Oltre la caccia, Wwf: «È emergenza bracconaggio»

[16 settembre 2013]

Secondo un sondaggio commissionato dalle associazioni venatorie, coloro che praticano abitualmente la caccia nel nostro Paese, sarebbero assai più numerosi di quanto risulti dalle licenze effettivamente rilasciate dalle questure. Si tratta un esercito di circa 250mila persone armate che, secondo il Wwf, circolano nelle nostre campagne dedicandosi ad attività di bracconaggio ed aumentando drasticamente il pericolo per l’incolumità di tutti.  

«Dati sconcertanti – scrive il Wwf – che in occasione dell’apertura della nuova stagione venatoria, ci spingono a rinnovare a gran voce le richieste per arginare la deregulation venatoria: sanzioni penali più pesanti per i bracconieri, stop alla caccia in deroga (più e più volte bocciata dall’Unione europea), divieto di utilizzo dei richiami vivi, rispetto rigoroso delle indicazioni della scienza, attuazione ed applicazione concreta e puntuale delle regole europee».

La caccia colpisce certo gli animali, ma sono decine l’anno gli incidenti di caccia che provocano morti e feriti tra le persone, conseguenza logica e prevedibile dell’uso incontrollato di armi in spazi aperti e liberamente accessibili. Poi ci sono le vittime, ancora più numerose, di omicidi volontari commessi con armi da caccia, la cui disponibilità troppo spesso trasforma liti che potrebbero essere innocue in veri e proprie tragedie.

Quindi oltre all’attività venatoria regolata dalle norme, esiste la “caccia deviata” che secondo il Wwf andrebbe contrastata con più forza ed efficacia sul territorio: «I controlli sono affidati quasi esclusivamente alle guardie volontarie delle Associazioni di protezione ambientale, come le Guardie del Wwf, chiamate a vigilare sulla correttezza dei comportamenti di persone comunque armate».

Ad esempio a Caltanissetta il Wwf ha denunciato l’abbattimento di una poiana, mentre in provincia di Salerno le Guardie dell’associazione ambientalista hanno scoperto e sequestrato un’enorme trappola assemblata con il fil di ferro per catturare probabilmente ungulati, cinghiali o caprioli.

Oltre alla caccia illegittima a specie protette, il Wwf denuncia il grave disturbo che comunque viene arrecato anche in periodi delicati (riproduzione, cura dei piccoli, migrazione), anche a specie non cacciabili o protette come ad esempio l’orso, a cui si aggiungono i danni all’agricoltura, le forme di inquinamento da piombo che colpiscono sia gli animali, ad esempio i necrofagi, sia le persone.

«Gravi, infatti, sono le conseguenze per la salute umana, soprattutto per i più piccoli, del consumo di selvaggina, il cui contenuto di piombo può causare patologie anche gravi» hanno concluso dall’associazione ambientalista.