Oltre il GPS: le scimmie pianificano i loro percorsi per trovare più facilmente il cibo

I cercopitechi verdi possono trovare percorsi relativamente brevi, proprio come fanno gli esseri umani

[13 giugno 2018]

Un nuovo studio, “Vervet monkey (Chlorocebus pygerythrus) behavior in a multi-destination route: Evidence for planning ahead when heuristics fail”, pubblicato su PLOS One da Julie Annette Teichroeb e Eve Ann Smeltzer del dipartimento di antropologia dell’Università di Toronto, ha scoperto che «Quando sono alla ricerca del cibo, i cercopitechi verdi applicano semplici regole empiriche (anche note come euristica) per trovare percorsi relativamente brevi senza doverci pensare troppo».

La Teichroeb spiega da dove nasce lo studio: «Le persone sono stupite dal fatto che gli animali quando cercano cibo riescano spesso a trovare il percorso più breve, e la grande domanda è come sono in grado di capirlo? Risolvere questo tipo di percorsi è estremamente difficile dal punto di vista matematico, ma abbiamo scoperto che queste scimmie, proprio come noi, fanno affidamento sull’euristica».

Le euristiche sono fondamentalmente scorciatoie mentali che servono ad alleviare il peso cognitivo di prendere decisioni complesse. Anche se queste decisioni possono non essere perfette o le più ideali, consentono di cavarsela bene. «Dopo tutto sottolineano le ricercatrici canadesi –  restare paralizzati cercando di scegliere tra il numero infinito di modi per raggiungere diverse destinazioni ha molti costi, specialmente quando si cerca di trovare del  cibo».

La Teichroeb aggiunge che «Le scimmie sembrano essere particolarmente brave a capire subito la via più breve senza aver bisogno di molto tempo o pratica. Nel caso dei cercopitechi, spesso finiscono per usare un metodo che gli umani chiamano “nearest neighbour rule”, che sta essenzialmente nello scegliere il sito più vicino che non è stato ancora visitato».

La Teichroeb e la Smeltzer hanno studiato  i cercopitechi sul lago Nabugabo in Uganda, vicino al lago Vittoria. Usando semplicemente dei contenitori con del cibo, hanno visto che le scimmie andavano in genere nella prossima posizione più vicina. Ma hanno creato una condizione in cui l’utilizzo di euristiche semplici non avrebbe più portato a percorsi quasi ottimali, i cercopitechi verdi hanno mostrato una capacità di pianificare il loro percorso. Dopo la modifica delle condizioni abituali, un paio di scimmie sono state persino in grado di calcolare regolarmente il percorso più breve possibile, il che dimostra differenze individuali di abilità tra questi primati.

La Teichroeb, che è un esperta di comportamento dei primati, in particolare dell’evoluzione della vita di gruppo e dell’organizzazione sociale, evidenzia che «Questo è solo il secondo animale in cui è stata scoperta la pianificazione delle rotte di foraggiamento, l’altro è la Manorina chiassosa» (Manorina melanocephala).

I cercopitechi verdi sono diffusi in tutta l’Africa meridionale e sono uno dei modelli preferiti di  primati non umani per comprendere i comportamenti genetici e sociali negli esseri umani. Sono stati osservati mentre mostrano di essere ipertesi, in ansia, in dipendenza sociale e persino dispettosi.

Secondo la Teichroeb, «Mentre è probabile che anche altri primati possano pianificare i percorsi di foraggiamento, molti sono difficili da osservare in natura poiché la maggior parte preferisce vivere sugli alberi. I cercopitechi d’altra parte sono perfettamente felici sul terreno e sono relativamente a loro agio vicino agli umani»..

In futuro, la Teichroeb spera di variare altre caratteristiche del cibo disponibile nei suoi esperimenti, come la sua qualità nutrizionale o la facilità di accesso, per vedere se c’è un cambiamento nei percorsi che scelgono  i cercopitechi: «Queste variabili possono anche influenzare il comportamento a seconda dello stato sociale con i cercopitechi subordinati che scelgono il sito di cibo più vicino, mentre quelli che sono più dominanti possono cercare di trovare e difendere migliori siti di cibo».

La Teichroeb ha notato che la strategia che i i cercopitechiverdi utilizzano quando sono soli sembra essere diversa dalla strategia che usano quando sono con gli altri e conclude: «E’ davvero affascinante e difficile da dimostrare nelle popolazioni naturali di primati perché sono così sociali ed è raro che i singoli abbandonino il loro gruppo e completino un esperimento da soli. Voglio davvero arrivare a capire cosa è più importante nelle risorse che scelgono e in che modo cambiano le loro rotte di foraggiamento e il processo decisionale».