Occhi nel profondo. Le stelle marine hanno anche il superpotere di vedere al buio (VIDEO)

Le stelle marine che di profondità vedono meglio di quelle di superficie e usano la bioluminescenza

[19 febbraio 2018]

In molti conoscono le stelle marine che vivono vicino alla costa, ma in pochi sanno come si comportano negli oceani, soprattutto quelle che vivono ad elevate profondità, nell’oscurità dove non arriva la luce del sole. Il recente studio  “Deep-sea starfish from the Arctic have well-developed eyes in the dark”, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B da Marie Helene Birk e Anders Garm, del Biologisk Institut della Københavns Universitet, e da Martin E. Blicherdel  Greenland Climate Research Centre del Pinngortitaleriffik – Grønlands Naturinstitut, ha indagato sulle differenze tra le stelle marine multicolori che possiamo vedere sotto il pelo dell’acqua con una semplice maschera o negli acquari e le misteriose specie che strisciano nelle buie profondità marine e ha fatto delle scoperte sconcertanti.

Gli scienziati danesi e groenlandesi sottolineano che «La maggior parte delle specie di stelle marine hanno occhi complessi sulla punta delle braccia – e sappiamo che diverse specie delle zone di acqua bassa usano la vista come il senso primario per spostarsi. Precedentemente si pensava che le stelle marine delle acque poco profonde avessero una vista migliore delle stelle marine che vivono nello scuro mare profondo. Ma non è così».

Garm spiega: «Abbiamo esaminato 13 specie di stelle marine della Groenlandia, alcune delle acque basse e altre del mare profondo. Tutte le specie, tranne una, avevano gli occhi ed è stato estremamente sorprendente che le specie delle acque profonde come la Novodinia americana avessero occhi ben sviluppati con una vista o migliore dei loro parenti delle acque basse e assolate. Questo dimostra che anche le specie delle acque profonde hanno un controllo visivo.

La maggior parte delle stelle marine possiede un occhio rozzo sulla punta di ciascun braccio. Questi occhi composti contengono più obiettivi chiamati ommatidi, ognuno dei quali crea un pixel dell’immagine totale che  vede l’animale. E’ stato dimostrato che gli occhi delle stelle marine tropicali sono in grado di formare immagini grezze, che permettono a questi animali di riconoscere il loro territorio. Ora gli scienziati hanno dimostrato che diverse specie di stelle marine che vivono in acque profonde,  fino a 1 km sotto la superficie dell’acqua dove non può penetrare la luce solare, possono vedere nonostante l’oscurità. La maggior parte delle specie che possono vedere nelle profondità oscure dell’oceano hanno occhi più sensibili ma vedono immagini “semplificate”. Invece queste stelle marine sembrano vedere più chiaramente delle loro parenti tropicali che vivono nelle barriere coralline o nelle secche inondate dalla luce.

Le stelle marine che vivono nelle profondità oceaniche sono famose per il loro aspetto bizzarro e un po’fantascientifico e lo studio ha anche dimostrato che in alcune di loro si possono illuminare utilizzando la a bioluminescenza. I ricercatori ritengono che la stella marina usi questa “luce di mare” per comunicare visivamente, con “segnali lampeggianti” bioluminescenti. Ma lo studio arriva soprattutto alla conclusione che la maggior parte delle stelle marine sono animali dotate di vista e che la utilizzano per le loro attività e che hanno «un comportamento molto più avanzato di quanto si pensasse in precedenza».

I ricercatori hanno suggerito diverse spiegazioni: «Alcune specie sembrano vedere chiaramente in

direzione orizzontale, ma meno in direzione verticale, il che avrebbe senso per un organismo che vive sul fondo del mare. Altre sembrano avere meno capacità di rilevare nel tempo i cambiamenti in quello che vedono. Due di queste specie che vedono sono anche bioluminescenti, il che significa che possono produrre brevi bagliori ardenti attraverso la superficie dei loro corpi. È probabile che la combinazione di questi lampi di luce e l’abilità di vedere chiaramente permetta a queste stelle marine delle acque profonde di comunicare con i potenziali compagni».

Insomma, le stelle marine non solo hanno gli occhi ma possono persino vedere al buio. Possono sembrare piuttosto statiche, come se fossero semplici organismi spinosi che vivono sul fondo del mare assorbendo i nutrienti dall’acqua, ma in realtà, oltre alla nuova supervista appena scoperta,  sotto la loro pelle spinosa nascondono diversi “superpoteri”: possono rigenerare una o più braccia dalla quali si separano volontariamente durante un attacco di un predatore e poi sono in grado di rigenerarle; camminano sul fondo grazie a un “sistema idraulico” pressurizzato de a delle minuscole ventose delle quali sono dotate le loro centinaia di “piedi”; sono in grado di aprire i gusci dei bivalvi, ma se la preda è troppo grossa estromettono lo stomaco e la “digeriscono” sul posto.

Ora, scoperto il “superpotere” di vedere al buio, il team di ricerca danese/groenlandese vuole filmare le stelle marine nel loro ambiente naturale nelle profondità marine della Groenlandia, per documentare quando e perché emettono la luce bioluminescente e in che tipi di comportamento è coinvolta.

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