Ogni anno gli uccelli insettivori consumano tanta energia quanto New York

Mangiano tra le 400 e i 500 milioni di tonnellate di insetti. Quanto il consumo umano di carne e pesce. Ma i ragni probabilmente eliminano ancora più insetti

[10 luglio 2018]

Che le oltre 6.000 specie di uccelli insettivori che vivono in tutto il mondo e in tutti i principali ecosistemi terrestri siano estremamente utili come nemici naturali degli insetti erbivori era noto da tempo, ora lo studio “Insectivorous birds consume an estimated 400-500 million tons of prey annually”, pubblicato su  The Science of Nature da Martin Nyffeler (Università di Basilea), Çağan H. Şekercioğlu (università dello Utah e  Koç – Istanbul) e Christopher Whelan (università dell’Illinois – Chicago), quantifica il loro impatto e ne viene fuori che «Gli uccelli insettivori del mondo consumano annualmente tra 400 e 500 milioni di tonnellate di prede e utilizzano così tanta energia quanto la megalopoli di New York».  Sulla base dei calcoli del team internazionale di zoologi, gli uccelli insettivori del mondo peserebbero in totale di circa 3 milioni di tonnellate e ogni anno consumano insetti, come coleotteri, mosche, formiche, falene, afidi, cavallette, grilli, e altri artropodi, come millepiedi e ragni, per un peso fino ad oltre 150 volte il loro, che equivale a circa 2,8 exajoule, la stessa quantità di energia di una megalopoli come di New York. Secondo Nyffeler, il principale autore dello studio, «Il valore relativamente basso della biomassa globale degli uccelli selvatici può essere parzialmente spiegato con la loro efficienza produttiva molto bassa. Ciò significa che la respirazione richiede molta energia e lascia solo l’1-2% che può essere convertito in biomassa».

Lo studio del team di Nyffeler si basa sui dati di 103 studi che hanno evidenziato il volume di prede che gli uccelli mangiano insetti consumano in sette dei principali biomi del mondo e i loro calcoli sono supportati da un gran numero di studi sperimentali condotti da molti gruppi di ricerca diversi in una varietà di habitat in diverse parti del mondo.

La quantità di cibo consumata dagli uccelli insettivori è simile a quella della popolazione mondiale umana, che secondo la Fao consuma circa 400 milioni di tonnellate di carne e pesce all’anno. Tra gli altri grandi consumatori di insetti ci sono i ragni: uno studio condotto da Nyffeler e pubblicato nel 2017 ha dimostrato che i ragni consumano ogni anno tra 400 e 800 milioni di tonnellate di insetti. Altri gruppi predatori come pipistrelli, primati, toporagni, ricci, rane, salamandre e lucertole sembrano essere dei nemici naturali degli insetti mangiatori di piante, sicuramente preziosi ma meno efficaci degli uccelli insettivori e dei ragli «La loro influenza sembra essere più specifica per bioma  piuttosto che a livello mondiale – dice Nyffeler -. Ad esempio, le lucertole aiutano a sopprimere gli insetti sulle isole tropicali, ma meno su scala più ampia».

I ricercatori sottolineano che gli uccelli insettivori svolgono un ruolo significativo nella soppressione degli insetti parassiti soprattutto nelle foreste, dove ne mangiano circa 300 milioni di tonnellate, cioè circa tre quarti della biomassa di prede catturate nel mondo dagli uccelli insettivori. Invece, «molto meno insetti [100 milioni di tonnellate, ndr] vengono consumati nei restanti ecosistemi come praterie, savane, terreni coltivati, deserti e tundra artica». Durante il periodo riproduttivo, quando gli uccelli alimentano prede ricche di proteine ​​per i loro nidiacei, vengono catturati miliardi di insetti erbivori tra cui bruchi e coleotteri potenzialmente dannosi e Nyffeler spiega che «Le stime presentate in questo documento sottolineano l’importanza ecologica ed economica degli uccelli insettivori nella soppressione di insetti nocivi potenzialmente dannosi su scala globale, specialmente nelle aree boschive. Ciò è particolarmente vero per i tropici e per gli ecosistemi forestali temperati e boreali. Solo pochi altri gruppi di predatori come i ragni e gli insetti entomofagi (comprese in particolare le formiche predatrici) possono stare al passo con gli uccelli insettivori nella loro capacità di sopprimere a livello globale le popolazioni di insetti che mangiano le piante».

Lo zoologo svizzero conclude: «Gli uccelli sono una classe di animali a rischio di estinzione perché sono pesantemente minacciati da fattori come il rimboschimento, l’intensificazione dell’agricoltura, la diffusione di pesticidi sistemici, la predazione da parte di gatti domestici, le collisioni con strutture create dall’uomo, l’inquinamento luminoso e i cambiamenti climatici. Visto che queste minacce globali non potranno essere risolte presto, dobbiamo temere che i servizi vitali che gli uccelli forniscono all’ecosistema – come la soppressione degli insetti nocivi – andranno persi».