Olio toscano: accordo anti-crisi per rafforzare la filiera agroalimentare

Un settore che deve fare i conti con cambiamenti climatici, mosca olearia e Xilella

[14 maggio 2015]

L’obiettivo del convegno su Olio d’oliva, l’eccellenza della produzione mediterranea sfida la grande crisi dei raccolti di olive del 2014, che si è tenuto a Donoratico,  era quello di «analizzare lo stato di salute e le prospettive di uno dei settori trainanti dell’economia rurale toscana e di uno dei prodotti, l’olio, che rappresentano la Toscana nell’immaginario collettivo». Il settore olivicolo italiano – e toscano in particolare –  soffre per la concorrenza dei Paesi produttori del bacino del Mediterraneo e la sofferenza del settore si è aggravata dalla crisi di produzione della stagione 2014/2015, con il raccolto che è stato compromesso dalle copiose precipitazioni che hanno creato una situazione di umidità con  condizioni ideali per la proliferazione della mosca olearia, con un conseguente 30% di calo di produzione a livello nazionale e con punte locali  fino al 60%. A dare un altro colpo all’industria dell’olio italiana nei primi mesi del 2015 è arrivata la minaccia del batterio della Xylella, che sta mettendo in difficoltà gli oliveti della Puglia salentina ed allarmando vivaisti e produttori italiani ed europei

Durante il convegno è stato presentato uno studio sul settore olivicolo, curato dal Servizio Research della Banca Mps, che evidenzia i punti di forza e di debolezza e «La necessità di mettere in atto una strategia nazionale concreta per recuperare uno dei prodotti italiani di maggior appeal gastronomico, attraverso azioni utili a migliorare le fasi di produzione e trasformazione, la qualità dell’olio, la distribuzione, il marketing e l’immagine, fornendo al consumatore finale informazioni ed educazione sul valore dell’olio per fini alimentari, dietetici, salutistici ed edonistici. La strutturazione di una filiera dell’olio è essenziale per razionalizzare il settore, organizzare i produttori (spesso fortemente frazionati) e raggiungere mercati effettivi e potenziali sempre crescenti. In questo senso, l’organizzazione interprofessionale, che prevede la collaborazione tra attori di filiera, e attività di promozione e comunicazione sono fondamentali».

L’altra questione cruciale emersa dal convegno di Donoratico è quella del credito agricolo in generale ed agli olivicoltori in particolare e Banca Monte dei Paschi di Siena e cooperativa Terre dell’Etruria, che conta oltre 3300 soci, hanno colto l’occasione per firmare un accordo per «sostenere la filiera agroalimentare, a partire dall’olio di oliva, e creare i presupposti per aggredire i mercati, soprattutto esteri, attraverso brand riconducibili al territorio e prodotti di maggior qualità».