Oceana: ecco le foto dei danni fatti dalla pesca a strascico nel Canale di Sicilia

Chiudere la pesca a strascico in tre aree essenziali per la riproduzione di merluzzi e gamberi

[1 luglio 2016]

Pesca a strasscico 0

Oceana ha diffuso immagini inedite del  Canale di Sicilia che mostrano il danno causato dalla pesca a strascico di profondità in zone essenziali per la riproduzione del merluzzo e di gamberi bianchi.

Cogliendo l’occasione della 40esima sessione della General Fisheries Commission for the Mediterranean and Black Sea (GFCM) « Oceana chiede un piano per chiudere queste aree di riproduzione, al fine di ridurre le catture di novellame e contribuire a ripristinare alcuni degli stock più sovrasfruttati del Mediterraneo».

Lasse Gustavsson, direttore esecutivo di Oceana en Europa, sottolinea che «Le immagini girate dalla nave di ricerca di Oceana mostrano che dove lo strascico è intensivo si riduce la presenza di habitat riproduttivi per il merluzzo, come i giardini di gorgonie. Abbiamo documentato questo nell’est del Banco di Malta e nel Banco Adventure, due delle zone che proponiamo di chiudere a questo aggressivo attrezzo da pesca. Lo strascico sopra habitat essenziali per  i pesci mette a rischio la produttività dello stock e la stessa pesca e colpisce tutto l’ecosistema».

Questa settimana i Paesi mediterranei sono riuniti a St. Julian, a Malta, per prendere decisioni cruciali per il merluzzo e gli ecosistemi marini vulnerabili (VME – Vulnerable Marine Ecosystems

). Tra i temi del negoziato c’è anche la decisione di chiudere lo strascico adi profondità in tre zone che ospitano novellame di nasello e gambero bianco nella parte nord del Canale di Sicilia, come raccomandano gli scienziati GFCM dopo una proposta presentata da Oceana nel 2015.

Oceana sollecita anche l’istituzione di un gruppo di lavoro di scienziati esperti che affronti il tema della protezione delle VME, delle barriere coralline di profondità e delle aggregazioni di spugne.