Olimpiade dei Parchi, in Maremma la mappa enogastronomica dei Parchi italiani

[22 agosto 2013]

Festambiente, da poco conclusasi a Rispescia (Gr)  ha ospitato il dibattito “Il contributo dei parchi alla green economy, l’occupazione e lo sviluppo locale”, al quale hanno partecipato Vittorio Cogliati Dezza presidente Legambiente, Giampiero Sammuri presidente Federparchi, Renato Grimaldi , direttore generale del ministero dell’ambiente, Anna Rita Bramerini assessore all’ambiente Regione Toscana, Fabio Renzi du Symbola, Stefano Landi dell’università Luiss di Roma, Patrizia Siveri assessore all’Ambiente Provincia di Grosseto e Lucia Venturi presidente del Parco Maremma. Il dibattito è stata l’occasione per affrontare le questioni del nuovo ruolo che i Parchi devono svolgere in un’Italia in faticoso cambiamento e dove la biodiversità (la più ricca dell’intera Europa) è sempre più a rischio.

Praticamente tutti gli intervenuti hanno detto che la fase della valorizzazione delle tipicità è finita proprio perché ha avuto successo e che ormai cammina sulle gambe dell’imprenditoria locale. Ai Parchi invece spetta ancora il ruolo di promotori di quella green economy di cui tanto si parla e che va coniugata più strettamente alla difesa della biodiversità e del territorio.

Questo non toglie che a chiusura del dibattito con le Olimpiadi dei Parchi, organizzate da Legambiente in collaborazione con Federparchi, enti gestori e produttori delle aree protette, il discorso sia saporitamente scivolato di nuovo sulle tipicità alimentari, con una cena che ha dato lustro alle migliori perle dell’enogastronomia.  «Per una volta – spiegano gli organizzatori –  i parchi si sono giudicati non solo per l’enorme ricchezza naturalistica, testimoniate dalle autorevoli presenze al dibattito, ma anche e soprattutto per i prodotti tipici e per le ricette del territorio».

Un itinerario culturale di sapori e tradizioni che Francesco Gentili, responsabile delle Rassegne-degustazioni a Festambiente, ha presentato così: «Questa iniziativa è stata importante per dimostrare come i parchi oggi  non rappresentino a livello nazionale soltanto il patrimonio naturalistico o paesaggistico, ma anche quello legato all’enogastronomia e ai prodotti tipici del territorio. È riduttivo pensare alle varie aree protette solo per la flora e la fauna, tralasciando il contesto di quel luogo e le eccellenze che vi si producono, come vino, olio, formaggi, salumi e verdure, che oltre a valorizzare il territorio creano sviluppo e occupazione sostenibile».

La cena è stata aperta dall’aperitivo del Parco dell’arcipelago Toscano, mentre come primo piatto è stata servita una pasta con la melanzana rossa di Rotonda Dop (Parco del Pollino). Come secondo piatto, invece, gli ospiti della serata hanno potuto apprezzare lo stracotto di brada maremmana del Parco della Maremma. Tra i dolci i biscotti del Parco Corso integrali e con le castagne. Tra i vini grande successo hanno riscontrato l’Alcione rosato da uve Ciliegiolo della Fattoria Il Duchesco (Parco della Maremma), il Pellegrone Morellino di Scansano Docg dell’Az.Agricola Regionale Alberese e il Lacryma Christi Gemma Romano vini (Parco del Vesuvio).