Quando la destra anti-immigrati è costretta ad ammettere che gli immigrati sono necessari

Norvegia, governo di destra si “allarga” e diventa più ambientalista (e antiproibizionista)

Un programma che in Italia sarebbe di sinistra. Ma Wwf e laburisti fanno notare molte contraddizioni

[15 gennaio 2018]

Nel  governo di minoranza di destra della Norvegia composto da Høyre (Destra) e Fremskrittspartiet (Partito del progresso . destra populista) è entrata la Venstre, che tradotto letteramente significa “Sinistra” ma che è  in realtà un piccolo Partito di centrodestra – il più vecchio della Norvegia – che si definisce social-liberale e che però ha un programma ambientalista che punta a proteggere l’ambiente e grandi aree naturali dall’industria petrolifera e gasiera.

La destra norvegese –  tornata al potere nel settembre 2017 dopo una risicata vittoria sui Laburisti  – e che mette insieme i conservatori dell’ Høyre della premier Erna Solberg e i populisti anti-immigrazione del Fremskrittspartiet si rafforza aprendo ai liberali e sottoscrivendo una nuova piattaforma governativa “blu-verde” stilata in un tour de force di trattative durate una decina di giorni che la Solberg ha riassunto così: «La temperatura è aumentata, ma l’atmosfera è stata generalmente buona».

Dopo aver firmato l’accordo insieme alla Solberg e al capo del Fremskrittspartiet Siv Jensen, la leader della Venstre, Trine Skei Grande, ha confermato: «Inizia il lavoro per portare la Norvegia in una direzione più verde e più socio-liberista. Sono orgoglioso di guidare un partito che si assume le responsabilità per le generazioni future, prendendosi cura della natura, dando a tutti i bambini opportunità di successo nella vita, che creeranno il business e l’occupazione del futuro. Voglio che la Norvegia abbia un governo che si assuma  la responsabilità».

La Venstre sottolinea quattro punti dell’accordo frutto delle sue richieste: Lofoten, Vesterålen, Senja, Jan Mayen, banchisa glaciale, Skagerak e Mørefeltene vengono tenuti fuori dalle attività petrolifere durante tutto il periodo dell’accordo di governo; Aiuti e più permessi dal lavoro per le famiglie a basso reddito con figli alle scuole materne; riforma su uso e vendita di droghe secondo il modello del Portogallo (cioè completa liberalizzazione); più persone nel mondo del lavoro e più integrate nella società norvegese.

La Skei Grande riassume: «Sono molto lieta di poter dire che la dichiarazione governativa che abbiamo negoziato è una piattaforma che renderà la Norvegia un Paese più verde, dinamico e socio liberale».

L’accordo del nuovo governo H-Frp-V evidenzia che le tre maggiori sfide che la ricchissima Norvegia deve affrontare e risolvere sono: la riconversione dell’economia norvegese, il rispetto degli impegni climatici presi dal Paese e la creazione di una vita lavorativa più inclusiva. «Inoltre – assicurano alla Venstre – il governo assicurerà buoni sistemi di welfare, ridurrà la povertà, specialmente tra le famiglie con bambini, e attuerà un aumento dell’integrazione» e la Grande aggiunge: «La Norvegia e il mondo affrontano sfide importanti. Ma abbiamo anche le migliori opportunità per risolverle. Poi abbiamo bisogno di qualcuno che si assuma responsabilità e leadership, politici che sappiano cosa vogliono e che quale lavoro sono disposti a fare per raggiungere i nostri obiettivi. Significa che ci assumeremo la responsabilità che tutti coloro che vivono e in Norvegia abbiano una buona vita e per garantire che tutti i bambini abbiano un’educazione sana e sicura. Ciò significa che dobbiamo prenderci cura dell’ambiente e tagliare le emissioni in tutti i settori della società. Ciò significa che dovrai decidere come vivere la tua vita, indipendentemente da dove ti trovi e dal Paese in cui vivevi e da dove vieni. Ciò significa che ci prenderemo cura delle persone che arrivano in Norvegia per aiutarle a crearsi un futuro qui, con un lavoro da svolgere e l’opportunità di partecipare alle nostre comunità».  Che in un governo che è formato da Partiti che avevano promesso l’innalzamento di un muro contro i migranti e fatto intravvedere la possibilità di una loro cacciata è praticamente uno sconvolgimento politico. Infatti le misure per la famiglia “povere” sono in gran parte pensate per gli immigrati e anche la politica sul lavoro apre a nuovi permessi. Insomma, la destra anti-immigrati è stata costretta ad ammettere che per far funzionare la ricca e sempre più anziana Norvegia ci vogliono gli immigrati.

Vista dalla nostra canagliesca campagna elettorale la piattaforma di governo della destra norvegese su ambiente, lavoro e droghe sembra un programma di estrema sinistra… E pensare che la Lega di Salvini e la destra varia esultarono – con il loro solito provincialismo ignorante – per il successo elettorale dei populisti del Fremskrittspartiet.

Il deputato della Venstre Ola Elvestuen, che hanno partecipato ai negoziati, tira le somme dell’accordo tra i tre partiti borghesi: «Non c’è dubbio che questa è una piattaforma con un profilo climatico e civile forte. Risolveremo le nostre sfide climatiche in collaborazione con l’industria e con la cooperazione internazionale con l’UE, perché è l’unico modo per riuscirci, Per quanto possibile, taglieremo i gas serra a casa nostra, i benefit per le auto elettriche vengono mantenuti e la creazione di un impianto di stoccaggio di CO2 in Norvegia potrebbe essere particolarmente importante nella politica climatica. Ora si tratta di attuare le misure necessarie per raggiungere i nostri obiettivi. La Venstre ha un’opportunità di gran lunga migliore di attuare concretamente la politica entrando in un nuovo governo».

Karoline Andaur del Wwf Norge  ammette che la piattaforma del nuovo governo rappresenta una svolta verde, ma fa notare che «La politica petrolifera e del gas approvata da Høyre, Fremskrittspartiet e  Venstre destano serie preoccupazioni».

In sintesi, il Wwf ritiene che «I Partiti governativi mostrino una volontà molto più grande di prima di conservare la natura, sia a livello internazionale che in Norvegia. Ma come affermato dalla piattaforma governativa, le tre parti non aggiungeranno alla politica petrolifera norvegese i cambiamenti che sono necessari per fermare il cambiamento climatico e cambiare l’economia norvegese. Le emissioni di gas serra norvegesi vanno male e in tutto il mondo si registra un drammatico declino della natura. Secondo il Living Planet Report del Wwf Dal 1970, lo stock globale di animali selvatici  si è già ridotto del 58%. Il governo ha una grande responsabilità per invertire lo sviluppo negativo per natura e clima».

La Andaur. ammonisce «E’ un brutto momento. Se vogliamo fermare i pericolosi cambiamenti climatici e prenderci cura della natura sulla terra, nei prossimi anni il governo dovrà raggiungere risultati molto più forti di quello che abbiamo visto fino».  Stiamo parlando di un Paese le cui politiche climatiche e ambientali a livello internazionale rendono meschine quelle dell’Italia…

Ad esempio, la nuova piattaforma di governo blu-verde ha l’obiettivo di istituire aree protette nel 10% delle foreste norvegesi, lavorando per raggiungere gli obiettivi di Aichi per la conservazione della natura e per consentire la sopravvivenza di  popolazioni vitali di lupo, lince, ghiottone, orso e aquila reale, interrompendo anche il piano di abbattimento dei lupi. La nuova piattaforma di governo prevede anche una maggiore protezione della vita marina con l’ampliamento delle aree marine protette, Wwf Norge evidenzia che «Per raggiungere questi obiettivi, è necessario un cambiamento della gestione della natura norvegese in corso. Negli ultimi anni si è verificato un drammatico peggioramento della natura norvegese e un indebolimento della gestione della natura» e la Andaur aggiunge: «Con questi obiettivi, ci aspettiamo che il governo intraprenda uno sforzo completamente diverso nella conservazione della natura, rispetto a quello che abbiamo visto con il governo di Høyre e Fremskrittspartiet».

Il Wwf fa notare che, nonostante il divieto di tivellazioni offshore nelle Lofoten, Vesterålen, Senja, Jan Mayen, banchisa, Skagerak o Mørefeltene, i tre Partiti del centro-destra si sono accordati per espandere le attuali concessioni petrolifere con una serie di nuove licenze e per proseguire ‘esplorazione e l’acquisizione di conoscenza in nuove aree: «Questo è molto preoccupante. Da un lato, il governo riconosce che dobbiamo allontanarci dal petrolio e dal gas, ma d’altro canto, i tre Partiti continueranno la politica del petrolio e del gas come prima. Non è coerente ed è insostenibile, sia per il clima che per le prospettive dell’economia norvegese» conclude la Andaur.

Il leader dell’Arbeiderparti,Jonas Gahr Støre, si è congratulato con  Høyre, FrP e Venstre per aver raggiunto l’accordo sulla piattaforma governativa. Il capo dell’opposizione laburista giudica positivi gli impegni per aumentare gli agenti di polizia e i permessi di soggiorno per rifugiati e migranti, ma dice che «La piattaforma è caratterizzata da molte formulazioni non vincolanti che possono indebolirne l’attuazione».

L’attacco di Støre si concentra sulle scelte economiche del nuovo governo blu-verde: «E’ chiaro che ci sono tre Partiti di destra che hanno concordato su uno sviluppo sociale che va nella direzione di continui tagli fiscali, maggiore competitività e privatizzazioni in diverse aree di welfare e indebolimento dei diritti per i lavoratori. Questo, per il partito laburista, significa che si va nella direzione sbagliata, che ci porterà a una Norvegia più ingiusta».

Støre è particolarmente preoccupato per la politica sul lavoro, con il blocco sia della detrazione sindacale che della partecipazione dello Stato allo schema AFP, con l’aumento del lavoro precario e nei giorni festivi.

Il leader laburista conclude: «La piattaforma non contiene neppure una nuova politica per le imprese e gli investimenti mirati nelle industrie marine e nelle industrie sanitarie sono troppo limitati laddove la Norvegia ha buone opportunità di creare più posti di lavoro. Per la salute e la scuola non vediamo un impegno chiaro, anche se sappiamo quali grandi sfide dovremo affrontare, con un numero crescente di anziani e per attuare la legge sull’insegnamento adottata».