia “scientifica” o tradizionale” dei cetacei ha eliminato dalla faccia del pianeta almeno 40.000 balene e la loro carne viene consumata e addirittura venduta nei supermercati.

Al prossimo summit dell’Iwc che inizia il 20 ottobre in Slovenia, le associazioni ambientaliste si batteranno nuovamente perché il Giappone abbandoni la farsa della “caccia scientifica” e la smetta con la caccia costiera ai delfini.  Kity Block, la vice residente dell’Hsi, dice che «Queste scappatoie continuano ad essere sfruttate anche dall’Islanda e dalla Norvegia per uccidere le balene a scopo di lucro. Il mondo ha in gran parte abbandonato l’uccisione delle balene e ora la maggior parte del lavoro dell’Iwc riguarda giustamente la protezione delle balene, quindi si aspetta da tempo che questi i tre Paesi si uniscano  al resto della comunità internazionale nella protezione e conservazione di questi animali maestosi».

Un aiuto inaspettato potrebbe venire proprio dalle remote isole Fær Øer: Whale and dolphin conservation ha reso noto che Pal Weihe , responsabile del Dipartimento di medicina del lavoro e salute pubblica dell’arcipelago associato alla Danimarca, ha contraddetto il parere del governo autonomo di Tórshavn e ha ribadito il suo monito agli isolani a non mangiare carne di cetacei.

E’ noto che nei cetacei si accumulano alti livelli di sostanze inquinanti come il mercurio, PCB  i bifenili policlorurati (Pcb) e  i composti perfluorurati (Pcf)  che poi passano direttamente a chi si ciba della loro carne.

Dal 1984, Weihe ha studiato gli effetti del consumo di carne di globicefali su più di  2.300 bambini delle Fær Øer e sulle loro madri e ha concluso che «I contaminanti nella carne di e nel grasso dei cetacei aumentano il rischio di sviluppare la malattia di Parkinson, l’ipertensione, l’arteriosclerosi  e anche le carenze cognitive nei bambini con l’esposizione prenatale al metilmercurio».

Nel 2011 il governo delle  Fær Øer sostenne  che un adulto dovrebbe mangiare un padsto a base di carne e grasso di globicfali al mese, ma  Weihe  ribatte che «I medici delle isole Fær Øer raccomandano a tutti di non mangiare carne di globicefal».

Negli ultimi anni nelle Fær Øer sono stati uccisi barbaramente migliaia di globicefali  che vengono circondati dalle barche e spinti a riva, dove vengono arpinati con ganci metallici direttamente negli sfiatatoi, tirati in secca e squartati a coltellate. Ripetendo così un sanguinario rito di iniziazione dei giovani maschi delle Fær Øer . Una mattanza che non risparmia nemmeno altre specie di odontoceti, come  i tursiopi, i lagenorinchi  acuti  e i rari iperodonti settentrionali, anche loro macellati per finire sulle tavole isolane.

Weihe non sembra aver  niente contro la “tradizione” anacronistica della sua gente, passata dalla povertà che la giustificavba a una ricchezza invidiabile che la rende intollerabile, ma avverte «L’inquinamento silenzioso degli oceani finirà un giorno fino sulla tavola da pranzo in alcune comunità e i nostri bambini ne stanno pagando il prezzo».

Insomma il sanguinario rito iniziatico delle Fær Øer rischia fa crescere giovani malati