Non solo mare: la microplastica minaccia anche il Lago di Garda

[8 ottobre 2013]

Un team di ricercatori tedeschi della Technische Universität München  e dell’università di Bayreuth  ha pubblicato su  Current Biology lo studio “Contamination of beach sediments of a subalpine lake with microplastic particles”, nel quale sottolineano che «I rifiuti di plastica sono una crescente preoccupazione per gli ecosistemi marini.  Le particelle di plastica galleggianti si accumulano negli habitat pelagici mentre i detriti non galleggianti  si accumulano  sul fondo del mare e nei sedimenti della spiaggia, rappresentando rischi per le rispettive comunità.  Le particelle di microplastica ( <5 mm) vengono introdotte  direttamente tramite lo scarico delle acque reflue o si formano per  biofouling ed abrasione meccanica, rendendoli più inclini al consumo a parte degli organismi acquatici.

Di conseguenza, possono accumularsi agli alti livelli trofici. E’ stata dimostrata una varietà di effetti nocivi delle sostanze chimiche nella plastica . Inoltre, i detriti di plastica possono fungere da vettore per le specie aliene  e le malattie. Una gran parte dei rifiuti di plastica è prodotta onshore e raggiunge l’ambiente marino, che è considerato il principale dissipatore di detriti di plastica»

Ma il team tedesco sottolinea che «C’è una notevole mancanza di conoscenze sulla contaminazione degli ecosistemi d’acqua dolce con i detriti di plastica», e lo studio dimostra proprio che anche gli ecosistemi d’acqua dolce,  almeno temporaneamente, subiscono gli effetti delle microplastiche .

I ricercatori hanno infatti trovato concentrazioni significative di microplastiche nel Lago di Garda, con livelli di concentrazione simili a quelli trovati nei sedimenti delle spiagge marine e sono molto preoccupati perché  queste minuscole particelle di plastica si stanno accumulando nelle specie d’acqua, entrando probabilmente nella catena alimentare .

Sulla riva nord del Lago di Garda  i ricercatori hanno trovato circa 1.000 particelle più grandi per m2 e 450 particelle di micro-plastica nella stessa area. «Siamo stati sorpresi  – sottolinea il principale autore dello studio, Christian Laforsch del dipartimento di biologia animale dell’università di Bayreuth – Abbiamo quantità simili di particelle di plastica nel sedimento dell’ecosistema del lago come quelle che troviamo negli ecosistemi marini».

Le sostanze chimiche presenti nella plastica possono essere velenose e danneggiare i sistemi endocrini e possono anche trasportare inquinanti organici pericolosi in ambienti puliti, come laghi.

Precedenti ricerche sui pesci e altre creature marine hanno dimostrato che queste specie tendono ad accumulare frammenti di plastica molto piccoli nei loro tessuti, Laforsch teme che questo stia accadendo anche nel lago di Garda e altrove: «Quello che dimostriamo è che i filtratori e gli organismi chi si alimentano di sedimenti e che si nutrono dello strato superficiale del lago, ingeriscono tutti particelle di plastica particelle scambiandole per cibo. Ci potrebbero essere conseguenze quando queste colpiscono il sistema ormonale, potrebbero diventare sterili per esempio. Potrebbe anche essere, che quando i pesci si nutrono di questi organismi  accumulano queste particelle anche nel loro tessuto».

Il problema, spiegano i ricercatori, non è ovviamente prodotto dalla plastica in sé, ma dal cattivo uso dei materiali plastici da parte degli esseri umani. Oltre agli sport acquatici ed alle imbarcazioni per il turismo e da pesca, le principali fonti di rifiuti che entrano lago di Garda sono rifiuti e detriti di prodotti di plastica che potrebbero provenire da discariche. Quindi il problema della chiusura del ciclo dei rifiuti plastici, dalla raccolta al riciclo, è più che evidente.

Gli scienziati tedeschi sono anche preoccupati per la scoperta che notevoli quantità di plastica in ambienti lacustri potrebbe avere implicazioni per le popolazioni umane,  dato che le acque dei laghi vengono spesso utilizzati per bere e per l’agricoltura e sostengono che «Come nei mari, l’inquinamento da plastica è probabile che sia molto diffuso nei corpi d’acqua dolce. Non c’è nulla di particolare nel  Lago di Garda – conclude Laforsch – Stiamo facendo test in Baviera e sembra praticamente la stessa cosa. Si tratta, credo, di un problema di tutta l’Europa e forse di tutto il mondo».