Oasi wwf Orti Bottagone. Pacini: «La Toscana istituisca il quarto Parco regionale»

La provincia di Livorno e i comuni della Val di Cornia hanno scritto alla Regione Toscana, per inserire l’area dell’Oasi Wwf nel futuro quarto parco regionale

[1 agosto 2013]

La parola alla Regione. È con questa posizione che la provincia di Livorno risponde alla denuncia del Wwf sull’Oasi di Palude Orti Bottagone lanciata qualche giorno fa, che chiamava in causa l’amministrazione provinciale che dal 2011 ormai, non finanzia più la gestione dell’Oasi.

Orti Bottagone, che è nata come riserva naturale nel ’98, con i suoi 117 ettari e le oltre 220 specie di uccelli censite negli anni, è anche riconosciuta come SIC (Sito di Interesse Comunitario), e ospita numerosi mammiferi, anfibi, rettili, nonché la flora tipica delle zone palustri. La convenzione stipulata con la Provincia di Livorno prevedeva un impegno di spesa da parte di quest’ultima di circa 50.000 euro annui. Una cifra modesta, che dal febbraio 2011 però non è più stata riconfermata. Tra il Wwf, la Provincia e i comuni interessati è stato aperto nel frattempo un tavolo di trattativa, che però ha confermato l’uscita della provincia fra i soggetti finanziatori, e oggi, “fuori tempo massimo”, lo stesso Wwf lamenta l’abbandono delle istituzioni e l’incerto destino dell’Oasi.

La gestione dell’Oasi comprendeva non solo il monitoraggio sulla fauna, ma anche progetti didattici, formazione, escursioni, manutenzione delle infrastrutture. Poco il personale impiegato: qualche collaboratore esterno, specializzato, oltre all’ex responsabile dell’Oasi, che racconta dei suoi 25 anni trascorsi lì prima di essere costretto, oggi, a inventarsi un nuovo lavoro.

E mentre il Wwf ha individuato un nuovo soggetto gestore – un’associazione locale che si occupa di guide naturaliste – sembra che voglia anche proseguire nella strada dell’autonomia dalle istituzioni, come ha già fatto del resto in altri luoghi, dove ha messo a punto strategie di gestione con aziende agricole o realtà private.

La provincia di Livorno fa sapere, tramite l’assessore al turismo Paolo Pacini di «essere rammaricata dall’esito di questa vicenda», di cui l’attuale assessore ha ricevuto la delega dei parchi e delle aree protette solo un anno fa, a seguito delle dimissioni di Simona Bisti.

«Pieno di entusiasmo – dice Pacini – sono stato invitato a visitare l’oasi, che ho visto e di cui ho valutato positivamente il lavoro svolto. Dall’entrata in vigore delle varie spending review però, le risorse disponibili per queste operazioni sono andante scomparendo, fino ad azzerarsi. Da parte mia ho sempre cercato di dare un riconoscimento superiore a quel luogo, ulteriore rispetto alla sola salvaguardia ambientale, e mi riferisco alle sue potenzialità turistiche, in un’ottica di offerta complessiva di un territorio».

E se il dubbio che assale tutti i naturalisti quando sentono pronunciare la parola “turismo” associata ad una riserva naturale è legittimo, da parte sua l’assessore provinciale tenta di indicare la strada della tutela istituzionale, attraverso la creazione di un quarto parco regionale: «Insieme al comune di Piombino, ai sindaci dei comuni rientranti nel Parco della Val di Cornia e al presidente del Parco della Val di Cornia, abbiamo scritto una lettera alla Regione Toscana, chiedendo di riaprire la discussione sulla creazione di un quarto parco regionale», dichiara Pacini.

«In provincia di Livorno ci sono tre parchi provinciali – aggiunge – un parco nazionale e diverse aree protette, che rappresentano un punto di forza per il territorio. Ma dev’esserci, da parte della Regione, un’attenzione maggiore, altrimenti si corre il rischio di perderne il controllo e le potenzialità, visto che le province sono al capolinea e i comuni non hanno soldi da investire nelle aree protette».

L’idea di un quarto parco regionale non è nuova: nel 2009 la commissione ambiente del consiglio regionale della Toscana aveva approvato un provvedimento che andava proprio in questa direzione. Ad oggi, la Provincia e i comuni interessati sperano in una riapertura della discussione all’interno del dibattito sulla legge regionale dei Parchi, anch’essa oggetto di contesa. Intanto l’Oasi Orti Bottagone proseguirà la sua strada, forse in sordina e senza troppo clamore, ed è chiaro che una sola battaglia per il ripristino di una convenzione ai limiti dell’elemosina non può essere l’obbiettivo finale.

Quanto al quarto Parco regionale, risposte certe a oggi non ce ne sono: la stessa Regione, in tempi di magra e stante le difficoltà dei tre parchi regionali esistenti, non sembra proprio volersi imbarcare nella realizzazione di un nuovo parco regionale che raccoglierebbe le Aree naturali protette di interesse locale (Anpil) ed ora anche le oasi del Wwf senza più finanziamenti, una specie di patchwork costiero/collinare difficile da ricucire insieme, soprattutto se anche a Firenze, se non proprio come a Livorno, i finanziamenti per le aree protette scarseggiano dopo i recenti tagli.