107 anni fa venne istituito in Svezia il primo parco europeo

Oggi è la Giornata europea dei parchi: in Italia coprono l’11% del territorio nazionale

Realacci: «Tra i più importanti in Europa. Ci vive la metà delle specie vegetali e un terzo di quelle animali continentali»

[24 maggio 2016]

giornata europea parchi 2016

È la Giornata europea dei parchi: il 24 maggio del 1909 venne istituito in Svezia il primo parco europeo, aprendo così la stagione della tutela e della pubblica fruizione dei beni naturali in epoca moderna. Un’occasione importante per ricordarci che l’ambiente, inteso come intreccio inimitabile di natura, storia, cultura, creatività, è uno dei nostri beni più preziosi e come tale va tutelato e difeso con impegno e passione.

I Parchi nazionali e regionali e le altre aree protette sono lo strumento fondamentale per conservare il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico, la nostra straordinaria biodiversità e per promuovere forme di sviluppo locale orientate alla sostenibilità e alla qualità territoriale. Come ricorda anche Legambiente nel dossier sulla biodiversità, circa la metà delle specie vegetali (7830) e un terzo di tutte le specie animali (58.000) presenti in Europa vivono in Italia. Parchi e riserve naturali terrestri e marine sono circa l’11% del territorio nazionale. Oggi i parchi insieme alle nostre città d’arte e ai tanti paesaggi italiani sono un elemento costitutivo dell’identità nazionale, dell’immaginario collettivo, di come il mondo ci guarda.

Il valore di Parchi e aree protette è ormai riconosciuto e declinato in termini di servizi eco-sistemicI che offrono, di beni naturalistici e culturali che custodiscono, di patrimonio di esperienze e di buone pratiche accumulato negli anni e anche in termini di volano per lo sviluppo in chiave green. I nostri parchi sono anche un presidio di legalità contro bracconaggio e interessi mafiosi, come dimostra il recente attentato al presidente del Parco dei Nebrodi in Sicilia.

Sempre i parchi sono uno di quegli ingredienti indispensabili su cui l’Italia deve puntare per guardare con fiducia al futuro e rilanciare la buona economia. Un’economia più a misura d’uomo, che valorizza radici e tradizioni, prodotti tipici, coesione sociale, qualità della vita e capacità di innovare nella tradizione.

di Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera