Una nuova partnership vuole sequenziare il genoma di tutta la vita sulla terra

Una bioeconomia inclusiva per bloccare il valore della natura e combattere biopirateria e perdita di habitat

[24 gennaio 2018]

Al  World Economic Forum (Wef) in corso a Davos è  stata annunciata un’ambiziosa partnership per sequenziare il DNA di tutta la vita sulla Terra e creare una bioeconomia inclusiva, come parte della sua Quarta rivoluzione industria per l’Earth Initiative. Il progetto Earth Bio-Genome (Ebp) riguarderà tutte le piante, gli animali e gli organismi unicellulari sulla Terra – le specie eucariotiche – una cosa ora possibile grazie al calo esponenziale dei costi del sequenziamento genomico. Gli obiettivi dell’Ebp sono condivisi e sostenuti da alcuni dei centri di ricerca e delle università più famosi del mondo: Smithsonian Institution, Beijing Genomics Institute, Wellcome Trust Sanger Institute, Royal Botanical Gardens São Paulo Research Foundation e Dipartimento dell’agricoltura Usa,

Nel frattempo, la Earth Bank of Codes (Ebc) punta a rendere le risorse biologiche e biomimetiche della natura accessibili agli innovatori di tutto il mondo, affrontando anche il problema  della bio-pirateria e garantendo un’equa condivisione dei benefici commerciali.

L’annuncio fatto ieri a Davos  fa seguito  al documento “Biological annihilation via the ongoing sixth mass extinction signaled by vertebrate population losses and declines” pubbliacato nel maggio 2017 su PNAS da Gerardo Ceballos, Paul R. Ehrlich e Rodolfo Dirzo (Universidad Nacional Autónoma de México  e Stanford University)  che confermava che è in corso la sesta estinzione di massa e che 20.000 specie sono già in pericolo: «Una annichilazione biologica che rappresenta uno paventoso assalto ai fondamenti della civiltà umana».

Nella nuova partnership, l’Ebc chiederà incentivi economici per le comunità locali e stimolerà le multinazionali a preservare l’ambiente. e spiega che «Mira a sbloccare il potenziale della biodiversità del pianeta e ad aumentare il mercato globale per prodotti chimici, materiali, processi e innovazioni bio-ispirati che risolvono le sfide umane, emulando le strategie collaudate della natura». Scoperte che comprendono gli antibiotici di nuova generazione estratti dalle rane amazzoniche per combattere la minaccia della resistenza antimicrobica e gli algoritmi pionieristici per le auto a guida autonoma  che si ispirano alle formiche amazzoniche.

Finora sono stati classificate solo il 14% delle specie di animali e piante che si pensa vivano sulla Terra e di queste è stato sequenziato  il DNA di meno dello 0,1%, il che significa che c’è un enorme gap nella nostra conoscenza del vasto potenziale scientifico, economico, sociale e ambientale della biodiversità globale. «Eppure . dicono gli scienziati Ebc – questa piccola percentuale ci ha trasmesso tutta la nostra moderna conoscenza della biologia e delle scienze della vita». Come l’Human Genome Project, che ha fatto guadagnare all’economia Usa 65 dollari per ogni dollaro pubblico investito e ha prodotto una miriade di benefici per la salute umana, la medicina molecolare e la comprensione scientifica. L’Ebp  «punta a creare una bioeconomia inclusiva e consentire la conservazione e rigenerazione della biodiversità».

Dominic Waughray, a capo della partnership pubblico-privata e che fa parte del comitato esecutivo del World Economic Forum, sottolinea che «Il tasso di perdita di biodiversità sta facendo riflettere. Quelli nati dopo il 2012 hanno ereditato un pianeta con meno della metà del numero di animali sulla terra e sott’acqua rispetto a quelli nati prima del 1970. C’è un’urgente necessità di innovazioni che possano rapidamente rendere gli habitat naturali maggiormente intatti per le popolazioni locali invece di abbatterli per altri utilizzi del suolo. In biologia, la quarta rivoluzione industriale potrebbe offrire grandi innovazioni se collegata a nuovi modelli per la gestione della biodiversità. Questo è il motivo per cui questa partnership potrebbe essere molto eccitante».  La partnership durerà 10 anni e dovrebbe costare circa 4,7 miliardi di dollari, grazie al calo dei costi del sequenziamento genomico. Il Progetto genoma umano, al confronto, ha richiesto più di un decennio e nel 2017 era costato 4,8 miliardi di dollari solo per sequenziare il primo genoma umano.

L’Ebc funzionerà come una piattaforma globale aperta, pubblica e digitale che registrerà e mapperà i biological IP assets nella  blockchain, «Questa code bank  – spiega ancora Ebc – registrerà la provenienza, i diritti e gli obblighi associati ai beni della natura – la loro proprietà intellettuale – per tracciare la loro provenienza e il loro utilizzo. Quando si creerà valore dall’accesso a queste risorse, i contratti intelligenti faciliterebbero la condivisione equa dei benefici ai custodi della natura e alle nazioni bio-diverse di origine».

Un’importante proof of concept di Ebp ed Ebc sarà localizzato nel bacino amazzonico proprio per la sua ricca biodiversità. «Il progetto pilota – noto come Amazon Bank of Codes – può essere visto come un’iniziativa che offre mezzi pratici alle comunità indigene e tradizionali e agli attori locali nel bacino amazzonico, e alla Convention on biodiversity a livello internazionale, per eliminare la pirateria biologica. I bioinnovatori in Amazzonia e in tutto il mondo attingerebbero a un archivio di dati che accelererebbe la probabilità di scoperte scientifiche con un one-stop shop per le risorse naturali. Una buona parte del valore economico creato da tali scoperte sarebbe automaticamente restituita ai custodi delle varie componenti del patrimonio naturale in Amazzonia – dicono al Wef – Per le comunità indigene e locali, il valore potrebbe essere immenso. Allo stesso tempo, aiuterà a spostare gli incentivi locali a breve termine provenienti dal taglio delle foreste verso la conservazione a lungo termine. Questa piattaforma contribuirebbe a sostenere i regolamentori nazionali in Amazzonia e ad attuare la giusta ed equa condivisione dei benefici come previsto dal Protocollo di Nagoya del 2017, che disciplina l’accesso alle risorse genetiche. Se seguisse questo  proof of concept, l’Ebc, in collaborazione con l’Ebp, faciliterebbe un approccio simile in altre aree ricche di biodiversità sulla terra e negli oceani».

La The World Economic Forum System Initiative on Shaping the Future of Environment and Natural Resource Security offrirà la sua piattaforma ei suoi network per mandare avanti lo sviluppo dell’Ebc come un progetto di peso nella sua più ampia partnership con l’Ebp, lavorando insieme alla Fourth Industrial Revolution for the Earth Initiative. Questa partnership tra Wef, Ebo ed Ebc consentirà del settore pubblico, privato e della ricerca di collaborare allo sviluppo di linee guida che massimizzino le opportunità e riducano al minimo i possibili rischi per la società provenienti da una simile innovazione.

Juan Carlos Castilla-Rubio, presidente di Space Time Ventures, fondatore della Earth Bank of Codes e membro World Economic Forum Global future council on the environment and natural resource security, Ricorda che «Ora gli scienziati e gli imprenditori sono ora in grado di attingere a una nuova fonte di conoscenza che potrebbe essere il motore della nuova generazione di nuove tecnologie. Se i dividendi vrranno condivisi equamente, si potrebbe creare una bioeconomia inclusiva che fornisca un nuovo significativo flusso di finanziamento per gli sforzi di conservazione e sviluppo sostenibile centrati sui custodi della natura».

Harris Lewin, professore emerito di evoluzione ed ecologia all’università della California – Davis, membro dell’United States National Academy of Science e a capo dell’Earth BioGenome Project, è convinto che «La partnership costruirà un progetto infrastrutturale della biologia globale per sequenziare la vita sul pianeta per consentire soluzioni per preservare la biodiversità della Terra, gestire ecosistemi, generare bio-industrie e sostenere le società umane».

Ma resta ancora molto da fare, come ad esempio trovare altri 4,7 miliardi di dollari necessari per la ricerca scientifica in corso. Inoltre, dovranno essere sviluppati parallelamente il quadro normativo, la governance e i protocolli e i principi di condivisione dei dati per cercare di garantire che i rischi per la società siano ridotti al minimo, che le opportunità per il beneficio sociale vengano massimizzate e che la giusta ed equa condivisione dei benefici sia reale ed operativa. Per affrontare queste sfide, la partnership si baserà sul contributo di comunità scientifiche, di ricerca, tecnologiche ed etiche, insieme ai governi e al settore privato.