Oggi la Giornata mondiale del rinoceronte, ma tra meno di 30 anni la specie sarà estinta

Colpa del bracconaggio: un corno vale 90mila dollari/kg contro gli 80mila dollari della cocaina

[22 settembre 2015]

rinoceronte bianco 1

Ad oggi vivono in natura solo 20.500 esemplari di rinoceronte bianco e poco meno di 5.000 rinoceronti neri, e il bracconaggio continua a mietere corni e animali. Il corno del pachiderma, del valore di circa 90mila dollari/kg (contro gli 80mila dollari della cocaina), è usato come status symbol dai ricchi asiatici, e secondo la medicina tradizionale la sostanza di cui è composto il corno (cheratina, la stessa sostanza di cui sono fatte le nostre unghie e capelli) avrebbe funzioni curative.

Superstizioni che alimentano fortemente il bracconaggio, un mercato illegale che, dopo il traffico di armi, di droga e di esseri umani, è il terzo più redditizio del mondo. «Se i tassi di abbattimento continueranno a salire con lo stesso trend dell’ultimo periodo – spiega Daniel Sanchez, direttore zoologico del bioparco Zoom Torino –, ossia 1 rinoceronte ucciso ogni 7 ore, in meno di 28 anni i rinoceronti saranno estinti nel loro habitat naturale e si potranno osservare e conoscere esclusivamente nelle strutture zoologiche».

La sopravvivenza della specie è quindi legata – secondo gli esperti del bioparco – alla capacità dei paesi di mantenere adeguati standard di prevenzione, monitorare gli animali e difendere le aree destinate alla fauna selvatica impiegando ingenti risorse nell’addestrare e attrezzare ranger antibracconaggio poiché la sola polizia locale non ha sufficienti mezzi e possibilità per dislocare i propri uomini lungo i confini. Il progetto “Operazione Rhino”, attivato un anno fa dal bioparco Zoom e supportato dall’associazione Aiea e dall’Ente nazionale del turismo della Namibia, ha l’obiettivo di raccogliere fondi destinati all’equipaggiamento e addestramento con tecniche paramilitari ranger antibracconaggio in Namibia, paese che sta diventando il nuovo terreno di caccia dei bracconieri con un incremento di pachidermi cacciati del +400% nell’ultimo anno poiché è qui che si trova una delle più alte concentrazioni di rinoceronti, bianchi e neri, dell’intera Africa.

«Il compito delle moderne strutture zoologiche – conclude Sanchez – oltre all’educazione, è proprio l’attivazione di progetti di conservazione. I risultati più significativi si ottengono proprio attraverso la cooperazione delle associazioni internazionali con strutture zoologiche moderne e incentrate sulla conservazione, governi locali e tour operator promotori di viaggi sostenibili che si svolgono in aree dove i rinoceronti sono visti come risorse economiche».