Nuova alga invasiva australiana scoperta nel canale di Sicilia

L’effetto di questa nuova introduzione sull’ecologia dell’ambiente è ancora ignoto

[3 giugno 2013]

Lungo le coste della Sicilia meridionale è stata scoperta una nuova alga invasiva australiana, la Caulerpa disticophylla. Allo studio Identity and origin of a slender Caulerpa taxifolia strain introduced into the Mediterranean Sea pubblicato su “Botanica Marina”, hanno partecipato Davide Campo e Antonino Duchi del Centro di educazione ambientale (Cea) Donnalucata di Legambiente;  Gabriele Procaccini, Dorris N. Jongma, Emanuela Dattolo e Daniela D’Esposito della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli; gli australiani Peter Grewe del Marine and atmospheric research di Hobart, John Huisman della School of biological sciences and biotechnology della Murdoch University;   Marc Verlaque della Aix-Marseille University e Mehmet B. Yokes della Halic University di Istanbul. Il team internazionale che ha condotto una complessa serie di analisi genetiche e morfologiche per l’identificazione dell’organismo vegetale.

Il team di ricercatori scrive su Biologia Marina: «Sulla base di studi morfologici e molecolari, abbiamo identificato l’alga verde endemica australiana nota come Caulerpa distichophylla lungo le coste della Sicilia (Italia, Mar Mediterraneo). L’esile Caulerpa precedentemente segnalata come C. taxifolia dalla Turchia sud-orientale (Golfo di Alessandretta), appartiene anche alla C. distichophylla . Morfologicamente, C. distichophylla si differenzia nettamente da C. taxifolia nel suo tallo sottile e per la mancanza di grandi pilastri rizoidali. Tuttavia, i dati genetici non forniscono la prova indiscutibile che le specie sono distinte».

Secondo i ricercatori « La nuova combinazione Caulerpa taxifolia var. distichophylla propone quindi che le  popolazioni di popolazioni di C. taxifolia var.distichophylla del Mediterraneo occidentale e orientale siano probabilmente il risultato di eventi introduzione dal sud-ovest dell’Australia. Anche se il vettore delle introduzioni primarie rimane sconosciuto (commercio per gli acquari o trasporto), il traffico marittimo sembra essere il probabile vettore della dispersione secondaria. C. taxifolia var.distichophylla è strettamente legata alla  C. taxifolia, quindi ci si può aspettare che si verifichi l’incrocio con gli altri ceppi di C.taxifolia  nel Mediterraneo». .

Duchi, che è presidente del circolo Legambiente Il Carrubo di Ragusa e coordinatore del Cea, spiega: «Abbiamo riscontrato quest’alga aliena, per la prima volta in Sicilia, nell’ambito delle attività del Cea e coinvolto immediatamente la Stazione Zoologica. Da qui è partito il progetto di ricerca e  il percorso d’indagine internazionale».

Lo studio conferma ancora una volta i cambiamenti biologici in corso nel nostro mare e quanto rischiose siano le intensissime attività di traffico navale nel Mediterraneo.

Campo, biologo del Cea Legambiente di Donnalucata , sottolinea che «Le indagini hanno evidenziato come l’alga sia diversa dalla Caulerpa taxifolia già segnalata in altre aree mediterranee e corrisponda invece alla Caulerpa disticophylla australiana, probabilmente arrivata tramite le acque di sentina delle navi, come indica anche il suo riscontro in un’area della Turchia dove è presente un intenso traffico di petroliere».

L’effetto di questa nuova introduzione sull’ecologia degli ambienti del Canale di Sicilia è ancora ignoto, ed è oggetto di un’ulteriore ricerca finanziata dall’Assessorato alla pesca della Regione Sicilia e commissionato ad Arpa Sicilia, Ispra e Cnr.