Non toccate i piccoli di capriolo (e gli altri cuccioli)

Le raccomandazioni del Parco Nazionale dei Monti Sibillini

[18 maggio 2016]

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Negli ultimi giorni sono stati consegnati al Corpo Forestale dello Stato di stanza nel Parco Nazionale del Parco dei Monti Sibillini tre piccoli di capriolo. «Purtroppo – dicono al Parco – sarà difficile tentare un loro reinserimento in natura e saranno destinati a vivere in cattività».

A maggio la natura è nel suo pieno risveglio primaverile e molti animali selvatici sono nel massimo delle loro attività riproduttive. In particolare, questo è il periodo in cui molti ungulati selvatici (camoscio, capriolo e cervo) partoriscono la loro prole che gli escursionisti possono talvolta trovare tranquillamente adagiata e nascosta nella vegetazione di campi, radure o in boschi (capriolo e cervo). Questo è il consueto comportamento dei primi giorni dopo il parto, che la natura, nel corso di millenni, ha “premiato” in queste specie. I piccoli, infatti, in questo modo rimangono invisibili ai predatori. Le madri, per proteggerli, non stanno loro vicini, evitando in questo modo che la loro presenza possa attirare i predatori, ma a cadenze regolari li raggiungono per allattarli. Un comportamento simile, ma in questo caso in specie molto diverse, è mantenuto dalla lepre e da molte specie di rapaci notturni.

Come ogni anno il Parco Nazionale del Parco dei Monti Sibillini ricorda quanto sia fondamentale sapere come comportarsi di fronte ad un nuovo nato e richiama l’attenzione dei frequentatori della natura ricordando loro di: «non toccare, non accarezzare e non raccogliere i piccoli di questi animali, pensando che possano essere abbandonati. Infatti se questi non sono feriti o in evidente difficoltà, anche una sola carezza trasferisce su di loro odori che le loro madri potrebbero percepire come una minaccia, ponendo il piccolo nella effettiva probabilità che venga realmente abbandonato».

Altrettanta cura devono avere agricoltori o chi a vario titolo sfalci erba o fieno: «prima delle attività sarebbe opportuno percorrere a piedi in particolare i bordi dei campi (fra il campo e il bosco) in modo di verificare che non siano presenti piccoli di queste specie. Nel caso in cui vengano rinvenuti piccoli, e qualora non sia possibile rimandare l’attività di qualche giorno, questi animaletti possono essere raccolti delicatamente con guanti adeguatamente strofinati su erba e terra, e spostati di pochi metri in luogo sicuro».