Non si uccidono così le Dune di Lacona

Le Dune protette calpestate e sporcate durante un festival cinematografico

[27 luglio 2017]

Stamattina,  appena arrivati sulle Dune di Lacona alle 9,00  una dei volontari di Legambiente che gestiscono il punto informativo in pineta  hanno fatto un sopralluogo  sulla spiaggia per controllare eventuali danni alle dune, cosa che l’associazione ambientalista temeva che ci sarebbero stati a causa dell’autorizzazione a svolgere il film festival la notte prima.

Quello che è emersa  è una situazione davvero insostenibile in una Zona B del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, in parte acquistata dallo stesso Ente Parco e “recintata” grazie a un Programma Life dell’Unione europea che ha finanziato la protezione e il recupero dell’ultimo ambiente dunale di una certa consistenza dell’Arcipelago Toscano. Una zona sottratta al degrado e agli abusi grazie alla lotta degli elbani e degli ambientalisti.  Infatti, le dune, teoricamente non percorribili e dove i gigli di mare sono in piena fioritura, erano state abbondantemente calpestate durante la notte, come dimostrano le impronte umane visibili dappertutto nella zona protetta più vicina alla spiaggia. Inoltre all’interno dell’area dunale erano sparsi volantini e abbondavano i mozziconi di sigarette spenti nella sabbia  all’interno e sopra il cordone di contenimento in juta della duna.

I bagnanti hanno segnalato a Legambiente che i tre gazebi montati dagli organizzatori del festival cinematografico proprio a  ridosso del cordone  erano stati lasciati in maniera molto disordinata. I sacchi della spazzatura erano aperti e i rifiuti riversati a  terra volavano ovunque in balia del vento. Sul retro, sopra i cordoni molti  mozziconi, fazzoletti e  plastica.

Mentre scriviamo la spiaggia si sta riempendo di bagnanti e i rifiuti sono ancora lì, tranne i mozziconi che sono stati rimossi dalla volontaria di Legambiente.

Che autorizzare una manifestazione notturna di questo tipo, con una postazione che vende alcolici, proprio di fronte a un ambiente così delicato, senza nessun tipo di controllo, portasse a una situazione del genere era  prevedibile  e fa molta rabbia veder vanificato in questo modo in una notte il lavoro di Legambiente e del Parco Nazionale.

Ribadiamo che rilasciare un permesso  per un evento simile in zona protetta è paradossale e invitiamo il Parco Nazionale a chiedere conto, anche economicamente,  agli organizzatori  dei danni provocati e delle eventuali violazioni delle norme di comportamento concordate con lo stesso Parco.  Chiediamo anche che il Parco, che è nell’evidente impossibilità di sorvegliare lo svolgimento della manifestazione, per salvaguardare l’integrità di un habitat che ha deciso di tutelare, valuti l’immediata sospensione del festival che ha provocato l’invasione delle Dune, visto che agli organizzatori dell’evento tutto questo non sembra interessare.